Porto Salvo (Gaeta)

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Porto Salvo
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Comune Gaeta-Stemma.png Gaeta
Territorio
Coordinate 41°13′42″N 13°33′59″E / 41.228333°N 13.566389°E41.228333; 13.566389 (Porto Salvo)Coordinate: 41°13′42″N 13°33′59″E / 41.228333°N 13.566389°E41.228333; 13.566389 (Porto Salvo)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 04024
Prefisso 0771
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto Salvo

Porto Salvo, ovvero Borgo di Gaeta, è un quartiere della città di Gaeta.

Il Borgo si è sviluppato nelle adiacenze del castello di Gaeta durante il corso dei secoli, come luogo di abitazione e lavoro della popolazione, attiva nel lavoro della terra e sul mare.

La coltivazione dell'ulivo (famose in tutto il mondo sono infatti le olive di Gaeta) fu importante per l'economia locale attraverso l'esportazione.
Nel XIX secolo sull'intero territorio di Gaeta ben 6.810 moggi erano esclusivamente dedicati a tale coltura.
Veniva esportato anche cordame, prodotto dalla saggina di alta qualità tipica della zona.
I cantieri navali, presenti numerosi nella località, allestivano da secoli la flotta commerciale cittadina, esportando anche le imbarcazioni. La produzione entrò in crisi quando la richiesta di grandi imbarcazioni lignee si assottigliò.

Il Borgo di Gaeta, separandosi dalla zona di Sant'Erasmo, con Regio Decreto del 15 marzo 1897, diventò comune autonomo. La spinta fu data dagli esponenti liberali: essi ricercavano infatti autonomia dall'antica amministrazione che rimaneva legata al passato borbonico.

Il borgo prese il nome di Comune di Elena in onore dell’allora principessa Elena, futura regina d'Italia. Con Regio Decreto del 17 febbraio 1927, dopo una divisione di trent'anni, a seguito di un'ampia riorganizzazione territoriale i Comuni di Gaeta e di Elena vennero uniti nuovamente sotto il nome Gaeta.

Il 4 maggio 1892 era stata inaugurata la Ferrovia Gaeta-Formia-Sparanise, che faceva uscire Gaeta dall'isolamento dalle vie di comunicazioni principali; il capolinea di Gaeta prese il nome Gaeta-Elena dal 1897 al 1927.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

I monumenti più importanti di Porto salvo sono:

  • il Palazzo di Marzo, sede del Comune di Elena dal 1897 al 1927.
Facciata della chiesa della Madonna di Porto Salvo.
  • La chiesa della Madonna di Porto Salvo (detta "degli Scalzi"), in cima alla scenografica scalinata degli Scalzi, che prende il nome dagli Agostiniani Scalzi che per circa due secoli avevano officiato la suddetta chiesa. La semplice facciata nasconde un interno di gusto barocco, opera della famiglia Lazzari che aveva già operato in altre chiese della città di Gaeta. Sull'altar maggiore si trova la statua della Madonna di Porto Salvo, restaurata radicalmente nell'Ottocento.
  • La chiesa di San Giacomo Apostolo, sede dell'omonima parrocchia, costruita a cavallo del Cinquecento e del Seicento e restaurata nel Novecento, quando fu aggiunta la nuova abside quadrata. L'altare maggiore in marmi policromi proviene dalla chiesa sconsacrata di Santa Caterina d'Alessandria, che si trova nel quartiere medioevale di Gaeta.
  • La chiesa di San Cosmo Vecchio, verso la fine di via Indipendenza, la strada principale del Borgo, che conserva la sua forma gotica originaria sotto i lievi rifacimenti barocchi.

Festa della Madonna di Porto Salvo[modifica | modifica sorgente]

La seconda domenica di agosto, ogni anno, a Gaeta si festeggia la Madonna di Porto Salvo. Essa è considerata la protettrice dei marittimi che riconduce salva la gente di mare alla terra.

In occasione dei festeggiamenti avviene una processione sul mare. La statua della Madonna, ricoperta di ori e seta e oro, viene condotta su di una imbarcazione con al seguito altre, tutte decorate e imbandierate. La processione arriva presso una località detta Punta Stendardo; qui viene lasciata in acqua una corona per commemorare i caduti del mare.

La tradizione vuole che nel 1655 la Madonna apparve a dei naufraghi durante una burrasca, soccorrendoli. Questa celebrazione religiosa, che ha per protagonisti i pescatori e naviganti in genere, è rimasta nei secoli un sentito evento di comunione.

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