Subcomandante Marcos

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Subcomandante Marcos
Sub Marcos.jpg
19 giugno 1957
Soprannome Marcos, il Sup
Dati militari
Paese servito Flag of the EZLN.svg Chiapas zapatista
Forza armata Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Specialità guerriglia
Anni di servizio 1983-attuale
Grado Subcomandante
Guerre insurrezione zapatista del Chiapas
Altro lavoro scrittore, rivoluzionario

Fonti nel testo

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Il subcomandante Marcos, vero nome, secondo il governo messicano, Rafael Sebastián Guillén Vicente (Tampico, 19 giugno 1957[1]), è un rivoluzionario messicano, portavoce dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Descrizione e ruolo[modifica | modifica sorgente]

All'interno del EZLN esistono, secondo una stima approssimativa, 76 comandanti, ma un solo subcomandante. I comandanti hanno un mandato affidato loro dalle assemblee popolari e in qualsiasi momento il loro titolo potrebbe essere revocato; il subcomandante invece comanda l'esercito e per questo motivo si trova in una posizione gerarchica più alta nonostante l'appellativo subcomandante suggerisca il contrario. Il prefisso "sub" è riconducibile al fatto che egli è al di sotto del popolo, considerato la massima autorità.[2]

Prima di Marcos ci furono altri subcomandanti come Pedro, Moises ed Elisa.

In pubblico si presenta sempre con passamontagna. Inoltre porta generalmente un fazzoletto rosso legato al collo ed una pipa in bocca, elementi con il quale è identificabile rispetto agli altri comandanti zapatisti. Il bastone con il quale talvolta appare è il bastone del comando della milizia dell'EZLN, affidatogli dai comandanti. Attualmente vive in clandestinità con la milizia, sulle montagne del Chiapas.

Alcuni considerano Marcos come un nuovo Che Guevara.[3] Marcos è politicamente influenzato dalle idee socialiste, comuniste ed anche anarchiche (anarco-comunismo e socialismo libertario), combinate con l'indigenismo e lo zapatismo.[4][5] Il marxismo e la teologia della liberazione sono anch'essi una parte importante della sua ideologia.[6]

Egli stesso, a proposito del suo nome, afferma in un'intervista rilasciata a Jorge Ramos che: «Marcos è il nome di un compagno che morì, e noi prendevamo sempre i nomi di chi moriva, in quest'idea che uno non muore ma continua a lottare».[7] Il nome "Marcos" non sarebbe dunque, come taluni suggeriscono, l'acronimo di alcuni dei comuni occupati dagli zapatisti nel gennaio 1994: Margaritas, Altamirano, Rancho Nuevo, Comitán, Ocosingo, San Cristobal (anche se Comitán non fu conquistata dagli zapatisti; secondo una versione simile, la "C" identificava la comunità di Chanal).

Ritiro del "personaggio Marcos"[modifica | modifica sorgente]

Il 24 maggio 2014[8] dichiara che il proprio personaggio smette di esistere, con una simbolica morte, e dichiara tale personaggio è stato un "La mia immagine pubblica è diventata una distrazione. Il mio è stato un travestimento pubblicitario".[9]

L'identità di Marcos secondo il governo messicano[modifica | modifica sorgente]

Sebbene Marcos (o il sup) compaia pubblicamente soltanto con il volto coperto da un passamontagna, il governo messicano il 9 febbraio 1995 ha dichiarato di averlo identificato nella persona di Rafael Sebastián Guillén Vicente (nato a Tampico, Messico, 19 giugno 1957), un ex-ricercatore dell'università di Città del Messico.[10][11]

Guillén è nato in Messico; figlio di immigrati spagnoli, ha studiato in una scuola gesuita a Tampico, dove presumibilmente è entrato in contatto con la teologia della liberazione. In seguito si è trasferito a Città del Messico dove si è laureato in filosofia all'Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) con una tesi dal titolo Filosofía y educación: prácticas discursivas y prácticas ideológicas en libros de texto de primaria. In seguito, ha lavorato come professore all'Universidad Autónoma Metropolitana.

Marcos ha sempre negato di essere Rafael Guillén. La famiglia di quest'ultimo ha affermato di ignorare dove egli si trovi e si è rifiutata di confermare o smentire l'identificazione fatta dal governo. Durante la grande marcia, che nel 2001 ha portato gli zapatisti a Città del Messico, Marcos ha visitato l'UNAM e nel suo discorso è risultato evidente che fosse già stato in precedenza in quei luoghi. Come molte persone della sua generazione, Marcos fu influenzato dalla Strage di Tlatelolco nel 1968 ed entrò in una organizzazione maoista, passando posteriormente allo zapatismo.

Comunque, l’incontro con i movimenti indigeni del Chiapas trasformò la sua ideologia avvicinandola a visioni rivoluzionarie più postmoderniste. Altre idee che ha esposto nei suoi discorsi o azioni sono più collegate con gli ideali marxisti di Antonio Gramsci, molto popolari in Messico quando lui studiava all'università. Non è un errore considerare il Sub-Comandante Marcos un rivoluzionario marxista che ha saputo trasformare le rivendicazioni indios in contestazione del sistema di produzione capitalistico. Nel giugno 2013, dopo un lungo silenzio, appare in lingua inglese una presunta lettera per sostenere i rivoltosi turchi di Gezi Park[12], ma il testo non esiste in lingua originale e non trova riscontro nelle fonti di informazione ufficiali del movimento zapatista (Enlace Zapatista), pertanto è da ritenere inattendibile.

La giornalista canadese Naomi Klein cita un virgolettato di Marcos riportato da Robert Collier (Commander Marcos Identifies With All, San Francisco Chronicle, 13 giugno 1994):

« Marcos, la quintessenza dell'anti-leader, insiste che la sua "maschera nera è uno specchio, così che Marcos è un gay a San Francisco, nero in Sudafrica, un asiatico in Europa, un Chicano a San Ysidro, un anarchico in Spagna, un palestinese in Israele, un indio maya negli stretti di San Cristobal, un ebreo in Germania, uno zingaro in Polonia, un mohawk in Quebec, un pacifista in Bosnia, una donna sola in metropolitana alle dieci di sera, un contadino senza terra, un membro di una gang in una baraccopoli, un operaio senza lavoro, uno studente infelice e, naturalmente, uno zapatista sulle montagne". In altre parole, lui è semplicemente noi: noi siamo il leader che stiamo aspettando.[13] »

Marcos scrittore[modifica | modifica sorgente]

Un elemento non secondario della grande capacità comunicativa di Marcos - capacità che costituisce forse la ragione principale per cui il caso Chiapas è da oltre un decennio all'attenzione dei mass media - è la sua scrittura. I suoi comunicati, le sue lettere sono di pregevolissima fattura. Con lui il comunicato politico è uscito dall'angusto ambito politico per entrare in quello letterario. Vanno ricordati soprattutto due personaggi da lui creati: il vecchio Antonio e Don Durito della Lacandona. Il primo rappresenta il lato indigeno della sua cultura, mentre il secondo è espressione della cultura occidentale. Don Durito infatti è uno scarafaggio che, similmente a Don Chisciotte, pensa di essere un cavaliere errante e tratta lo stesso Marcos come fosse il suo scudiero. Di Don Durito il Premio Nobel per la letteratura Octavio Paz, certo non molto affine politicamente a Marcos, ha detto che si tratta di "un'invenzione letteraria memorabile". Affermazione cui il Subcomandante Marcos ha replicato, con il suo personale gusto per il paradosso, "lui non è un'invenzione, è reale. Io, semmai, sono un'invenzione".

Nel 2004 il quotidiano messicano La Jornada ha pubblicato a puntate un romanzo intitolato Morti scomodi (manca quel che manca) (Muertos incómodos) e scritto a quattro mani da Marcos e Paco Ignacio Taibo II. Pubblicato in Francia da Libération e in Italia da Carta (con traduzione di Pino Cacucci), doveva in origine avere come autore anche Manuel Vázquez Montalbán ma l'improvvisa scomparsa di quest'ultimo non ha annullato il progetto; anzi, come ha detto lo stesso Marcos, "a causa della sua assenza abbiamo concepito la nostra parte come un piccolo omaggio a don Manuel". Nel 2005 il romanzo è stato pubblicato in Italia in volume da Marco Tropea Editore.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nella musica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ data e luogo di nascita del presunto Marcos, Rafael Vicente
  2. ^ articolo su "L'espresso", Volume 45, Edizioni 22-25, Editrice L'Espresso, 1999. cit: «Subcomandante: il "sub" serve a collocarlo al di sotto del "popolo", unica autorità assoluta»
  3. ^ BBC profile of zapatist leader
  4. ^ Morgan Rodgers Gibson (2009) 'The Role of Anarchism in Contemporary Anti-Systemic Social Movements', Website of Abahlali Mjondolo, December, 2009
  5. ^ Morgan Rodgers Gibson (2010) 'Anarchism, the State and the Praxis of Contemporary Antisystemic Social Movements, December, 2010
  6. ^ "The Zapatista Effect: Information Communication Technology Activism and Marginalized Communities"
  7. ^ [1] Intervista di Jorge Ramos, in spagnolo
  8. ^ (ES) El Subcomandante Marcos anuncia su desaparición in desInformémonos. URL consultato il 28 maggio 2014. - comunicato ufficiale del Subcomandante Marcos
  9. ^ Messico, il subcomandante Marcos: “Il mio personaggio non serve più” in La Stampa, 26 maggio 2014. URL consultato il 27 maggio 2014.
  10. ^ Gabriel García Márquez y Roberto Pombo (25 Mar 2001). "Habla Marcos". Cambio (Ciudad de México). A discussion of Marcos's background and views. Marcos says his parents were both schoolteachers and mentions early influences of Cervantes and García Lorca.
  11. ^ Articolo e fotografia del presunto Marcos, Rafael Guillén
  12. ^ Turchia | Subcomandante Marcos scrive ai manifestanti
  13. ^ Articolo sul sito Socialist Register

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 23830820 LCCN: n94070644