Panismo

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« E immersi noi siam nello spirto Silvestre,

d'arborea vita viventi »

(Gabriele D'Annunzio, dalla poesia La pioggia nel pineto)

Panismo o sentimento panico della natura è una percezione molto profonda del mondo esterno (soprattutto se riferita a paesaggi naturali) che crea una fusione tra l'elemento naturale e quello più specificamente umano.

Deriva dal nome Pan, dio greco dei boschi, ma dal momento che presuppone una concezione panteista del divino, lo si può far derivare anche dall'etimologia greca πάν (pàn), che significa "tutto", [1] da cui probabilmente scaturisce la stessa terminologia del dio.

Si richiama a questa corrente Gabriele D'Annunzio che nella composizione lirica "Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi" mette in risalto la sua visione pagana (affine a quella dell'antica Grecia) ed esalta la bellezza e la gioia di vivere. Nel panismo l'Io si viene a mettere in secondo piano, immergendosi completamente nella natura, ma non nascondendosi del tutto in quanto il poeta era solito esprimere i suoi stati d'animo attraverso oggetti naturali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si tratta in questo caso del genere neutro del vocabolo greco «πάς πάσα πάν», leggi: pàs pàsa pàn.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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