Saskia Sassen

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Saskia Sassen

Saskia Sassen (L'Aia, 5 gennaio 1947) è una sociologa ed economista statunitense nota per le sue analisi sulla globalizzazione e i processi transnazionali. Il successo dei suoi libri l'ha resa rapidamente una degli autori più citati negli studi sulla globalizzazione.

Dopo aver insegnato sociologia all'Università di Chicago, attualmente insegna alla Columbia University e alla London School of Economics.

Secondo la Sassen, la globalizzazione dell'economia, accompagnata dall'emergere di modelli di potere transnazionali, ha profondamente alterato il tessuto sociale, economico e politico degli stati-nazione, di vaste aree sovranazionali e, non da ultimo, delle città.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata il 1949 all'Aja, in Olanda, la Sassen è cresciuta a Buenos Aires, dove i suoi parenti si trasferirono nel 1950. Ha trascorso una parte della sua gioventù anche in Italia.

Dal 1966, ha frequentato per un anno l'Université de Poitiers, Francia, l'Università degli studi di Roma "La Sapienza", e l'Universidad Nacional de Buenos Aires, studiando filosofia e scienze politiche.

Dal 1969, la Sassen ha studiato sociologia e economia all'Università di Notre Dame, Indiana, dove ha ottenuto rispettivamente un master (M.A.) e un dottorato (Ph.D.) nel 1971 e nel 1974.

Nel 1974, ha inoltre ottenuto un master (maîtrise) in filosofia dall'Università di Poitiers, Francia.

Dopo avere ottenuto un post-dottorato al Center for International Affairs ad Harvard University, la Sassen ha ottenuto varie posizioni accademiche sia negli Stati Uniti che in Europa.

Attualmente è Ralph Lewis Professor in Sociologia alla Università di Chicago e Centennial Visiting Professor alla London School of Economics.

Saskia Sassen è moglie dello scrittore e sociologo Richard Sennett.

La città globale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città.

La Sassen sviluppa il concetto di città globale nel suo celebre saggio "Le città nell'economia globale" (2004).

La "città globale" è quindi un nuovo concetto teorico per studiare le città come luoghi di intersezione tra globale e locale. Nel suo saggio, Saskia Sassen dimostra come numerose metropoli mondiali si sono sviluppate all'interno di mercati transnazionali e hanno ormai più caratteri in comune tra loro che con i rispettivi contesti regionali o nazionali.

Le città globali sono quindi il centro di snodo per commerci, finanza, attività bancarie, innovazioni e sbocchi economici. New York, Tokyo, Londra, Seul, Pechino, Shangai sono città connesse globalmente ma disconnesse localmente, fisicamente e socialmente, al punto che non ha più senso parlare di città.

Saskia Sassen ha certamente contribuito ad elaborare un quadro analitico e metodologico in grado di definire la città globale come una componente strategica dell'economia globale e in secondo luogo ad identificare territorialmente i processi di potere scaturiti dalla ristrutturazione economica.

Un altro aspetto fondamentale nell'opera della Sassen è di aver indirizzato la sua ricerca verso le questioni di potere e d'ineguaglianza derivanti dai processi di globalizzazione.

Network globali e attivismo[modifica | modifica sorgente]

Nell'articolo "A mano disarmata nelle metropoli"[1] pubblicato da il Manifesto e nell'Atlante di un'altra economia [2], Saskia Sassen spiega come le città e i territori urbani siano uno spazio sempre più adatto alla politica di quanto non sia più lo Stato. Nello spazio politico nazionale infatti gli "attori politici informali" - vedi anche il concetto di moltitudine sviluppato da Toni Negri e Michael Hardt - sono ridotti all'invisibilità, mentre lo spazio urbano offre loro una scena politica dove possono assumere visibilità attraverso le occupazioni, le manifestazioni per i diritti degli immigrati, le lotte per la casa o contro la precarizzazione del lavoro o la marcia del gay pride.

Inoltre queste città e i network di cui fanno parte facilitano le lotte globali, grazie anche alle tecnologie informatiche come internet, che hanno rafforzato la mappa urbana di questi network transnazionali.

Secondo Saskia Sassen, quando queste forme di lotta si sviluppano nelle città globali, le possibilità politiche hanno un carattere ben diverso "perché questo tipo di città è di importanza strategica per il capitale globale".

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Tra le sue pubblicazioni recenti: Guests and Aliens (1999), Globalization and its Discontents (1998), 'Losing Control? Sovereignty in an Age of Globalization' (1996), 'Global networks, linked cities' (2002), 'Territory, Authority, Rights: From Medieval to Global Assemblages' (2006), 'Elements for a Sociology of Globalization' (2006) e la terza edizione di 'Cities in a world economy' (2006). I libri della Sassen sono tradotti in molte lingue tra cui il Francese, Spagnolo, Giapponese, Cinese e Italiano. Fra i libri tradotti e pubblicati in Italia:

  • 'Fuori controllo', Il Saggiatore, Milano, 1998;
  • 'Le città globali', UTET, Torino, 1997
  • 'Migranti, coloni, rifugiati. Dall'emigrazione di massa alla fortezza Europa', Feltrinelli, Milano, 1999 [3]
  • 'Le città nell'economia globale' il Mulino, Bologna, 2004 [4]
  • 'Globalizzati e scontenti', Il Saggiatore, Milano, 2002 [5]
  • 'Una sociologia della globalizzazione', Piccola Biblioteca Enaudi, Torino, 2008

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Premio Principe delle Asturie per le scienze sociali (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per le scienze sociali (Spagna)
— 2013

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale di Saskia Sassen
  • 'Opinione pubblica e globalizzazione', intervista a Saskia Sassen [6]
  • 'A mano disarmata nelle metropoli', articolo pubblicato da il Manifesto [7]
  • 'Urbanistica Open Source', articolo pubblicato su Domus[8]

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