Trattato sullo stato finale della Germania

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Trattato sullo stato finale della Germania
Parte della guerra fredda
Riunione in base all'accordo "2+4" del 14 marzo 1990 (a destra Dieter Kastrup capo delegazione Repubblica Federale Tedesca; 4. da sinistra il ministro degli esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher)
Riunione in base all'accordo "2+4" del 14 marzo 1990 (a destra Dieter Kastrup capo delegazione Repubblica Federale Tedesca; 4. da sinistra il ministro degli esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher)

Data 12 settembre 1990
Luogo Mosca
Premessa Divisione della Germania
Esito scioglimento della Repubblica Democratica Tedesca e sua annessione nella Repubblica Federale Tedesca
Modifiche territoriali Riunificazione tedesca
Parti contraenti
Rappresentanti
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Il Trattato sullo stato finale della Germania (in inglese Two Plus Four Agreement, in francese Traité quatre plus deux, in tedesco Zwei-plus-Vier-Vertrag, in russo Договор об окончательном урегулировании в отношении Германии) fu negoziato nel 1990 fra la Repubblica Federale di Germania (RFT) e la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), e le Quattro Potenze che occuparono la Germania alla fine della seconda guerra mondiale in Europa: la Francia, il Regno Unito, gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica.

Nel 2011 l'UNESCO ha inserito il testo del Trattato nell'Elenco delle Memorie del mondo.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Il 2 agosto 1945 venne stabilito l'accordo di Potsdam: tra le varie decisioni prese, furono concordate le condizioni iniziali con cui gli Alleati della seconda guerra mondiale avrebbero governato la Germania con il confine provvisorio tedesco-polacco (conosciuto come linea Oder-Neisse). Gli accordi raggiunti furono quelli provvisori che sarebbero stati ultimati con «...un accordo di pace per la Germania da essere accettato dal governo della Germania quando si fosse stabilito un governo adeguato allo scopo.» (Potsdam Agreement 1.3.1). La "questione tedesca" divenne uno dei temi salienti e cruciali della lunga guerra fredda e fino a quando si concluse nei tardi anni 1980, furono effettuati pochi progressi nella creazione di un unico governo in Germania, adeguati a convenire a una soluzione definitiva.

Con la caduta del Muro di Berlino il popolo tedesco e il governo della Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) speravano di formare uno stato democratico e unitario tedesco: per raggiungere la piena sovranità erano pronti ad accettare gli accordi di Potsdam che interessavano la Germania. Fu quindi possibile per tutte le parti negoziare un soluzione definitiva come previsto negli accordi di Potsdam.

Il Trattato[modifica | modifica sorgente]

Il Trattato sullo stato finale della Germania fu firmato a Mosca, nell'allora Unione Sovietica, il 12 settembre 1990 e spianò la strada per la Riunificazione tedesca il 3 ottobre 1990.

Sotto i termini del Trattato, le Quattro Potenze rinunciarono ai diritti già posseduti sulla Germania, inclusi quelli relativi alla città di Berlino. Come risultato, il paese riunito divenne pienamente sovrano il 15 marzo 1991. Tutte le truppe Sovietiche avrebbero dovuto lasciare la Germania per la fine del 1994. La Germania in accordo doveva limitare le sue combinate forze armate a non più di 370.000 persone, non di più di 345.000 delle quali dovevano essere in Esercito e nell'Aeronautica (Luftwaffe). La Germania inoltre ribadiva la sua rinuncia alla fabbricazione, alla detenzione e ai controlli sulle armi: nucleari, biologiche e chimiche e in particolare che il Trattato sulla non proliferazione nucleare continuasse ad applicarsi integralmente alla Germania (la Repubblica Federale Tedesca — la RFT). Inoltre, nessuna forza armata straniera, o armi nucleari, o vettori di armi nucleari sarebbero stazionate nella ex Germania Est (o non distribuito), rendendola permanentemente Zona Libera da Armi Nucleari.

Un altro dei più importanti termini del trattato fu la conferma della Germania al riconoscimento internazionale dei confini con la Polonia, e altre modifiche territoriali che la Germania aveva avuto sin dal 1945, al fine di prevenire eventuali future richieste ad est della linea Oder-Neisse (vedi inoltre ex territori tedeschi ad est della linea Oder-Neisse). La Germania decise inoltre di firmare un trattato separato con la Polonia riaffermando il confine attuale comune. Ciò fu fatto il 14 novembre 1990 con la firma del trattato sul confine tedesco-polacco.

Anche se il trattato fu firmato dagli stati occidentali e orientali della Germania come entità separate, esso fu ratificato dalla Germania unita (la Repubblica Federale Tedesca) per i termini dell'accordo di trattato.

L'appartenenza della Germania alla NATO, comunque, ha fatto sì che per ottemperare agli obblighi di tale alleanza fossero violati a più riprese i punti del Trattato; ad esempio, l'aeroporto civile di Lipsia (ex Germania Orientale) ha anche installazioni militari in uso al Patto Atlantico, mentre il Land del Meclemburgo ha ospitato mezzi militari per missioni di guerra. Le suddette violazioni, il 7 maggio 2008, sono state riprese severamente in un'intervista al The Daily Telegraph dall'ex leader sovietico Gorbaciov, nel corso della quale ha riferito come «...gli Americani ci promisero che la NATO non sarebbe mai andata oltre i confini della Germania dopo la guerra fredda, ma adesso metà dell'Europa Centrale e dell'Europa Orientale ne sono membri: così, cos'è capitato alle loro promesse? Ciò dimostra che di loro non ci si possa fidare».[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Gorbachev: US could start new Cold War in The Daily Telegraph, 6 maggio 2008. URL consultato il 13 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]