Operazione Chicago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Operazione Chicago
Allied Invasion Force.jpg
Direttrici dei velivoli durante l'assalto aviotrasportato sulla Normandia
Data 6 giugno 1944
Luogo Penisola del Cotentin, Normandia occidentale, Francia
Esito Vittoria Alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
(Albany)
6 928 uomini,
443 C-47 Dakota[1]
(Alianti)
2 300 uomini,
52 CG-4,
32 Horsa[2]
6 000 uomini circa
Perdite
546 morti (e feriti mortalmente),
2 217 feriti,
1 907 dispersi
4 500 vittime in totale
Voci di operazioni militari presenti su Wikipedia

L'Operazione Chicago era il nome in codice usato dall'esercito statunitense per designare gli aviolanci riguardanti la 101ª Divisione Aviotrasportata avvenuti la notte tra il 5 e il 6 giugno 1944, sopra la Normandia. Assieme alla 101ª si sarebbero lanciati anche i soldati dell'82ª Divisione Aviotrasportata, assegnata all'Operazione Detroit.

In base ai piani alleati l'Operazione Chicago prevede l'atterraggio della divisione in Normandia, in due fasi: le principali unità combattenti infatti sarebbero giunte paracadutandosi dagli aerei a bassa quota (Operazione Albany); la seconda parte prevedeva l'atterraggio di unità d'artiglieria e del genio poco prima dell'alba.

Ordine di battaglia della 101ª[modifica | modifica sorgente]

Il 6 giugno 1944, la 101ª Divisione era così organizzata:[3]

101ª Divisione Aviotrasportara (gen. Maxwell D. Taylor)

  • 501º Reggimento di Fanteria Paracadutista (col. Howard R. Johnson)
    • 1º Battaglione
    • 2º Battaglione
    • 3º Battaglione
  • 502º Reggimento di Fanteria Paracadutista (col. George Moseley)
    • 1º Battaglione
    • 2º Battaglione
    • 3º Battaglione
  • 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista (col. Robert Sink)
    • 1º Battaglione
    • 2º Battaglione
    • 3º Battaglione
  • 327º Reggimento di Fanteria Aviotrasportato
    • 1º Battaglione
    • 2º Battaglione
    • 3º Battaglione
  • Unità d'Artiglieria della 101ª
  • Compagnia Segnali della 101ª
  • 326ª Compagnia Medica Aviotrasportata
  • 326º Battaglione del Genio Aviotrasportato

Obiettivi[modifica | modifica sorgente]

L'obiettivo principale dell'assalto aviotrasportato sulla penisola di Cherbourg era di proteggere il fianco destro dell'invasione alleata e più in specifico favore lo sbarco americano a Utah Beach.[4]

Obiettivi della 101ª[modifica | modifica sorgente]

Alla 101ª Divisione fu assegnato il settore nei pressi della costa, proprio dietro Utah Beach. Lì i paracadutisti avevano diversi compiti:

  • conquistare e tenere le quattro strade provenienti dalla spiaggia (Uscite), che sarebbero state usate dalla fanteria e dai corazzati per avanzare nell'entroterra della penisola;
  • distruggere una batteria artiglieria pesante a Saint-Martin-de-Varreville e un complesso di edifici, codificato WXYZ, a Les Mézières (poco lontano da Saint-Martin-de-Varreville);
  • catturare la chiusa di La Barquette;
  • distruggere i ponti sul fiume Douve;
  • organizzare una linea difensiva per proteggere il fianco meridionale della testa di ponte a Utah Beach.[4]
Zona assegnata Luogo Unità Obiettivo
DZ A
Saint-Martin-de-Varreville
  • 502º Reggimento di Fanteria Paracadutista
  • 377º Battaglione d'Artiglieria da Campo
Ottenere il controllo dell'Uscita 3 e 4 a Saint-Martin-de-Varreville e Audouville-la-Hubert. Distruggere la batteria d'artiglieria pesante tedesca a St. Martin e il complesso WXYZ a Les Mézières.
DZ C
Hiesville
  • 3º Battaglione, 501º Reggimento di Fanteria Paracadutista
  • 1º e 2º Battaglione, 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista
  • QG della Divisione
Catturare le Uscite 1 e 2 a Poupeville e Houdienville.
DZ D
Angoville-au-Plain
  • 1º e 2º Battaglione, 501º Reggimento di Fanteria Paracadutista
  • 3º Battaglione, 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista
  • Compagnia C, 326º Battaglione del Genio Paracadutista
Proteggere il fianco meridionale. Conquistare la chiusa di La Barquette, distruggere i ponti sul Douve e conquistare il ponte in legno a Le Port, vicino Brévands.
LZ E
Hiesville Alianti di rinforzo con artiglieria e genieri
DZ: Drop Zone (Zona di Lancio)
LZ: Landing Zone (Zona d'Atterraggio)
[4]

L'invasione[modifica | modifica sorgente]

La 101ª Divisione Aviotrasportata, in base ai rapporti, giunse in Normandia nei seguenti orari:[1][2]

Orario Unità Drop Zone/Landing Zone
Operazione Albany
00:20 Esploratori
A
00:25
C
00:27 Esploratori per la LZ E
C
00:30 Esploratori
D
00:48 2º Battaglione, 502º Reggimento
A
00:50 3º Battaglione, 502º Reggimento
00:55 1º Battaglione, 502º Reggimento
01:08 377º Battaglione d'artiglieria,
Rifornimenti,
Compagnia A e B, parte della 326ª Compagnia
01:14 1º Battaglione, 506º Reggimento
C
01:20 2º Battaglione, 506º Reggimento
3º Battaglione, 506º Reggimento,
Quartier Generale,
Rifornimenti
01:26 1º Battaglione, 501º Reggimento
D
01:34 2º Battaglione, 501º Reggimento,
Compagnia C (2º Plotone), 326º Battaglione,
parte della 326ª Compagnia,
Rifornimenti
01:40 3º Battaglione, 506º Reggimento,
Compagnia C (1º e 3º Plotone), 326º Battaglione,
Rifornimenti
Alianti
04:00 2ª Batteria, 81º Battaglione Contraereo,
Ingegneri (Genio militare),
Elementi del 327º Reggimento,
Unità chirurgiche,
Personale dello Staff (del QG),
1 bulldozer,
Unità d'artiglieria,
25 veicoli
E
21:00 Personale dello Staff, medico e dell'unità Segnali,
40 veicoli,
6 pezzi d'artiglieria,
19 tonnellate di equipaggiamento e rifornimenti
E
Il generale Eisenhower mentre parla al tenente Wallace C. Strobel e ai suoi uomini il 5 giugno, poche ore prima dell'inizio dell'invasione.

Drop Zone A[modifica | modifica sorgente]

La prima ondata di paracadutisti fu lanciata sulla Zona di Lancio A, la più settentrionale delle tre. Gli errori di navigazione e la mancata segnalazione dei radiofari causarono il primo errore. Anche se il 2º Battaglione del 502º si lanciò come un'unità compatta, finì sulla zona sbagliata mentre il suo comandante, il tenente colonnello Chappuis finì nel luogo esatto. Chappuis e i pochi uomini che incontrò a terra riuscirono comunque a catturare la batteria costiera rimessa in attività dopo essere stata colpita da un bombardamento aereo.

La maggior parte del 502º si riunì vicino a Utah Beach. I comandanti del 1º e del 3º Battaglione, rispettivamente il tenente colonnello Cassidy e il tenente colonnello Robert G. Cole, presero il comando di due piccoli gruppi e completarono le loro missioni. Il gruppo di Cassidy prese Saint-Martin-de-Varreville alle 06:30, inviando poi una pattuglia guidata dal sergente Summers a prendere il controllo dell'edificio "WXYZ", una caserma a Les Mézières, e a creare una sottile linea difensiva tra Foucarville e Beuzeville. Il gruppo di Cole si diresse durante la notte dai pressi di Sainte-Mère-Église fino alla batteria d'artiglieria tedesca a Varreville, proseguendo poi e catturando l'Uscita 3 di Utah Beach alle 07:30. Essi tenerono le posizioni per tutta la mattina finché non furono raggiunti dalle truppe sbarcate sulla spiaggia. Entrambi i gruppi trovarono l'Uscita 4 protetta dall'artiglieria tedesca e Cassidy riuscì ad avvertire la 4ª Divisione di Fanteria di non procedere nell'entroterra attraverso quella strada.

Drop Zone C[modifica | modifica sorgente]

La seconda ondata, ovvero il 506º Reggimento, si lanciò sulla zona C a un chilometro e mezzo a ovest di Sainte-Marie-du-Mont. Il lancio fu molto sparso a causa delle nubi e del fuoco contraereo durato per sedici chilometri. Tre degli 81 C-47 furono abbattuti prima o durante il lancio dei paracadutisti. Uno di questi, pilotato dal tenente Muir prese fuoco: Muir riuscì a tenere l'aereo finché i soldati non si fossero lanciati, poi morì schiantandosi a terra. Per tale azione ricevete postumo la Distinguished Service Cross. Nonostante le avversità il 1º Battaglione si lanciò con abbastanza precisione sulla zona C, infatti due terzi del reggimento, compreso il colonnello Sink, riuscirono a raggrupparsi velocemente.[5]

Il 2º Battaglione,[6] per la maggior parte saltato troppo a ovest vicino Sainte-Mère-Église, si riunì presso Foucarville sulla punta settentrionale dell'area assegnata alla Divisione. Il battaglione si scontrò con i tedeschi a metà pomeriggio, lungo la strada di Le Chemin, vicino Houdienville, scoprendo poi che la 4ª Divisione aveva già preso possesso dell'Uscita che il battaglione stava cercando di conquistare.

Il 3º Battaglione del 501º Reggimento,[7] si lanciò finendo in un'area più ampia di quella prevista ma riuscì a riorganizzarsi e si diresse, assieme al maggior generale Taylor a Pouppeville, per prendere possesso dell'Uscita da Utah Beach, giungendo alle 06:00.[8] Dopo una battaglia casa per casa durata sei ore contro unità del 1058º Reggimento Granatieri tedesco, il battaglione riuscì a conquistare il proprio obiettivo poco prima dell'arrivo delle truppe dalla spiaggia.

Drop Zone D[modifica | modifica sorgente]

La terza ondata incontrò un duro fuoco contraereo, perdendo sei velivoli. Nonostante ciò il lancio fu accurato, con novantaquattro su centotrentadue lanci nella zona designata, o nei pressi di quest'ultima. La zona di lancio però era tempestata dal fuoco di mitragliatrici e mortai tedeschi che causarono serie perdite alle truppe americane. Tra le vittime vi furono due dei tre comandanti dei battaglioni paracadutati sulla zona D.[9]

Il comandante di battaglione rimasto, il tenente colonnello Ballard, raggruppò duecentocinquanta paracadutisti e avanzò verso Saint-Côme-du-Mont, per distruggere il ponte sul Douve. A meno di un chilometro dall'obiettivo i soldati americani furono fermati da elementi del 3º Battaglione, 1058º Reggimento Granatieri tedesco, presso Les Droueriers. Un altro gruppo di cinquanta uomini, raggruppato dal maggiore Allen, attaccò la stessa area da est, a Basse-Addeville, ma fu anch'esso respinto.

Il colonnello Johnson, comandante del 501º Reggimento, raggruppò centocinquanta uomini e catturò il principale obiettivo, la chiusa a La Barquette, alle 04:00. Dopo stabilito le posizioni difensive, Johnson tornò alla zona di lancio e raggruppò altri cento uomini, incluso il gruppo di Allen, per difendere la testa di ponte. Nonostante il fuoco navale dell'incrociatore americano USS Quincy, gli uomini di Ballard non riuscirono a conquistare il ponte sul Douve né a riunirsi con Johnson e i suoi uomini.

Il capitano Shettle, del 3º Battaglione, 506º Reggimento, raggruppò nel frattempo un plotone di uomini e raggiunse un altro obiettivo, ovvero conquistare due ponti pedonali a La Porte, verso 04:30, e attraversarli, posizionandosi sul lato est. Quando le loro munizioni cominciarono ad esaurirsi, dopo aver messo fuori uso diverse postazioni di mitragliatrici tedesche, il plotone ripiegò a ovest, riattraversando i ponti pedonali. Ben posizionati nell'oscurità della notte, riuscirono a respingere un gruppo di tedeschi che avevano tentato di attraversare i ponti.

Altre azioni sulla penisola[modifica | modifica sorgente]

Altre due azioni degne di nota si svolsero presso Sainte-Marie-du-Mont da parte di unità del 506º Reggimento, entrambi riguardanti la cattura e la distruzione di unità d'artiglieria tedesca, appartenenti al 3º Battaglione, 191º Reggimento d'Artiglieria tedesco. Nella mattinata, una piccola pattuglia della Compagnia E del 506º, sotto il comando del tenente Richard D. Winters, sopraffece una forza tre, quattro volte superiore e distrusse quattro cannoni presso Brécourt Manor.

Circa a mezzogiorno, mentre faceva una ricognizione della zona su una jeep, il colonnello Sink (506º) ricevette un rapporto segnalante la presenza di una seconda batteria di quattro cannoni, scoperta ad Holdy, una fattoria tra il suo Check Point e Sainte-Marie-du-Mont. Il rapporto indicava che la batteria era stata conquistata e difesa da circa settanta paracadutisti americani. Il capitano Patch (QG della Compagnia A, 506º) e il capitano Raudstein (Compagnia C, 506º) guidarono altri settanta uomini a Holdy e riorganizzarono le difese. In seguito i centoquaranta paracadutisti proseguirono verso Sainte-Marie-du-Mont, lasciando un plotone del 502º a distruggere la batteria prima di ricongiungersi con il resto dei compagni, distruzione avvenuta solo per tre dei quattro cannoni.

Atterraggio degli alianti[modifica | modifica sorgente]

I primi cinquantadue velivoli decollarono dall'Inghilterra alle 01:19. La luce della luna permise ai velivoli di posizionarsi in tredici formazioni da quattro ciascuna ma subito dopo si spezzò la corda dell'aliante che trasportava il comando radio, il quale dovette atterrare. La radio fu inviata nuovamente la sera stessa nel secondo atterraggio dei rifornimenti (Operazione Keokuk) ma nel frattempo l'intera divisione rimase fuori contatto dalle altre forze d'invasione finché non presero contatto con la 4ª Divisione proveniente da Utah Beach.

Il tempo migliorò notevolmente rispetto alle condizioni presenti durante l'Operazione Albany. Inoltre la formazione assunta dai velivoli era più estesa e ciò permise di penetrare nei banchi di nubi senza rischiare collisioni con altri aerei o alianti. Gli aerei furono bersaglianti comunque dalla contraerea tedesca e un C-47 Dakota con il suo aliante furono abbattuti vicino Pont l'Abbé, sul fiume Douve, a ovest della zona d'atterraggio. Altri sei aerei e diversi alianti subirono danni.

I piloti riuscirono comunque a raggiungere la LZ E, guidati dai radiofari posizionati dagli esploratori. Alle 03:54, quarantanove dei cinquanta aerei sganciarono i propri alianti e virarono per far ritorno in Inghilterra. Il cinquantesimo, uscito dalla formazione, sganciò l'aliante a sud di Carentan. Durante lo sgancio però, la luna fu oscurata dalle nubi così, assieme ad un errato posizionamento dei radiofari, gli alianti finirono sparsi in un'aerea piuttosto estesa. Solo sei alianti atterrarono sul luogo esatto e solamente quindici in un raggio di un chilometro dall'area designata. La maggior parte dei restanti finì a pochi chilometri più a est. In quest'ultimo atterraggio gli alianti centrarono diversi alberi, causando diversi danni agli alianti, oltre a morti, feriti e dispersi. Sette uomini morirono, diciassette furono feriti e sette furono dispersi (morì anche il generale Pratt).

All'alba il Comando di divisione inviò una numerosa pattuglia per recuperare i rifornimenti e estrarre gli equipaggiamenti dagli alianti schiantati, anche se alcuni di essi erano così malridotti che recuperare il materiale era attualmente impossibile. Le operazioni di recupero furono molto lunghe ma a mezzogiorno la pattuglia tornò portando a Hiesville, dove vi era il Comando, tre jeep, sei cannoni anticarro, dei rinforzi giunti con gli alianti e trentacinque prigionieri tedeschi.

Conclusione[modifica | modifica sorgente]

La 101ª Divisione Aviotrasportata combatté altre due battaglie in Normandia dopo il 6 giugno. La prima, presso Saint-Côme-du-Mont, permise di completare uno dei suoi obiettivi principali, cioè fermare un eventuale contrattacco tedesco da sud.[10] La seconda fu di fondamentale importanza per l'avanzata alleata nelle prime fasi dell'invasione ed è conosciuta come la battaglia di Carentan.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Videogame[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b D-Day : Normandy 1944 - U.S. Airborne in Cotentin Peninsula
  2. ^ a b D-Day : Normandy 1944 - U.S. Airborne in Cotentin Peninsula
  3. ^ D-Day : Normandy 1944 - U.S. Airborne in Cotentin Peninsula
  4. ^ a b c D-Day : Normandy 1944 - U.S. Airborne in Cotentin Peninsula
  5. ^ Rapporto del tenente colonnello Turner
  6. ^ Rapporto del tenente colonnello Strayer
  7. ^ Testimonianza del tenente colonnello Ewell
  8. ^ The Airborne Assault in Utah Beach to Cherbourg, United States Army Center of Military History. URL consultato il 5 luglio 2007.
  9. ^ Testimonianze del tenente colonnello Carrol (1º, 501º), del tenente colonnello Wolverton (3º, 506º) e del maggiore generale Grant (3º, 506º)
  10. ^ Warren, Airborne Operations in World War II, ETO, 48.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Dr. John C. Warren, Airborne Operations in World War II, European Theater, Air University, Maxwell AFB, US Air Force Historical Research Agency, 1956, USAF Historical Study 97.
  • (EN) Warren, Dr. John C. USAF Historical Study 97: Airborne Operations in World War II, European Theater (1956). Air University.
  • (EN) Martin Wolfe, Green Light! A Troop Carrier Squadron's War from Normandy to the Rhine, Washington, Center for Air Force History, 1993, ISBN 0812281438.
  • (EN) Gordon A. Harrison, The Sixth of June in Cross-Channel Attack, Washington, United States Army Center of Military History, 1951, CMH Pub 7-4.
  • (EN) Regimental Unit Study No. 3 "506th Parachute Infantry in Normandy Drop", una storia ufficiale di S.L.A. Marshall e la base per il suo libro Night Drop (Lancio notturno)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]