Stadio comunale Mirabello

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Coordinate: 44°41′35.88″N 10°38′28.68″E / 44.6933°N 10.6413°E44.6933; 10.6413

Stadio comunale Mirabello
Mirabello
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Via Giacomo Matteotti, 80
42122 Reggio Emilia (RE)
Inizio lavori
Inaugurazione 1910
Struttura Pianta rettangolare
Pista d'atletica No
Mat. del terreno Erba
Uso e beneficiari
Calcio Reggiana Reggiana (1919-1995)
Brescello Brescello (1995-2001)
Rugby a 15 Reggio Emilia Reggio Emilia
Capienza
Posti a sedere 4 500[1]
 

Lo stadio comunale Mirabello è un impianto sportivo di Reggio Emilia; fu per lungo tempo il principale terreno di gioco della città, fino alla costruzione dello stadio Giglio.

Storia dello stadio[modifica | modifica wikitesto]

La zona a sud del bastione di San Pietro, dove sorge lo stadio, già da diversi secoli era denominata Mirabello, forse perché l’assenza di ostacoli offriva un bel panorama. Quando il calcio prese piede nella città, si cercarono luoghi per poterlo praticare. Cominciarono col tempo a scarseggiare i posti dentro alle mura e così si pensò di giocare nella zona denominata "Mirabello", adatta all'utilizzo come campo da calcio. Già il 24 aprile 1910, anche se non esisteva altro che il prato, il sito dello stadio venne utilizzato come campo da gioco per la partita tra la Robur et Virtus e la Studentesca di Modena. Nel 1913 venne costruita la prima recinzione in legno, anche se è solo nel 1919 che il Mirabello, con la nascita della Reggiana, diventa un vero e proprio stadio, circondato da un muro di due metri e quattro entrate, con la costruzione di gradinate e di una tribuna in legno, coperta due anni più tardi. A costruire l'impianto furono i prigionieri di guerra austroungarici poiché il terreno su cui andava sorgendo il Mirabello era di proprietà del Ministero della Guerra.

Col tempo lo stadio divenne parte integrante della città, ma fino alla seconda guerra mondiale esso si trovava ancora al margine tra la città e la campagna. Tuttavia col boom economico il Mirabello venne circondato dai palazzi popolari che ancora oggi lo circondano. Ci furono alcuni problemi durante gli anni, come la "carbonella", termine usato per definire la mancanza di erba nel campo, o le gradinate in tubolari e legno che durarono fino all'inizio degli anni '80, quando la Reggiana tornò in Serie B e vennero costruite curve e tribune più stabili. Venne poi effettuato, nel 1988 l'intervento allo stadio più discusso a causa della inadeguatezza della sua posizione, ovvero la costruzione della tribuna Everest. Si rivelò in parte una mossa azzeccata, dato che solo cinque anni dopo, il 23 maggio 1993, Pippo Marchioro portò la Reggiana fino in Serie A.

Nel frattempo lo stadio, ormai completamente al centro della città, mostrava ormai chiaramente di essere inadeguato per ospitare una squadra in Serie A, così iniziarono i piani per la costruzione del nuovo stadio, il Giglio, esterno alla città, e molto più moderno. Il 2 aprile 1995 la Reggiana gioca la sua ultima partita nel Mirabello prima di trasferirsi nel nuovo impianto perdendo contro l'Inter.

Nelle stagioni seguenti il Brescello, militante in Serie C1, ottenne l'utilizzo del campo, fino all'anno 2001 quando venne retrocesso nelle serie minori. Dopo quell'anno il Mirabello venne parzialmente smantellato, mantenendo intatta solo la tribuna principale, e utilizzato per spettacoli e incontri di vario genere. Anche la capienza fu quindi ridimensionata dai circa 17.000 posti agli attuali 4.500.

Da alcuni anni lo stadio è tornato ad ospitare una squadra cittadina anche se non più calcistica, bensì la squadra locale di Rugby a 15, la A.S.D. Rugby Reggio, che ora milita nel campionato di Eccellenza (la Top Ten del Rugby).

Nella stagione 2013/2014 il Mirabello diventa il campo di allenamento della Reggiana.[2]

Concerti allo stadio Mirabello[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capienza originaria ca. 17 000 prima della demolizione dei distinti e delle curve
  2. ^ La regia torna al Mirabello. Per restarci. in reggianacalcio.it, 18 luglio 2013.