Ragoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ragoli
comune
Ragoli – Stemma
Sede principale della Comunità delle Regole di Spinale e Manez
Sede principale della Comunità delle Regole di Spinale e Manez
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Matteo Leonardi (lista civica) dal 17/05/2010
Territorio
Coordinate 46°03′00″N 10°47′00″E / 46.05°N 10.783333°E46.05; 10.783333 (Ragoli)Coordinate: 46°03′00″N 10°47′00″E / 46.05°N 10.783333°E46.05; 10.783333 (Ragoli)
Altitudine 575 m s.l.m.
Superficie 64,91 km²
Abitanti 770[1] (31-12-2010)
Densità 11,86 ab./km²
Frazioni Baltram, Bolzana, Coltura, Favrio, Palù di Madonna di Campiglio, Pez, Vigo
Comuni confinanti Comano Terme, Dimaro, Molveno, Montagne, Pinzolo, Preore, San Lorenzo in Banale, Stenico, Tione di Trento, Tuenno
Altre informazioni
Cod. postale 38070
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022151
Cod. catastale H162
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti ragolesi
Patrono san Faustino
Giorno festivo 15 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ragoli
Sito istituzionale

Ragoli (Ràgoi in dialetto trentino[2]) è un comune di 790 abitanti della provincia di Trento.

È situato nel cuore delle Giudicarie centrali sulla sinistra orografica del fiume Sarca, ai piedi del Monte Irone. Dista pochi chilometri dal paese di Tione, nodo centrale della zona da dove si diramano le Valli Giudicarie, la Valle del Chiese e la Val Rendena. Insieme a Tione, Bolbeno, Breguzzo, Montagne, Preore e Zuclo forma la cosiddetta “Busa di Tione”.

Ragoli è composto da diversi agglomerati abitativi e frazioni: l'area chiamata “Ragoli I parte” costituisce il nucleo centrale del paese e comprende sia gli agglomerati di Bolzana, Baltram, Vigo e Favrio che le due piccole frazioni di Coltura e Pez.

La seconda parte, invece, che dista circa 30 km dal centro principale, include territori situati a Madonna di Campiglio.

Il comune di Ragoli è conosciuto soprattutto come zona di passaggio per raggiungere le più importanti località turistiche del territorio: la Val Rendena, la Valle del Chiese e le Terme di Comano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie storiche relative alle Giudicarie risalgono al III millennio a.C., quando alcune popolazioni salendo dalla pianura padana e seguendo l'agevole percorso della Valle del Chiese si insediarono in un territorio inabitato, caratterizzato da un clima particolarmente mite.

Reti e Celti abitarono le Valli Giudicarie nel periodo compreso tra il 600 a.C. e il 100 a.C., fino a che non fecero la loro comparsa i Romani: dagli Acta Triumphalia dell'anno 117 a.C. risulta infatti una spedizione vittoriosa del console Quinto Mario che vede l’aggregazione degli abitanti del Garda, del Chiese e del Sarca alla tribù Fabia. I Romani lasciarono gli usi e costumi che le popolazioni di origine indigena si erano date introducendo gradualmente la religione pagana e la lingua latina.

Ai Romani si sostituirono i Longobardi, i quali nel 568 d.C. occuparono l’intera Italia settentrionale mantenendola in loro possesso per oltre due secoli.

Successivamente Carlo Magno, re dei Franchi, sconfisse i Longobardi, divenne Imperatore del Sacro Romano Impero e suddivise l’impero in province chiamate “marche”, “contee” o “principati” portando alla costituzione della “Marca Tridentina”. Nasce in questo modo anche nelle valli Giudicarie il Feudalesimo.

La storia delle valli Giudicarie, e quindi anche quella della comunità di Ragoli, è strettamente legata a quella del Principato vescovile di Trento che durò dal 1027 al 1803. L’avvento di Napoleone durante la campagna d’Italia del 1796 interruppe bruscamente l’armonia consolidata che era venuta a crearsi tra autorità e sudditi. La diretta conseguenza politica della sua venuta fu l'abolizione del principato vescovile di Trento, decretata di fatto nel novembre del 1796, quando l'Austria, durante una occupazione temporanea della città, avocò a se il governo del Trentino, in forza dei diritti del principato detenuti dagli Asburgo, quali conti del Tirolo. La soppressione formale del Vescovato avvenne a Parigi, il 26 dicembre 1802 e fu perfezionata a Ratisbona nel 1803. Il trattato di Vienna del 1815 confermò la cessione del Trentino all'Austria, che lo incorporò nella contea principesca del Tirolo abolendo la gestione autonoma delle comunità e istituendo su di esse il nuovo “Comune”. Per cent'anni dal 1815 al 1918, le Giudicarie, seguirono le vicende dell'impero austro-ungarico per poi essere annesse allo Stato italiano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse storico, artistico e culturale sono la chiesa parrocchiale dedicata a San Faustino, la chiesa medievale di San Faustino e Giovita e la chiesa di Santo Stefano.

Chiesa Parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale dedicata a San Faustino sorge in località "Baltram", al centro del paese.

Nonostante la sua presenza sia documentata fin dal 1537, la sua forma attuale risale alla ricostruzione del 1766, del 1866 e ai successivi restauri degli anni 1909, 1947, 1971. È stata consacrata il 24 agosto 1837.

La costruzione del campanile ebbe inizio nel 1814 e venne portata a termine solo nel 1860.

Una gradinata sale, dalla strada che porta a Fevri, al sagrato che, sostenuto da possenti muraglioni in pietre lavorate e contornato da una cinta di granito, rende più maestoso tutto il complesso monumentale dell'opera.

La facciata è in stile barocco, ornata da lesene terminanti in capitelli, da false nicchie in stucco e da un finestrone. Sopra il portale marmoreo si trovano una colomba (simbolo dello Spirito Santo) e un timpano.

L'interno della Chiesa si presenta a navata unica, con quattro cappelle intercalate dalle due porte laterali sormontate da altrettanti pulpiti. Ai lati dell'ingresso principale sono presenti due acquasantiere in marmo nero di Ragoli e, a sinistra, una statua lignea policroma rappresentante San Giuseppe con bambino ed una scritta "La parrocchia riconoscente 1940-1945". L'altare maggiore è in marmo con elementi policromi quali le colonne tortili di ispirazione Berniniana. La volta, affrescata dal veronese Bartolomeo Zeni, è divisa in tre medaglioni. Sopra l'altare è raffigurata la Risurrezione di Cristo, nel centro dell'aula il miracolo della manna caduta nel deserto e sopra la porta di ingresso il miracolo di Elia profeta al tempo di Achab e Gezabele. Il presbiterio è ornato con le raffigurazioni degli Evangelisti. Sei statue sono poste in nicchie ad altezza di circa cinque metri da terra: due nella zona di raccordo tra l'abside e il resto della Chiesa (San Pietro e San Paolo), le altre quattro (evangelisti) nell'abside.

Chiesa dei Santi Faustino e Giovita[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Faustino e Giovita, attualmente cappella cimiteriale di Ragoli, è stata per secoli il principale centro religioso degli abitati di Preore, Montagne e Ragoli.

La prima testimonianza documentaria che riguarda questo edificio risale al 1249, anche se la chiesetta è sicuramente più antica. Essa fu completamente ricostruita nel corso del Quattrocento; all’inizio del Cinquecento Cristoforo II Baschenis, un artista originario del bergamasco e appartenente ad una famiglia di artisti che lavorarono in diverse chiese delle Giudicarie, aiutato dal figlio Simone II Baschenis (1490-1555), decorò le volte all’interno e l’affresco che raffigura l’Annunciazione sulla facciata esterna. La vela a ridosso dell'arco santo contiene, al centro, il Cristo Pantocratore (Signore di tutte le cose) benedicente, affiancato da S. Giovanni Evangelista e da S. Girolamo. Le altre vele sono decorate dalle immagini dei restanti evangelisti (San Matteo, San Marco, san Luca) e dagli altri tre padri della chiesa, gli esegeti Agostino, Gregorio e Ambrogio. Tutta la volta è arricchita da fasce decorative con griffi, aquile grottesche, fiori stilizzati e, in alto, da tre coppie di angeli musicanti. All’interno della Chiesa si trova anche quello che rimane di un importante altare ligneo realizzato nel terzo decennio del Cinquecento da Maffeo e Andrea Olivieri.

Chiesa di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta dedicata a Santo Stefano Protomartire sorge a Cerana, piccolo villaggio spopolato dalla peste del Seicento vicino all’abitato di Ragoli. Risale al 1724.

Presenta una struttura molto semplice: nel prospetto esterno, protetto da un tetto a due falde, è inserito un portale dal profilo rettangolare, affiancato da due piccole finestre in ferro battuto. Sopra la porta d’ingresso è presente l'iscrizione relativa all'anno di costruzione ed una finestra a lunetta.

L'interno è costituito da una navata unica a pianta rettangolare coperta da volta a botte e illuminata da tre grandi finestre a mezzaluna. Al centro del presbiterio di trova un piccolo altare. L'abside contiene una pala d'altare raffigurante nella parte inferiore il martirio di Santo Stefano, e, in quella superiore, la Madonna accompagnata da San Pietro e Sant’Antonio di Padova.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 30 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 11 1,40%

Marocco Marocco 9 1,15%

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2005 il comune di Ragoli è gemellato con Taliándörögd, piccolo paese ungherese situato a nord del lago Balaton.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 530.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • CATTOI Domizio (a cura di), La chiesa dei santi Faustino e Giovita a Ragoli: storia, arte, restauri, Comune di Ragoli, Ragoli (TN), 2002
  • CATTOI Domizio - LIANDRU Lorenza, Cerana: paesaggio, storia e testimonianza del passato, Comune di Ragoli, Ragoli (TN), 2008
  • GUARDINI Maria Lia, La parrocchiale di Ragoli, Osiride edizioni, Rovereto, 2006

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]