Mana
Mana è un termine d'origne melanesiana[1] diffuso in molte lingue austronesiane ( melanesiana e polinesiana) che generalmente significa forza sovrannaturale, potere spirituale, efficacia simbolica e può essere tradotto con forza vitale[1]. Esso si diffuse in occidente con il testo The Melanesians (1891) del missionario ed etnologo inglese R.H. Codrington.[2]
Lo storico delle religioni e scrittore Mircea Eliade chiarisce che il mana (o il suo equivalente nelle altre culture primitive, sia antiche sia coeve all'uomo contemporaneo) è da ricercarsi nella stessa presenza corporea delle cose. In quanto un essere animato (sia visibile o invisibile), oppure inanimato, esiste, per l'uomo arcaico esso è dotato di una sua forza vitale latente; l'evocazione della forza latente delle cose da parte del sacerdote è l'essenza stessa delle pratiche sciamaniche proprie delle religioni arcaiche. [3]
[modifica] Usi moderni del termine
In molti giochi di ruolo e videogiochi, soprattutto di ambientazione fantasy, il "mana" è l'energia che viene accumulata dall'ambiente esterno (aria, piante, animali) ed incanalata negli incantesimi da personaggi come maghi e stregoni quando lanciano incantesimi di vario genere, infatti la magia occidentale è chiamata "energia spirituale", mentre il ki, o anche chiamato chi, viene chiamato "energia fisica", dato che utilizza le energie risiedenti dentro di sé.
[modifica] Note
- ^ a b AA.VV. Mana in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato in data 2 maggio 2013.
- ^ AA.VV. Mana in Treccani.it - Enciclopedie on line. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011
- ^ Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, ed. Bollati Boringhieri, 2009, pag. 21-26.