Scandalo Profumo

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Lo Scandalo Profumo è stato uno scandalo politico a sfondo sessuale che ha avuto come teatro il Regno Unito e che ha preso il nome da John Profumo, Segretario di Stato per la Guerra. La sua relazione con Christine Keeler, presunta amante di una presunta spia sovietica, seguito dalla falsa testimonianza resa alla Camera dei Comuni allorché fu interrogato al riguardo, costrinsero Profumo alle dimissioni e danneggiarono la reputazione del governo presieduto da Harold Macmillan. Lo stesso Primo Ministro si dimise pochi mesi dopo per motivi di salute.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni ’60, Profumo, sposato con l’attrice Valerie Hobson, era il Segretario di Stato per la Guerra nel Governo Macmillan. Nel 1961 Profumo incontrò, nel corso di un house party (riunione in una casa di campagna in cui gli ospiti si trattengono per diversi giorni) a Cliveden, residenza di Lord Astor nel Buckinghamshire, Christine Keeler. Molti anni dopo, parlando con suo figlio David, Profumo avrebbe affermato di aver incontrato la giovane prima di quell’evento, in un night club londinese, il “Murray’s” e di aver “forse bevuto qualcosa in sua compagnia”. Al ricevimento di Cliveden erano presenti anche la signora Profumo e l’osteopata Stephen Ward, conoscenza di vecchia data della Keeler. La relazione durò solo poche settimane, prima che Profumo la troncasse.

Lo scandalo[modifica | modifica wikitesto]

Le voci su tali avvenimenti si iniziarono a diffondere nel 1962. Si seppe inoltre che la Keeler aveva avuto una relazione anche con Evgenij “Eugene” Ivanov, attaché presso l’Ambasciata Sovietica a Londra. Data la posizione di Profumo all’interno del governo ed essendo la Guerra Fredda al suo apice, le potenziali conseguenze in termini di sicurezza nazionale erano gravi, e ciò, unito alla natura adulterina della relazione di Profumo con la Keeler, fece scoppiare lo scandalo. Nel marzo del 1963 Profumo affermò alla Camera dei Comuni che non c’era alcuna sconvenienza nella sua relazione con la giovane call girl e che avrebbe denunciato per diffamazione se quanto detto fosse uscito dall’aula. Ciononostante, in giugno Profumo confessò di aver mentito nella sua deposizione in Parlamento e il 5 giugno rassegnò le dimissioni dal gabinetto ed anche da membro del Parlamento e del Privy Council. Non c'era alcuna prova che accusasse la Keeler e Ivanov di spionaggio, ma i sospetti erano molti.

Peter Wright, nella sua autobiografia Spywatcher, riferisce che lui stava lavorando nel controspionaggio inglese, MI5, a quel tempo, e gli fu assegnato il caso Keeler per questioni di sicurezza. Intervistò lungamente la Keeler e trovò basso il suo livello culturale; era inoltre disinformata sulle questioni di attualità: era la "ragazza delle feste” descritta dalla stampa dell'epoca. Comunque, nel corso dell’intervista, venne fuori l’argomento missili nucleari e la giovane, da parte sua, utilizzò il termine payload riferendosi ad essi. Ciò destò i sospetti di Wright. All’epoca, infatti, quel termine non era molto diffuso nel linguaggio comune. Per una donna così poco istruita, usare casualmente una tale espressione era quanto mai insolito e strano. Infatti Wright si convinse che, perlomeno, ci fosse stato un tentativo da parte di Ivanov (forse con la complicità del dottor Ward) di usare la Keeler per ottenere informazioni riservate da Profumo.

Lord Denning rese pubblico il rapporto ufficiale del governo il 25 settembre 1963; un mese dopo, il Primo Ministro Harold Macmillan rassegnò le dimissioni per problemi di salute, che forse furono aggravati dallo scandalo. Fu sostituito dal Segretario agli Esteri, il conte di Home, che rinunciò al suo titolo divenendo Sir Alec Douglas-Home. Stephen Ward fu processato per aver lucrato sulla prostituzione e si suicidò in agosto. Fu difeso da James Burge (Queen‘s Counsel). La Keeler fu giudicata colpevole di falsa testimonianza e fu condannata a 9 mesi di prigione. Profumo morì nel 2006.

Influenze nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Phillip Knightley, Caroline Kennedy Affare di stato. Il caso Profumo, Mondadori, 1987

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]