Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario

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Coordinate: 44°52′49″N 10°10′34″E / 44.880278°N 10.176111°E44.880278; 10.176111

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Il Santuario di Fontanellato

Il santuario della Beata Vergine del santo Rosario si trova nel comune di Fontanellato, in provincia di Parma. È un luogo oggetto di grande devozione da parte dei fedeli e meta di pellegrinaggio da secoli.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1512 Veronica da Correggio, vedova di Giacomo Antonio Sanvitale, fondò nel paese, che deteneva in feudo con il titolo comitale, un convento di domenicani. La chiesa del convento venne edificata sopra il trecentesco oratorio di San Giuseppe, presso il castello. Il convento subì saccheggi nel 1521 da parte delle truppe del Sacro Romano Impero che avevanno occupato il ducato di Parma, e fu restaurato nel 1531. Nuovamente demolito per costruire nuove fortificazioni contro il ducato di Milano nel 1543, fu ancora ricostruito nel 1552, insieme alla chiesa, ancora dedicata a San Giuseppe.

Una confraternita dedicata alla Madonna del Rosario, con propria cappella, venne istituita nella chiesa conventuale nella seconda metà del XVI secolo. Nel 1615 fu realizzata la statua in legno da porre sopra l'altare della cappella, che ottenne negli anni successivi fama di essere miracolosa[2]. Durante una nuova guerra tra i ducati di Parma e di Milano la statua fu trasferita nel convento di San Pietro martire a Parma, da dove venne riportata a Fontanellato nel 1637.

Nel 1641 fu avviata la costruzione di una nuova chiesa più ampia, inaugurata il 18 agosto del 1660, con l'incoronazione della statua ad opera del vescovo di Fidenza. La facciata venne completata nel 1680. Nel 1672 iniziò anche la costruzione di un nuovo convento.

Il duca Ferdinando I nel 1769 tolse il santuario ai domenicani, ai quali fu poi riaffidato nel 1775. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone I nel 1805 il convento divenne sede della scuola delle suore Figlie della Carità, femminile, e della scuola maschile di Santo Stefano che aveva preso il nome di "Corpo dell'industria".

Nel 1816 la duchessa di Parma Maria Luisa d'Asburgo-Lorena concesse il convento alle monache di clausura domenicane del convento di Colorno. Il convento venne restaurato nel 1822 e la chiesa nel 1858-1860. Con la soppressione degli ordini religiosi nel 1866 l'edificio del convento passò al comune, dal quale venne riacquistato dai domenicani nel 1879.

Nel 1913-1920 una nuova monumentale facciata in stile neobarocco sostituì, su disegno dell'architetto Lamberto Cusani quella più antica, affiancata da un nuovo orfanotrofio, inaugurato nel 1925. Nello stesso anno venne sistemata davanti alla facciata una statua bronzea del cardinale Alessandro Ferrari, opera dello scultore Amleto Cataldi.

L'orfanotrofio venne requisito durante la guerra ed adibito a prigione, scuola ufficiali e infine bombardato dagli Alleati, riaperto nel 1948 e chiuso nel 1982.

Nel 1965 è stato aperto un viale d'accesso al santuario, affiancato da un portico, e nel 1978 il convento è stato dotato di un chiostro interno.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa presenta una pianta a croce latina, con navata unica, con quattro cappelle per lato e transetto e coro di ampiezza limitata. Il presbiterio coperto da una cupola, ospita l'altare maggiore con l'edicola dove è collocata la statua. L'altare è preceduto da una balaustra marmorea tardo-seicentesca donata dal conte Alessandro Sanvitale insieme alla pavimentazione marmorea del presbiterio nel 1684.

Sull'arco di trionfo che separa presbiterio e navata sono collocate quindici quadri raffiguranti i misteri del Rosario. Sulla volta della navata sono affrescati scene con la Madonna del Rosario e frati domenicani, opera di Pietro Rubini (prima del 1731)

I dipinti per gli altari di sette delle cappelle e un Crocifisso ligneo per l'ottava furono realizzati nel 1663. Tondi dipinti settecenteschi con le immagini dei miracoli della Madonna di Fontanellato, ancora opera di Pietro Rubini, furono in seguito aggiunti sulle pareti laterali delle cappelle. Gli altari delle cappelle in scagliola policroma sono del 1701.

Sulla controfacciata venne collocato nel 1699 un organo, sottoposto ad un radicale rifacimento nel 1900 e ad un restauro nel 1986-1987. L'organo è tuttora utilizzato per concerti gratuiti o di beneficenza.

La facciata del 1680 ospitava quattro statue in marmo (San Domenico, San Giuseppe, Santa Rosa da Lima e San Ludovico Bertrando)

Sopra il portale centrale un'iscrizione seicentesca ricorda come l'erezione della chiesa fosse avvenuta grazie alle elemosine dei fedeli.

Nel santuario inoltre, nella galleria delle grazie ricevute, si conservano un gran numero di ex voto offerti dai fedeli fin dal XVII secolo.[1]

Padre Priore[modifica | modifica sorgente]

Dal novembre 2013 il Priore del Convento è Padre Davide Traina, proveniente dal Piemonte.

Organo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1699, il Santuario ospita uno storico organo a canne, con due tastiere, pedaliera e svariati registri. Viene usato per l'esecuzione di concerti e messe solenni.

Organisti: Padre Daniele Mazzoleni, Roberto Marchesi, Leonardo Pontremoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Storia del Santuario di Fontanellato - Sito ufficiale del Santuario di Fontanellato
  2. ^ Grazie e miracoli furono descritti in apposite pubblicazioni curate dai padri domenicani nel 1630, 1660 e 1741.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]