Mary Celeste

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Amazon
Dipinto del 1861 dell'Amazon (in seguito rinominata  Mary Celeste) ad opera di artista sconosciuto (forse Honoré Pellegrin)[1]
Dipinto del 1861 dell'Amazon (in seguito rinominata
Mary Celeste) ad opera di artista sconosciuto (forse Honoré Pellegrin)[1]
Descrizione generale
Civil Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Brigantino
Proprietà Joshua Dewis, William Henry Bigalow e altri sei investitori locali[2]
Identificazione 376712
Costruttori Joshua Dewis
Cantiere Cantiere di Parrsboro (Nuova Scozia)
Impostata 1860
Varata maggio 1861
Entrata in servizio 1861
Fuori servizio 1867
Destino finale Arenata al largo della Baia di Glace, Nuova Scozia 1867, recuperata e venduta a proprietari americani
Caratteristiche generali
Stazza lorda 198 tsl
Lunghezza 30,3 m
Larghezza 6,9 m
Profondità operativa 3,6 m

[senza fonte]

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Mary Celeste
Descrizione generale
US flag 37 stars.svg
Tipo Brigantino
Proprietà James H. Winchester (primo proprietario americano);
Gilman C. Parker (ultimo proprietario)
Porto di registrazione New York
Varata Maggio 1871
Entrata in servizio 1871
Ristrutturata 1868
Nomi precedenti Amazon (1868-1869)
Fuori servizio 1885
Destino finale Affondata intenzionalmente ad Haiti nel 1885
Caratteristiche generali
Stazza lorda 282 tsl
Lunghezza 33 m
Larghezza 26,6 m
Profondità operativa 4,9 m

[senza fonte]

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La Mary Celeste era un brigantino canadese.

Fu varato in Nuova Scozia, nel 1861, con il nome di Amazon. Il nome Mary Celeste venne adottato nel 1869.

Fu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872. Cosa sia successo all'equipaggio è ancora oggi argomento di congetture: vi sono varie teorie, dalla pirateria al maremoto, dall'ammutinamento ad una tromba d'aria. La Mary Celeste può essere considerata l'archetipo della nave fantasma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La Mary Celeste misurava 31 metri (103 piedi), l'intero brigantino stazzava 282 tonnellate.

Fu costruita nel 1861, con il nome di "Amazon", nell'isola di Spencer, Nuova Scozia, il primo grande progetto portato a termine dalla piccola comunità lì presente.

Fin da subito si è pensato che la nave fosse preda della sfortuna, poiché furono molte le disavventure. Il suo primo capitano, Robert McLellan, figlio di uno dei proprietari,[3] contrasse la polmonite nove giorni dopo aver assunto il comando e morì all'inizio del suo viaggio inaugurale. Fu il primo dei tre capitani che morirono a bordo della nave.[4]

Sotto il capitano John Nutting Parker, la nave andò a sbattere contro una barca da pesca. La nave venne portata al cantiere navale per le riparazioni e qui un incendio scoppiò nel mezzo della nave.

La sua prima traversata transatlantica si rivelò anch'essa disastrosa perché la nave si scontrò con un'altra nave nella Manica. Questo fatto portò alla destituzione del suo capitano.

Dopo questo esordio il brigantino ebbe sei anni di gloria con i suoi proprietari della Nuova Scozia. Nel 1867, la nave si arenò durante una tempesta al largo della Baia di Glace. Dopo che venne recuperata, la nave fu venduta per 1.750 dollari a Richard Haines di New York, il quale la fece riparare con un costo di 8.825.03 dollari.

Nel 1868 l'Amazon venne trasferito al Registro di sistema americano e ristrutturato. L'anno successivo il suo nome venne cambiato in Mary Celeste.[5] L'intenzione dei nuovi proprietari era quello di usare la nave per attraversare l'Atlantico per commerciare con i porti dell'Adriatico. La proprietà della nave venne divisa in 24 azioni distribuite tra quattro partner:[6]

La scomparsa dell'equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

Partenza[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 novembre 1872, sotto il comando del capitano Benjamin Briggs, la nave imbarcò un carico di alcool industriale per conto della Meissner Ackermann & Coin e salpò da Staten Island, New York diretta a Genova.

Oltre al capitano e ad un equipaggio di altri sette marinai, la nave aveva altri due passeggeri: la moglie del capitano, Sarah E. Briggs, e la sua figlioletta di appena due anni, Sophia Matilda.

Incisione della Mary Celeste, nelle condizioni del ritrovamento, senza l'equipaggio. Sono osservabili le condizioni della velatura

Ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 dicembre 1872 il brigantino fu avvistato da un'altra nave, la Dei Gratia. La Mary Celeste si trovava tra le coste portoghesi e le isole Azzorre, ed era alla deriva a vele spiegate verso lo stretto di Gibilterra. Non vi erano segni della presenza dell'equipaggio a bordo.

Un gruppo di marinai della Dei Gratia fu inviato a bordo. La Mary Celeste era deserta: l'equipaggio era come scomparso nel nulla lasciando persino il cibo nei loro piatti. La nave era in discrete condizioni, anche se era completamente grondante d'acqua. Solo una delle pompe era in funzione, e nella stiva vi era fino ad un metro d'acqua. Alcune delle sue vele erano strappate. La bussola era rotta, il sestante ed il cronometro marino mancavano e anche la sua unica scialuppa era mancante.

Il carico di 1701 barili di alcol era intatto, anche se, una volta a Genova, si scoprì che nove barili erano vuoti. A bordo vi erano ancora scorte di acqua e di cibo per sei mesi. La maggior parte delle carte di bordo mancavano. Le ultime annotazioni rimaste riferivano che la nave era giunta in vista di Santa Maria delle Azzorre il 25 novembre.

Il brigantino fu condotto in porto a Gibilterra dagli uomini della Dei Gratia e successivamente sequestrato dai funzionari inglesi.

L'inchiesta[modifica | modifica wikitesto]

Appena la nave giunse a Gibilterra, il procuratore generale Frederick Solly Flood aprì un'inchiesta sulla scomparsa dell'equipaggio. Dapprima l'uomo sospettò che l'equipaggio si fosse ubriacato ed avesse poi ucciso gli ufficiali, la signora Briggs e la piccola Sophia. Ma tale ipotesi venne smentita dal fatto che l'alcool presente a bordo non era del tipo da procurare una sbornia.

Il procuratore pensò allora che Briggs e Morehouse si fossero accordati per perpetrare una truffa ai danni delle assicurazioni. Anche tale ipotesi venne presto smentita dal fatto che Briggs era comproprietario del brigantino e che come risarcimento avrebbe incassato solamente una piccola cifra. In ogni caso Flood arrivò ad accusare Morehouse ed il suo equipaggio di avere ucciso gli occupanti della Mary Celeste per riscuotere la ricompensa.

Mancando ogni prova, l'inchiesta venne presto chiusa.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Una volta conclusa l'inchiesta la Mary Celeste venne riconsegnata al suo proprietario, James Winchester, il quale decise di venderla in fretta e furia anche a costo di rimetterci economicamente. Nei successivi undici anni la nave cambiò altri 17 proprietari ma i marinai si rifiutavano di imbarcarsi, perché credevano che la nave fosse maledetta.

Il suo ultimo proprietario, il capitano Gilman C. Parker, nel tentativo di compiere una frode, il 3 gennaio 1885 fece naufragare la nave facendola sbattere contro la scogliera Rochelais,[7] al largo della costa occidentale di Port-au-Prince, Haiti e a sud dell'isola de la Gonâve.[8] Il capitano tentò anche di incendiare la nave senza però riuscirvi.

Le compagnie assicurative fiutarono il tentativo di truffa e portarono Parker in tribunale. Benché venne appurata la colpevolezza del capitano e dei suoi soci, il giudice, memore delle tante disgrazie che avevano colpito la Mary Celeste, fece rilasciare gli accusati. Il capitano Parker morì tre mesi dopo, uno dei suoi soci finì in manicomio e l'altro si suicidò.[9]

La Mary Celeste rimase abbandonata sulla scogliera dove era andata a incagliarsi. Il 9 agosto 2001, una spedizione guidata dallo scrittore Clive Cussler e dal produttore cinematografico canadese John Davis ha trovato i resti del brigantino dove Parker l'aveva distrutto.

Sorte dell'equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nessuno degli uomini scomparsi dalla Mary Celeste fu mai ritrovato, né si seppe mai cosa accadde loro. Nel 1873 furono segnalate due scialuppe di salvataggio al largo della costa atlantica della Spagna, una avente una bandiera americana a bordo, l'altra contenente cinque corpi. Tuttavia questi corpi non sono mai stati identificati.

Teorie sulla scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

Sono state proposte innumerevoli teorie per spiegare la misteriosa sparizione dell'equipaggio, dalle più concrete riguardanti l'ammutinamento e la pirateria fino a quelle fantastiche concernenti alieni e mostri marini.

Teoria dei vapori dell'alcool[modifica | modifica wikitesto]

Si era infatti scoperto che nove dei 1701 barili di alcool nella stiva erano vuoti. Questi nove barili erano fatti di quercia rossa, non di quercia bianca come gli altri. La quercia rossa è più porosa e quindi più propensa a lasciar fuoriuscire i vapori interni. Lo storico Conrad Byers ha ipotizzato che il capitano Briggs, dopo aver fatto aprire la stiva per un controllo ed esser stato investito da un'ondata di fumi e vapori prodotti dall'alcool nelle botti, abbia creduto che la nave fosse sul punto di esplodere e abbia ordinato all'equipaggio di calare in tutta rapidità la scialuppa e di rifugiarvisi temporaneamente, in attesa che i pericolosi vapori lasciassero la stiva. La scialuppa però sarebbe stata legata malamente alla Mary Celeste e la successiva rottura della cima per un cambiamento improvviso del tempo potrebbe spiegare la scomparsa della scialuppa stessa. I naufraghi, sperduti nell'oceano, sarebbero in seguito morti di fame e sete.

Anche Brian Hicks e Stanley Spicer hanno recentemente sostenuto una teoria analoga.

È stata proposta una revisione di questa teoria nel 2005 da parte dello storico tedesco Eigel Wiese. Su suo suggerimento, gli scienziati dell'Università di Londra hanno ricreato un modello su scala della nave, per verificare la teoria dell'esplosione causata dal vapore. Usando dei cubi di carta al posto del butano e del combustibile al posto dei barili d'alcool, è stata sigillata la stiva e il vapore ha acceso un fuoco. La potenza dell'esplosione ha fatto saltare le protezioni della stiva agitando il modellino, che aveva pressappoco le dimensioni di una bara. L'etanolo brucia ad una temperatura relativamente bassa con un flash point di 13 °C. È sufficiente una scintilla minima, per esempio tra due oggetti di metallo che urtano l'uno con l'altro. Nessuno dei cubi di carta è stato danneggiato, neppure con segni di bruciatura.

Questa teoria potrebbe spiegare il fatto che il resto del carico sia stato trovato intatto. Il fuoco sarebbe stato violento, forse abbastanza per spaventare l'equipaggio e far calare in mare la scialuppa, ma le fiamme non sarebbero state sufficientemente calde da lasciare bruciature. Una cima trovata penzolante nell'acqua potrebbe rappresentare un indizio del fatto che la scialuppa sarebbe rimasta attaccata alla nave, nella speranza che l'emergenza passasse. La nave fu abbandonata con le vele spiegate, ed è noto che in quelle ore vi fu una tempesta. È possibile che la cima data volta alla scialuppa si fosse staccata per la forza di trazione della nave con le vele spiegate; una piccola imbarcazione in una tempesta non avrebbe avuto le stesse possibilità della Mary Celeste.

Storia di Abel Fosdyk[modifica | modifica wikitesto]

Più di 40 anni dopo il ritrovamento della Mary Celeste furono pubblicati sullo Strand Magazine carteggi e documenti appartenenti - si diceva - al deceduto Abel Fosdyk, che sarebbe stato un passeggero segreto sulla nave. Secondo Fosdyk, un giorno, dopo un'allegra disputa a bordo sulla possibilità di nuotare completamente vestiti, il capitano Briggs e altri membri dell'equipaggio si sarebbero tuffati in mare, mentre la moglie e la figlia di Briggs, Fosdyk e altri membri dell'equipaggio si sarebbero affacciati ad un piccolo ponte speciale appositamente costruito per vedere quanto accadeva. All'improvviso, degli squali avrebbero assalito i nuotatori; i restanti membri dell'equipaggio sarebbero corsi ad affacciarsi al parapetto, causando il crollo del ponte speciale in mare. Fosdyk, atterrato su un pezzo di ponte, fu l'unico a scampare alla morte; impossibilitato a raggiungere la nave, sarebbe andato alla deriva per molti giorni fino ad essere trasportato dalla corrente sulle coste dell'Africa. Timoroso di non essere creduto, non avrebbe rivelato a nessuno la sua storia durante la sua vita.

Gli eventi riportati nei documenti di Fosdyk (se davvero una persona con questo nome è esistita) sono considerati inattendibili, per le seguenti ragioni:

  • Non c'era alcun motivo per avere un passeggero segreto a bordo - se non quello di fornire una comoda spiegazione per la sua assenza nei registri della nave.
  • L'incidente descritto è del tutto improbabile, dato che l'equipaggio era costituito per lo più da uomini esperti, e che non fu trovata alcuna traccia della costruzione e/ o del crollo del ponte speciale.
  • Fosdyk riporta che la Mary Celeste era una nave da 600 tonnellate, mentre in effetti il tonnellaggio era molto minore.
  • Secondo i carteggi l'equipaggio era inglese, invece era formato da americani e tedeschi (più un danese, il secondo ufficiale) - un errore molto improbabile per chi avesse avuto a che fare quotidianamente con loro.
  • Infine, la versione di Fosdyk non spiega la mancanza della scialuppa, dei documenti di bordo e degli strumenti di navigazione.

Altre teorie[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni, la colpa fu sempre dell'alcool, ma per una ragione differente: l'equipaggio avrebbe cercato di impossessarsi del carico, assassinando il capitano Briggs, per poi rubare la scialuppa.

Un'altra teoria suggerisce un possibile ammutinamento dell'equipaggio che avrebbe ucciso un tirannico Briggs e la sua famiglia per poi fuggire sulla scialuppa. Tuttavia, non sembra che Briggs fosse il tipo di capitano da provocare un ammutinamento. Il primo ufficiale Albert Richardson ed il resto dell'equipaggio avevano anch'essi un'ottima reputazione.

L'abbordaggio da parte di pirati è reso improbabile dal fatto che il prezioso carico fu ritrovato intatto.

Altra possibile spiegazione avanzata sarebbe quella di una tromba d'acqua, una tempesta simile ad un tornado; in tal caso, la nave avrebbe potuto dare l'impressione di affondare - il che spiegherebbe perché era letteralmente grondante d'acqua quando fu scoperta dalla Dei Gratia - e il panico di massa tra l'equipaggio durante un simile evento potrebbe spiegare, ad esempio, la bussola rotta e la scialuppa mancante. Un'ulteriore teoria riguarda un maremoto che avrebbe spinto l'equipaggio ad abbandonare la nave; tuttavia, i marinai sono generalmente d'accordo nel considerare l'abbandono della nave come una misura del tutto estrema.

Tra le altre teorie avanzate, un'altra riguarda un caso di avvelenamento collettivo da ergot, che avrebbe potuto portare l'equipaggio a saltare in mare: tra i sintomi dell'avvelenamento, infatti, vi possono essere allucinazioni e psicosi. Il fungo avrebbe potuto infettare il pane di bordo. Tuttavia, i marinai della Dei Gratia che ricondussero la nave in porto dopo il ritrovamento non ne furono colpiti.

Una recente indagine dello Smithsonian propone la tesi secondo la quale Briggs si sarebbe ritenuto molto vicino alle Azzorre durante una tempesta e, con una pompa fuori uso, avrebbe abbandonato la nave per raggiungere la terraferma.

Secondo un'altra teoria, l'aiutante capo di Briggs sarebbe impazzito ed avrebbe ucciso tutti i componenti dell'equipaggio per poi suicidarsi o fuggire in Sud Africa su un altro vascello.

Nei primi del 1900 fu ipotizzato che l'equipaggio fosse stato ucciso o gettato in mare da una piovra gigante che aveva attaccato la nave. Tale teoria non forniva però alcuna spiegazione circa la scomparsa della scialuppa di salvataggio e di alcuni oggetti di bordo.

Nel 1929 Laurence Keating scrisse un libro intitolato The Great Mary Celeste Hoax nel quale raccontava di avere rintracciato un superstite del brigantino, tale John Pemberton, il cuoco della nave, il quale gli raccontò che durante una tempesta la moglie di Briggs rimase schiacciata dal pianoforte. Nella disputa nata tra il capitano e l'equipaggio, il capitano avrebbe avuto la peggio. Quindi gran parte dell'equipaggio sarebbe sceso a terra a Santa Maria mentre i tre rimasti a bordo, più Pemberton, avevano rubato il brigantino per poi spartirsi la ricompensa con Morehouse del Dei Gratia. Tale storia è però completamente falsa ed è dimostrabile anche dal fatto che il cuoco della Mary Celeste si chiamava Edward W. Head e non John Pemberton.

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Al cinema[modifica | modifica wikitesto]

Anno Film Note
1935 The Mystery of the Marie Celeste
2004 The Wreck of the Mary Celeste Cortometraggio
2007 The True Story of the Mary Celeste Film TV documentario

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1861 - Costruzione dell'Amazon
  • 1867 - L'Amazon rimane incagliata nella Baia di Glace durante una tempesta
  • 1869 - L'Amazon viene recuperata, riparata, venduta ad uno statunitense e cambia il nome in Mary Celeste
  • 1872 - Salpa da New York per Genova il 7 novembre
  • 1872 - Ultimo intervento sul diario di bordo, datato 24 novembre
  • 1872 - Ultima registrazione sulla lavagna di bordo, datata 25 novembre
  • 1872 - Trovata la nave in stato di abbandono il 4 dicembre
  • 1885 - La nave, capitanata da Parker, viene semi-distrutta il 3 gennaio
  • 2001 - Vengono ritrovati i resti del relitto al largo della costa di Haiti (questione controversa)

Scheda della nave[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, una lista dell'equipaggio e dei passeggeri.

Equipaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nome Status Nazionalità Età
Benjamin S. Briggs Capitano americano 37
Albert C. Richardson Aiutante americano 28
Andrew Gilling Secondo aiutante danese 25
Edward W Head Amministratore e cuoco americano 23
Volkert Lorenson Marinaio tedesco 29
Arian Martens Marinaio tedesco 35
Boy Lorenson Marinaio tedesco 23
Gottlieb Gondeschall Marinaio tedesco 23

Passeggeri[modifica | modifica wikitesto]

Nome Status Età
Sarah Elizabeth Briggs Moglie del capitano 30
Sophia Matilda Briggs Figlia del capitano 2

Nella nave era anche presente una gatta, anch'essa sparita.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art gallery of Nova Scotia, "Tall Ships of Atlantic Canada", Ship Portrait Information "Amazon"
  2. ^ Art Gallery of Nova Scotia, "Tall Ships of Atlantic Canada", Amazon Registry Information
  3. ^ Thomas H. Raddall, "Mary Celeste", Footsteps on Old Floors, New York: Double Day, 1968, p. 167
  4. ^ On the Rocks: Shipwrecks of Nova Scotia, Maritime Museum of the Atlantic, Halifax, Nova Scotia, 5 ottobre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  5. ^ "Amazon-1867" Maritime Museum of the Atlantic On the Rocks Shipwreck Database, Museum.gov.ns.ca, 5 ottobre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  6. ^ Charles Edey Fay, The Story of the Mary Celeste (1942), Appendix G
  7. ^ Rochelois Reef, 18.622171;-73.188858, Satellite-sightseer.com, 21 settembre 2004. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  8. ^ Clive Cussler, expedition leader, World | Americas | Famous ghost ship found, BBC News, 9 agosto 2001. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  9. ^ Paul Collins, Ghost Ship in Slate.com, 6 dicembre 2011. URL consultato il 6 dicembre 2011.
  10. ^ Footsteps on Old Floors by Thomas H. Raddall (publ. Doubleday, 1968.)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • New York Times; February 26, 1873; pg. 2; "A Brig's Officers Believed to Have Been Murdered at Sea."
  • Boston Post, February 24, 1873. "It is now believed that the fine brig Mary Celeste, of about 236 tons, commanded by Capt. Benjamin Briggs, of Marion, Mass., was seized by pirates in the latter part of November, and that, after murdering the Captain, his wife..."
  • Solmi A., Acque Tragiche, Milano, Rizzoli, 1975.
  • Roberti V. Il mito della Mary Celeste Mursia, Milano ISBN 9788842587545

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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