Orazio Antinori

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« Meglio cento volte la tenda del beduino, meglio il dorso del cammello, meglio la continua lotta e la sublime incertezza dell'indomani... io voglio morire in Africa, libero come la Natura.»

(Orazio Antinori)

Orazio Antinori

Orazio Antinori (Perugia, 23 ottobre 1811Lèt-Marefià, 26 agosto 1882) è stato un esploratore italiano, tra i più stimati conoscitori italiani del continente africano sia centrale che orientale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Perugia da un’antica famiglia nobile, il padre essendo il marchese Giacomo Antinori e la madre la contessa Tommasa Bonaini-Boldrini. Molto attratto dalla zoologia, iniziò fin da giovanissimo ad interessarsi all'ornitologia, studiando nel collegio dei benedettini dell’Abazia di S. Pietro, ma senza arrivare al diploma. Le sue passioni erano il disegno, il lavoro manuale e la caccia. Studiò storia naturale a Perugia e Roma, divenendo anche un abile catturatore ed imbalsamatore di animali.

Nel 1838 si trasferì a Roma, dove collaborò con il principe Carlo Bonaparte per i libri Fauna Italica e Conspectus generum avium. Nel 1848 si arruolò come ufficiale nell’esercito pontificio del Durando, partecipando alla campagna nel Veneto, dove, a Cornuda il 9 maggio resterà ferito. Coinvolto dalle ideologie liberali e filo-repubblicane del tempo, intrise del pensiero di Giuseppe Mazzini, venne anche eletto deputato alla Costituente della Repubblica Romana. Entrò anche in massoneria presumibilmente nel 1848 contemporaneamente ad Ariodante Fabretti, Giovanni Pennacchi, Reginaldo Ansidei, Pompeo Danzetta e Nicola Danzetta, Carlo Bruschi, divenendo attivo protagonista altresì di una vendita carbonara perugina e percorrendo il Rito scozzese Antico ed Accettato.

Caduta la Repubblica Romana, si dedicò ai viaggi in Grecia, Egitto e Sudan, risalì più volte il Nilo azzurro, per il Sudan, fino al Nilo bianco. Tornò in Italia carico di interessanti raccolte naturalistiche, che andranno a rifornire i vari musei della penisola, in particolare a Genova e Torino.

Nel 1853 iniziò la sua attività di esploratore in Africa, anche su incarico del Governo italiano. Nel 1859 partì per l'Egitto e risalendo il Nilo Azzurro con il geografo francese Guillaume Lejean arrivò fino al Darfur, nel 1860 risalì il Nilo Bianco con Alessandro Vayssière e Carlo Piaggia, arrivando fino alla confluenza con il Bahr el-Ghazal.

Nel 1867 fondò a Firenze la Società Geografica Italiana assiemea, tra gli altri, Cristoforo Negri e Cesare Correnti.

Nel 1876, a 65 anni, guidò la Grande Spedizione avendo come méta la regione dello Scioa e i laghi equatoriali dell'Africa Orientale. La spedizione, che partiva da Zeila e che incontrò enormi difficoltà, comprendeva anche Giovanni Chiarini, Lorenzo Landini, Sebastiano Martini Bernardi e l'armeno Vortic. A loro si unisce nel 1877 Antonio Cecchi. La spedizione riuscì ad ottenere dall negus Menelik II un terreno a Lèt-Marefià per una stazione scientifica ed ospedaliera, che diverrà base di partenza per le spedizioni coloniali italiane. Per meglio comprendere lo spirito della sua opera di conoscenza, per nulla mossa da spirito coloniale, sono sufficienti le sue stesse parole. Orazio Antinori scrive: "Meglio cento volte la tenda del beduino, meglio il dorso del cammello, meglio la continua lotta e la sublime incertezza dell'indomani... io voglio morire in Africa, libero come la Natura." La sua figura fu distorta poi dalle esigenze propagandistiche del Regno d'Italia e del regime fascista, che lo arruolarono tra le file degli eroi colonizzatori portatori di civiltà, ma Antinori fu sempre per i suoi ospiti un amico fraterno, un uomo ricordato tutt'oggi con stima ed onore. Antinori in Africa la civiltà era andato ad impararla. Un fortuito ma grave incidente di caccia lo privò della mano destra rendendolo inoperoso, morì dopo una breve malattia nella stessa Lèt-Marefià, nei pressi di Ankober, in Etiopia.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Angelo Barili, Sergio Gentili, Bruno Romano (a cura di), UN NATURALISTA PERUGINO NEL CORNO D'AFRICA/Atti della giornata di studi su Orazio Antinori (1811 - 1882) Perugia - 24 maggio 2020, Collana Guereza, CAMS, Centro di Ateneo per i Musei scientifici Università degli studi di Perugia, ALIENO Editrice, 2007, Perugia.

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