Terme di Comano
Le Terme di Comano, situate nell'ex comune di Lomaso (anzi in parte nel comune di Stenico), sono conosciute sin dall'antichità per la fonte tiepida di acque bicarbonato-calcio-magnesiache, indicate per la cura di alcune malattie della pelle.
[modifica] Storia
Nel Medioevo e nel Rinascimento le proprietà della fonte erano già conosciute e nel luogo sorgeva anche un albergo. In seguito a una frana, il luogo cadde in disuso e fu per lungo tempo dimenticato.
Alla fine dell'Ottocento, un medico del luogo, Gian Battista Mattei, acquistò l'area in prossimità della fonte e con propri mezzi costruì un piccolo stabilimento termale perché potesse trarne giovamento il maggior numero di persone. Alla sua morte per testamento istituì una fondazione, cui lasciò tutto il suo patrimonio, per la gestione dello stabilimento termale, nominandone amministratori pro tempore gli allora nove parroci dei territori detti Bleggio, Lomaso e Banale, costituenti le Giudicarie esteriori: l'acqua sgorga infatti da rocce nell'alto dell'alveo del fiume Sarca proprio al confine delle tre storiche Pievi, in territorio dell'allora comune di Comano, oggi frazione del Comune di Lomaso e nelle adiacenze dell'attuale centro urbano di Ponte Arche (edificato su territorio al confine fra tre comuni).
I beneficiari del reddito dello stabilimento termale erano appunto i poveri delle Tre Pievi per il tramite dei parroci. Nonostante nel tempo si fosse costruito un secondo stabilimento termale con albergo sull'altra riva del fiume di fronte al primo con costruzione anche di un ponte sul fiume, abbandonando il piccolo primo stabilimento, a partire dagli anni sessanta del Novecento ci si rese conto che la necessità di importanti opere di manutenzione del nuovo stabilimento e l'opportunità di uno sviluppo turistico importante della zona, necessitavano di ben altri mezzi e gestione economica.
La Provincia autonoma di Trento intervenne quindi con importanti fondi, una nuova struttura giuridica ed una nuova gestione, portando alla realizzazione di un terzo stabilimento alberghiero di ben altra potenzialità, demolendo il primo stabilimento termale e ristrutturando il secondo stabilimento termale e sistemando l'area adiacente come parco pubblico, con la realizzazione anche di un nuovo ponte sul fiume Sarca. L'iniziativa ebbe successo e generò in effetti un notevole flusso turistico ed un poderoso sviluppo edilizio dell'adiacente centro urbano di Ponte Arche ed un benefico effetto turistico anche sui comuni viciniori, prima assolutamente sconosciuti al turismo.