Stefano Pedica
| sen. Stefano Pedica | |
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| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
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| Luogo nascita | Roma |
| Data nascita | 13 ottobre 1957 |
| Professione | Dirigente d'azienda, Giornalista |
| Partito | Italia dei Valori |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo | Italia dei Valori |
| Coalizione | PD-IdV |
| Circoscrizione | Lazio |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
| on. Stefano Pedica | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Partito | Italia dei Valori |
| Legislatura | XV |
| Gruppo | Italia dei Valori |
| Coalizione | L'Unione |
| Circoscrizione | III (Lombardia 1) |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
Stefano Pedica (Roma, 13 ottobre 1957) è un politico italiano.
[modifica] Biografia
Laureato in scienze della terra, lavora come dirigente d'azienda e giornalista. Si iscrive alla Democrazia Cristiana e tra il 1987 e il 1996 collabora strettamente con Francesco D'Onofrio, svolgendo le funzioni di segretario e di consigliere; in questo periodo diviene amico di Francesco Cossiga.
Nel 1994, dopo lo scioglimento della DC, entra con D'Onofrio nel Centro Cristiano Democratico che però abbandona quattro anni dopo per seguire Cossiga nell'avventura dell'UDR. Sostiene i governi di centro-sinistra divenendo consigliere del ministro UDR Gianguido Folloni e collaborando con Clemente Mastella e Rocco Buttiglione, all'epoca dell'UDR.
Nel 1999 l'UDR si scioglie: Buttiglione ripresenta il CDU, Mastella fonda l'UDEUR, i rimasti fondano il gruppo parlamentare dell'UpR (Unione per la Repubblica). Stefano Pedica insieme con un altro esponente dell'UDR, Alessandro Meluzzi, dà vita ad un movimento politico autonomo di ispirazione centrista presente soprattutto nel Lazio: il movimento Cristiano Democratici Europei.
Nel 2003 guida il suo movimento all'adesione al Patto dei Liberaldemocratici con Mario Segni. Questo lo porta alla candidatura per le elezioni europee del 2004 nelle liste del Patto Segni-Scognamiglio, in cui non risulta eletto. Nel 2005 manifesta interesse verso la Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi; tuttavia, dopo la scelta politica del nuovo partito di schierarsi con il centrodestra, egli se ne distacca e porta il suo movimento CDE ad entrare nell'Italia dei Valori.
Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto deputato alla Camera, nella lista IdV della circoscrizione Lombardia-1, subentrato in seguito alle dimissioni di Giorgio Calò, nel frattempo nominato sottosegretario. È membro della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione. Nella XVI Legislatura viene eletto al Senato della Repubblica.
Il 23 febbraio del 2010 ha deciso d'iniziare uno sciopero della fame in sostegno ad Emma Bonino (candidata governatrice nel Lazio per la Lista Bonino Pannella e per il centrosinistra per le elezioni regionali 2010) per denunciare l'incredibile illegalità delle elezioni stesse:
| « Mentre le ore passano, e lo sciopero delle sete di Emma Bonino continua, sconvolge il silenzio del Ministero dell'Interno che non ha in alcun modo preso in considerazione i problemi allarmanti che la leader radicale ha posto, ossia uffici comunali chiusi, autenticatori indisponibili che impediscono ai cittadini di poter sottoscrivere le liste elettorali, informazione zero » | |
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(Comunicato su Asca.it[1])
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| « Per questo sto continuando lo sciopero della fame a sostegno della Bonino, nella speranza che Maroni, tanto sollecito nel fare annunci propagandistici, si decida ad occuparsi del progressivo degrado della legalita' istituzionale » | |
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(Comunicato su Asca.it[1])
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Dopo una lunga battaglia per la legalità e le infiltrazioni mafiose al Comune di Fondi, nelle vesti di Segretario Regionale dell'IdV, si candida al Municipio per le elezioni amministrative del 28-29 marzo 2010 con la lista dell'Italia dei Valori raccogliendo una percentuale di voti pari allo 0,7%, insufficiente per diventare consigliere comunale.
[modifica] Note
- ^ a b Comunicato stampa su Asca.it REGIONALI: PEDICA (IDV), IN SCIOPERO FAME PER SVEGLIARE ISTITUZIONI
Nel giugno 2011 viene coinvolto in una querelle scatenata da una collega di partito che denuncia apertamente di essere stata usata sia sessualmente che strumentalmente dal senatore. Ne è seguita una denuncia per «mobbing e stalking» che è stata mossa al senatore Stefano Pedica da parte di una ragazza, Monia Lustri trentacinquenne originaria di Avezzano (Abruzzo), che vive a Roma dove milita nell’Udc, che l’ha delegata alle politiche femminili e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, questo dopo aver ricoperto gli stessi incarichi anche per l’Udeur di Clemente Mastella.