Star Wars: Dark Forces

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Star Wars: Dark Forces
Swdf.png
Immagine del gioco
Sviluppo LucasArts
Pubblicazione LucasArts
Data di pubblicazione 28 febbraio 1995
Genere Sparatutto in prima persona
Modalità di gioco Singolo
Piattaforma MS-DOS
Motore grafico Jedi Engine
Requisiti di sistema 486 DX-4 100 Mhz, 8 MB RAM
Periferiche di input tastiera, mouse

Star Wars: Dark Forces è un videogioco per MS-DOS di tipo sparatutto in prima persona, pubblicato il 28 febbraio 1995.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il gioco introduce il personaggio di Kyle Katarn, un ex agente Imperiale, ora mercenario assoldato dalla Alleanza Ribelle.

La storia prende luogo sia prima che dopo gli eventi di Una nuova speranza. La prima missione riguarda l'infiltrazione in una base Imperiale sul pianeta Danuta, in un assalto per recuperare i piani originali della Morte Nera. La battaglia è un riferimento al testo di introduzione di Una nuova speranza. I piani poi sarebbero stati dati alla Principessa Leila Organa per distruggere la stazione spaziale.

Dopo la Battaglia di Yavin IV, Kyle viene contattato ancora da Mon Mothma per investigare su un assalto Imperiale nella base Tak di Talay eseguito con un tipo di trooper mai visto prima. L'investigazione di Kyle rivela che il progetto dei "Dark Trooper" è comandato dal Generale Rom Mohc. Si infiltra nelle rovine della base e scopre la presenza di un prototipo di arma da Dark Trooper; nota che le iniziali "M.R." corrispondono al nome Moff Rebus, un noto ingegnere Imperiale. Questo portò poi Katarn verso Anoat, dove trovò il Moff che si stava nascondendo nel sistema di Anoat City.

Durante l'interrogazione, il Moff Rebus rivelò la posizione di una fabbrica di minerale phrik, usato nella costruzione di Dark Trooper, sul pianeta Fest. Dopo aver ottenuto un campione del minerale, Kyle andò al sistema Gromas, dove il phrik veniva estratto e il primo stadio del Dark Trooper veniva costruito. Dopo aver distrutto la fabbrica, Crix Madine viene catturato dall'Impero e mandato in un centro di detenzione su Orinackra. Kyle Katarn lo salva e Madine riesce a fornirgli importanti informazioni riguardo al progetto dei Dark Trooper.

Kyle viaggia poi su Cal-Seti, e in seguito su Anteevy, dove si svolge la seconda fase della costruzione dei Dark Trooper. Dopo essere riuscito a "contrabbandarsi" su una nave Imperiale Kyle riesce a distruggere la fabbrica di Anteevy e in seguito giunge su Nar Shaddaa, dove deve ottenere una Nava Card. A questo punto Kyle si ritrova con una taglia sulla testa, e mentre prova ad andarsene da Nar Shaddaa la Moldy Crow (la sua nave) viene catturata da Jabba the Hutt.

Kyle viene privato delle sue armi e deve combattere a mani nude un dragone kell. Dopo aver recuperato le sue armi, lui e Jan Ors fuggono su Coruscant, l'unico posto in cui Kyle può inserire la Nava Card in un decodificatore per rivelare i chip di dati per informazioni aggiuntive. Mentre ritorna alla nave scopre che è sparita e trova al suo posto il temibile cacciatore di taglie Boba Fett, assoldato da Mohc. Riuscendo a sconfiggerlo in seguito viaggia verso Ergo, dove riesce a infiltrarsi furtivamente nella Executor. Da lì riesce poi a raggiungere la Arc Hammer, dove l'ultimo stadio degli Dark Trooper viene costruito.

Alla fine, Kyle deve scontrarsi contro Rom Mohc, che indossa l'unico esoscheletro da Dark Trooper pronto al terzo stadio. Dopo averlo sconfitto Kyle Katarn fa saltare la nave e fugge. Kyle Katarn, per le sue azioni e il suo coraggio, riceve la medaglia chiamata "Stella di Alderaan" da Mon Mothma.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Apparizioni di personaggi canonici[modifica | modifica wikitesto]

Voci dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di molti giochi ispirati a Doom, Dark Forces ha tentato un approccio più realistico: le missioni seguono una certa trama, a volte con sequenze filmiche per collegare i vari spezzoni dell'avventura. Ogni missione ha un'introduzione che riassume gli aspetti della partita e degli obiettivi. Si viene contattati via radio, aumentando l'interattività. Dark Forces è stato l'undicesimo gioco con più vendite del periodo 1993 - 1999, con 952.000 copie, grazie anche allo stesso George Lucas, apparso allo show Future Watch della CNN per promuovere l'immagine del videogioco. Lucas e Daron Stinnett lo promossero anche a Disneyland durante l'apertura del treno di Indiana Jones. In questa prima versione, manca la modalità multiplayer e la spada laser fra l'arsenale di armi.

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene spesso etichettato come semplice clone di Doom, il motore grafico di Dark Forces (chiamato Jedi Engine) era in realtà più avanzato : tra le altre cose sono notabili settori mobili anche in orizzontale, settori sovrapposti (anche se create attraverso stratagemmi) e oggetti costituiti da poligonali texturizzati, anch'essi dotati di movimento: si vedano ad esempio i piccoli robot nel primo livello. Molti effetti complessi erano creati attraverso un sistema di script (oggi di norma nella stragrande maggioranza dei videogiochi), che davano una certa dinamicità all'esperienza di gioco. Rispetto a Doom, Dark Forces richiedeva requisiti sensibilmente più elevati.

Filmati[modifica | modifica wikitesto]

Gli spezzoni filmati che precedono le missioni sono create, come nei precedenti titoli Star Wars: X-Wing e Star Wars: TIE Fighter, grazie ad un sistema di script che permetteva di ottimizzare lo spazio usato; alcune sequenze (Fener che parla con Mohc, il suo primo piano nella scena finale e la premiazione di Katarn da parte di Mon Mothma) sono state "riciclate" proprio da essi.

Titoli correlati[modifica | modifica wikitesto]

Dark Forces ha dato vita ad una serie composta da altri quattro titoli:

Tutti questi giochi si incentrano su Kyle Katarn, eccetto l'ultimo, e proseguono la storia di Guerre stellari dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]