Catello di Castellammare

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San Catello
Statua di San Catello
Statua di San Catello

Vescovo

Nascita VI secolo
Morte VII secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Concattedrale di Maria Santissima Assunta
Ricorrenza 19 gennaio
Patrono di Castellammare di Stabia

San Catello (VI secoloVII secolo) è stato vescovo di Castellammare di Stabia, città di cui è patrono.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Sulla vita di Catello si sa davvero molto poco. Vescovo di Castellammare di Stabia, visse all'epoca dell'invasione longobarda, tra il VI ed i VII secolo. Si sa che ebbe una vita molto sofferta: sul monte Faito dove spesso si rifugiava in preghiera insieme a sant'Antonino, gli apparve in sogno l'arcangelo Michele e a ricordo dell'apparizione costruì un piccolo tempio, oggi totalmente ricostruito, conosciuto come santuario di San Michele Arcangelo al Monte Faito. Colpito da calunnie da suoi "familiari" (forse si intende vescovi di diocesi vicine), fu portato per un breve periodo a Roma, finché papa Gregorio I, a cui aveva predetto il pontificato, non gli riaffidò la diocesi di Stabia: tornò trionfante in città, accolto dall'amico Antonino, poi divenuto abate in Sorrento.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Miracoli[modifica | modifica sorgente]

San Catello è stato da sempre considerato il principale protettore di Castellammare di Stabia per quanto riguarda non solo eventi naturali come le eruzioni del Vesuvio, ma anche bellici, come i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

La fede è radicatissima negli operai dei cantieri navali tanto che, oltre ad una sosta nello stesso durante le processioni, quando sta per essere varata una nave viene posta un'immagine del santo sul suo scafo. Inoltre, secondo tradizione, i marinai che passano nei pressi dello scoglio di Rovigliano, devono recitare alcune preghiere per evitare il naufragio.

Viene ricordato anche come il "patrono dei Forestieri" per la cordialità mostrata nei confronti dei profughi e dei bisognosi. Nella città di Taranto fu fondata per opera di alcuni operai del locale arsenale marittimo di origine Stabiese e Napoletana la Confraternita di Santa Maria di Piedigrotta e dei Santi Gennaro e Catello

Reliquie[modifica | modifica sorgente]

Le reliquie di san Catello sono conservate nella concattedrale di Maria Santissima Assunta di Castellammare di Stabia, nella chiesa di Scanzano e in quella dei Servi di Maria a Sorrento. Una delle reliquie più importanti è il cranio dal quale fuoriesce un particolare odore detto "Manna di san Catello": in passato tale cranio è stato custodito nella chiesa del Gesù (oggi si dovrebbe trovare a Itri)

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

San Catello è rappresentato spesso in ginocchio e con le mani giunte in preghiera: è raffigurato come un vecchio, con una barba bianca e occhi vivaci. Sono diversi i dipinti e le statue dove san Catello compare: i principali sono gli Episodi della vita del Santo sulla volta della cattedrale di Castellammare di Stabia di Vincenzo Paliotti e i dipinti di Vincenzo Galloppi nella cappella di San Michele a Scanzano. Altre opere si trovano in diverse chiese cittadine e di Sorrento (dove si conserva l'immagine certa più antica risalente al 1539) e nelle strade in diverse edicole votive.

Processioni[modifica | modifica sorgente]

Le processioni vengono fatte due volte all'anno: la prima il 19 gennaio, la seconda nella seconda domenica di maggio. La processione del 19 gennaio è già raccontata da Giuseppe Alvino nel 1623, quando la statua veniva portata per le vie della città, nel tardo pomeriggio con delle torce accese. Con il passare del tempo tale processione è stata effettuata di mattina. Quella che invece viene fatta nella seconda domenica di maggio (tempo fa, veniva fatta la seconda domenica di giugno), ha un percorso più lungo oltre che una festa civile dalla durata di circa 4 - 5 giorni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vescovo di Castellammare di Stabia Successore BishopCoA PioM.svg
Lubenzio
Attestato nel 649
VII secolo Sergio