Ludovica Albertoni

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Ludovica Albertoni (Roma, 1474Roma, 31 gennaio 1533) fu una terziaria francescana italiana: il suo culto come beata fu approvato da papa Clemente X nel 1671.

Il suo sepolcro, realizzato dal Bernini in San Francesco a Ripa, è considerato uno dei capolavori della scultura barocca

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di un'illustre famiglia romana (era figlia del patrizio Stefano e di Lucrezia Tebaldi), rimase presto orfana di padre e sposò il nobile Giacomo de Citara, da cui ebbe tre figlie.

Vedova dall'età di trentadue anni, entrò nel Terz'Ordine di san Francesco e consumò tutto il suo patrimonio per assistere i bisognosi, gli ammalati e per dotare le fanciulle povere, particolarmente durante il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi (1527).

La pietà popolare le attribuì numerose estasi ed episodi di levitazione. Morì nel 1533.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte, la sua figura fu subito oggetto di devozione spontanea. Papa Clemente X ne approvò ufficialmente il culto il 28 gennaio 1671. La commemorazione liturgica ricorre il 31 gennaio.

Il 17 gennaio 1674, in occasione della traslazione della sua salma nel sepolcro marmoreo della chiesa di San Francesco a Ripa, venne effettuata la prima ricognizione delle sue reliquie.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ludovica Albertoni in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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