Eduard Shevardnadze

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Eduard Ševardnadze
ედუარდ შევარდნაძე
Eduard shevardnadze.jpg

Ministro degli Esteri dell'Unione Sovietica
Durata mandato 2 luglio 1985 –
20 dicembre 1990
Predecessore Andrej Andreevič Gromyko
Successore Aleksandr Aleksandrovič Bessmertnych

Durata mandato 19 novembre 1991 –
26 dicembre 1991
Predecessore Boris Dimitrievich Pankin
Successore carica abolita

Presidente della Georgia
Durata mandato 26 novembre 1995 –
23 novembre 2003
Predecessore Zviad Gamsakhurdia
Successore Ninò Burdzhanadze

Primo segretario del Partito Comunista Georgiano
Durata mandato 29 settembre 1972 –
6 luglio 1985
Predecessore Vasilij Pavlovič Mžavanadze
Successore Jumber Patiashvili

Dati generali
Partito politico Unione dei Cittadini della Georgia

Eduard Ševardnadze (in georgiano: ედუარდ შევარდნაძე?; in russo: Эдуа́рд Амвро́сьевич Шевардна́дзе?, traslitterato: Ėduard Ambros'evič Ševardnadze; IPA: [ɛduɒ:d amvrɔsijɛvɪtʃ ʃɜ:vadnadzə]; Mamati, 25 gennaio 1928Tblisi, 7 luglio 2014[1]) è stato un politico georgiano, in passato sovietico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 aderì al movimento giovanile del Partito Comunista sovietico, scalando tutte le gerarchie fino a divenire nel 1972 il capo del partito nella regione Georgiana[2].

Negli anni '70 fece alcune riforme verso il mercato libero e lottò contro la corruzione del partito togliendo agli ufficiali molti dei loro beni di lusso[2].

Nel 1985, in seguito all'elezione di Michail Gorbačëv a leader dell'Unione Sovietica, Ševardnadze venne nominato Ministro degli Esteri, nell'ambito dell'inserimento nel Governo di giovani riformisti, in sostituzione di Andrej Gromyko, detentore della carica da 28 anni.

Giocò un ruolo chiave nella fine della Guerra Fredda. Con la cosiddetta Dottrina Sinatra, in politica estera, che consentiva ai Paesi dell'Est di scegliere liberamente la propria strada, senza influenze violente da parte dell'URSS, impedì interventi armati in presenza di movimenti popolari di protesta nei paesi del blocco comunista, contravvenendo al principio leninista di solidarietà internazionalista fra le forze socialiste mondiali e minando in maniera determinante la solidità del blocco socialista.

In contrasto con le politiche economiche di Gorbačëv, si dimise nel dicembre 1990, anche perché riteneva prossimo un ritorno della dittatura e un'inversione di tutte le liberalizzazioni effettuate. Pochi mesi dopo i suoi timori furono parzialmente comprovati quando, nell'agosto 1991, esponenti conservatori del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e dell'esercito tentarono un colpo di Stato per rovesciare Gorbačëv; il tentativo però fallì e, anzi, accelerò la caduta dell'URSS, scoraggiando qualsiasi piano riformista che avrebbe potuto mantenerla integra.

Nel novembre 1991 fu nominato nuovamente Ministro degli Esteri, ma si dimise insieme a Gorbačëv e al resto del Governo il mese seguente, quando l'Unione Sovietica fu formalmente sciolta.[3]

Divenne Presidente della Georgia nell'ottobre del 1995 con l'Unione dei Cittadini della Georgia, ma venne sconfitto e deposto dalla cosiddetta Rivoluzione delle Rose il 23 novembre 2003[4].

Ha trascorso gli ultimi anni ritirato a vita privata nella capitale Tbilisi, dove è deceduto nel luglio 2014 all'età di 86 anni[1].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Als der Eiserne Vorhang zerriss - Begegnungen und Erinnerungen. Metzler, Peter W., Duisburg 2007, [Aktualisierte, neu konzipierte und ergänzte Ausgabe von Pikri Tsarsulsa da Momawalze - Memuarebi] Die deutsche Ausgabe ist Grundlage für alle Übersetzungen und Ausgaben außerhalb der georgischen Sprache. ISBN 978-3-936283-10-5
  • Когда рухнул железный занавес. Встречи и воспоминания.Эдуард Шеварднадзе, экс-президент Грузии, бывший министр Иностранных дел СССР. Предисловие Александра Бессмертных. Übersetzung aus der deutschen in die russische Sprache. Russische Lizenzausgabe von "Als der Eiserne Vorhang zerriss"; Grundlage der russischen Ausgabe ist die deutsche Ausgabe. М.: Издательство "Европа", 2009, 428 с. ISBN 978-5-9739-0188-2
  • Kui raudne eesriie rebenes. Übersetzung aus der deutschen in die estnische Sprache. Estnische Lizenzausgabe von "Als der Eiserne Vorhang zerriss"; Grundlage der estnischen Ausgabe ist die deutsche Ausgabe. Olion, Tallinn, 2009. ISBN 978-9985-66-606-7

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe del Lavoro Socialista - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista
— 1981
Ordine di Lenin (5) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (5)
— 1981
Ordine della Guerra Patriottica di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Guerra Patriottica di I Classe
— 3 novembre 1985
Ordine della Rivoluzione d'Ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
Ordine della Bandiera rossa del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera rossa del Lavoro

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della Gran Croce dell'Ordine al Merito di Germania (Germania)
— 1999
Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 1999[5]
Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina)
«Per il contributo di rilievo allo sviluppo della cooperazione tra l'Ucraina e la Georgia e per il rafforzamento dell'amicizia tra i popoli ucraino e georgiano»
— 1º ottobre 1999
Ordine dell'Indipendenza (Azerbaigian) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Indipendenza (Azerbaigian)
«Per i suoi contributi allo sviluppo delle relazioni con l'Azerbaigian e la cooperazione strategica tra i due Stati[6]»
— Azerbaigian, 1º marzo 2000
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
— Londra

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Georgian ex-President Eduard Shevardnadze dies at 86 in bbc.com, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  2. ^ a b (EN) Obituary: Eduard Shevardnadze, bbc.com, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  3. ^ Una vita da Eduard Shevardnadze, ilpost.it, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  4. ^ Morto Shevarnadze, fu ministro esteri Gorbaciov in ANSA, 7 luglio 2014. URL consultato il 7 luglio 2014.
  5. ^ Dostluk İlişkilerine Katkının Altın Sembolü: Devlet ve Cumhuriyet Nişanları (Turkish) - The Gold Symbol Contribution of Friendly Relations : State and Republic Orders, Haberler.com, febbraio 2013. URL consultato il 1º agosto 2013.
  6. ^ Gürcüstanın Prezidenti Eduard Amrosiyeviç Şevardnadzenin "İstiqlal" ordeni ilə təltif edilməsi haqqında AZƏRBAYCAN RESPUBLİKASI PREZİDENTİNİN FƏRMANI [Order of the President of Azerbaijan Republic on awarding President of Georgia Eduard Shevarnadze with Istiglal Order]. URL consultato il 20 gennaio 2011.
Predecessore Ministro degli Esteri dell'Unione Sovietica Successore
Andrej Gromyko 1985 - 1990 Aleksandr Aleksandrovič Bessmertnych
Predecessore Presidente della Repubblica di Georgia Successore
Zviad Gamsakhurdia 1995 - 2003 Ninò Burdzhanadze

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