Ragoli

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Ragoli
comune
Ragoli – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Trento – stemma Trento
Sindaco Matteo Leonardi (lista civica) dal 17/05/2010
Territorio
Coordinate 46°3′0″N 10°47′0″E / 46.05°N 10.78333°E / 46.05; 10.78333 (Ragoli)Coordinate: 46°3′0″N 10°47′0″E / 46.05°N 10.78333°E / 46.05; 10.78333 (Ragoli)
Altitudine 575 m s.l.m.
Superficie 64 km²
Abitanti 770[1] (31-12-2010)
Densità 12,03 ab./km²
Frazioni Beltram, Bolzana, Coltura, Favrio, Palù di Madonna di Campiglio, Pez, Vigo
Comuni confinanti Comano Terme, Dimaro, Molveno, Montagne, Pinzolo, Preore, San Lorenzo in Banale, Stenico, Tione di Trento, Tuenno
Altre informazioni
Cod. postale 38070
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022151
Cod. catastale H162
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti ragolesi
Patrono san Faustino
Giorno festivo 15 febbraio
Localizzazione
Ragoli è posizionata in Italia
Ragoli
Sito istituzionale

Ragoli (Ràgoi in dialetto trentino[2]) è un comune di 790 abitanti della provincia di Trento.

È situato nel cuore delle Giudicarie centrali sulla sinistra orografica del fiume Sarca, ai piedi del Monte Irone. Dista pochi chilometri dal paese di Tione, nodo centrale della zona da dove si diramano le Valli Giudicarie, la Valle del Chiese e la Val Rendena. Insieme a Tione, Bolbeno, Breguzzo, Montagne, Preore e Zuclo forma la cosiddetta “Busa di Tione”.

Ragoli è composto da diversi agglomerati abitativi e frazioni: l'area chiamata “Ragoli I^ parte” costituisce il nucleo centrale del paese e comprende sia gli agglomerati di Bolzana, Baltram, Vigo e Favrio che le due piccole frazioni di Coltura e Pez.

La seconda parte, invece, che dista circa 30 km dal centro principale, include territori situati a Madonna di Campiglio.

Il comune di Ragoli è conosciuto soprattutto come zona di passaggio per raggiungere le più importanti località turistiche del territorio: la Val Rendena, la Valle del Chiese e le Terme di Comano.

Indice

[modifica] Storia

Le prime notizie storiche relative alle Giudicarie risalgono al III millennio a.C., quando alcune popolazioni salendo dalla pianura padana e seguendo l'agevole percorso della Valle del Chiese si insediarono in un territorio inabitato, caratterizzato da un clima particolarmente mite.

Reti e Celti abitarono le Valli Giudicarie nel periodo compreso tra il 600 a.C. e il 100 a.C., fino a che non fecero la loro comparsa i Romani: dagli Acta Triumphalia dell'anno 117 a.C. risulta infatti una spedizione vittoriosa del console Quinto Mario che vede l’aggregazione degli abitanti del Garda, del Chiese e del Sarca alla tribù Fabia. I Romani lasciarono gli usi e costumi che le popolazioni di origine indigena si erano date introducendo gradualmente la religione pagana e la lingua latina.

Ai Romani si sostituirono i Longobardi, i quali nel 568 d.C. occuparono l’intera Italia settentrionale mantenendola in loro possesso per oltre due secoli.

Successivamente Carlo Magno, re dei Franchi, sconfisse i Longobardi, divenne Imperatore del Sacro Romano Impero e suddivise l’impero in province chiamate “marche”, “contee” o “principati” portando alla costituzione della “Marca Tridentina”. Nasce in questo modo anche nelle valli Giudicarie il Feudalesimo.

La storia delle valli Giudicarie, e quindi anche quella della comunità di Ragoli, è strettamente legata a quella del Principato vescovile di Trento che durò dal 1027 al 1803. L’avvento di Napoleone durante la campagna d’Italia del 1796 interruppe bruscamente l’armonia consolidata che era venuta a crearsi tra autorità e sudditi. La diretta conseguenza politica della sua venuta fu l'abolizione del principato vescovile di Trento, decretata di fatto nel novembre del 1796, quando l'Austria, durante una occupazione temporanea della città, avocò a se il governo del Trentino, in forza dei diritti del principato detenuti dagli Asburgo, quali conti del Tirolo. La soppressione formale del Vescovato avvenne a Parigi, il 26 dicembre 1802 e fu perfezionata a Ratisbona nel 1803. Il trattato di Vienna del 1815 confermò la cessione del Trentino all'Austria, che lo incorporò nella contea principesca del Tirolo abolendo la gestione autonoma delle comunità e istituendo su di esse il nuovo “Comune”. Per cent'anni dal 1815 al 1918, le Giudicarie, seguirono le vicende dell'impero austro-ungarico per poi essere annesse allo Stato italiano.


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Da visitare la chiesa medievale di San Faustino e Giovita, con affreschi del Quattrocento e del Cinquecento.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e Minoranze Straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 30 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Albania 11 1,40%

bandiera Marocco 9 1,15%

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Matteo Leonardi (lista civica) dal 17/05/2010

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 530.

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