Lo chiamavano Bulldozer

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Lo chiamavano Bulldozer
Lo chiamavano buldozer.png
Una scena del film
Titolo originale Lo chiamavano Bulldozer
Paese di produzione Italia, Germania
Anno 1978
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, azione, sportivo
Regia Michele Lupo
Soggetto Marcello Fondato, Francesco Scardamaglia
Sceneggiatura Marcello Fondato, Francesco Scardamaglia
Produttore Elio Scardamaglia
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Antonietta Zita
Musiche Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lo chiamavano Bulldozer è un film del 1978, diretto da Michele Lupo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nel 1973, un marinaio solitario ed ex acclamatissima superstar del football americano soprannominato Bulldozer, ritiratosi improvvisamente dal mondo dello sport, è costretto a fermarsi nel porto di Livorno per un danno al motore del suo barcone. Qui, i militari del sergente Kempfer nella vicina base USA di Camp Darby fanno i prepotenti con i ragazzotti del paese, i quali stanno organizzando una squadra di football. I militari e i ragazzi non perdono occasione per affrontarsi, i primi usando i loro metodi maneschi, gli altri (seppure capaci di difendersi con i pugni) con i loro scherzi e dispetti. Per via del suo soggiorno forzato, Bulldozer si inserisce presto nella disputa quando, nel locale del porto, sfida e batte proprio Kempfer in una ricca scommessa a braccio di ferro, scatenando un'inevitabile rissa dalla quale si dilegua totalmente indisturbato. La forza e lo smacco rifilato al sergente attirano le simpatie dei ragazzi verso l'ex campione, tanto che questi subito gli organizzano una sorta di "imboscata" da parte degli stessi americani in modo da far scoppiare una nuova rissa, certi di ridare a Kempfer e al suo intero squadrone una nuova sonora lezione (cosa che effettivamente avviene).

Il pezzo di ricambio per il motore della barca, un polverizzatore Thompson, è disponibile soltanto presso i magazzini del comando USA ed il sergente Kempfer, allenatore della sua squadra di football, impedisce a Bulldozer di averlo. La ripicca va ben oltre la sfida persa alla locanda: il sergente vuole vendicarsi di lui perché anni addietro gli ha fatto perdere tutti i risparmi che aveva scommesso su una partita, proprio quella che Bulldozer non giocò a causa del suo ritiro. I ragazzi, intanto, accettano una sfida con gli americani: una partita regolare di football, con tanto di premio (e ovviamente soldi) in palio; ai ragazzi non serve vincere l'intera partita, ma basterà fare un solo punto per aggiudicarsi la sfida. Scoperto il passato di campione di Bulldozer, gli chiedono di allenarli, ma questi nel frattempo è riuscito a trovare il pezzo di ricambio ed è ormai prossimo alla ripartenza, suscitando le lacrime dei ragazzi che vedono sfumare la vittoria e in più dovranno dire addio al loro amico.

Quando l'addio sembra prossimo, Bulldozer salva Spitz, uno dei ragazzi, da alcuni picchiatori, lo porta con sé per curargli le ferite e gli racconta il motivo del suo inspiegabile ritiro dal football. Ma capisce anche quanto sia importante la sfida per Spitz e per i ragazzi e si convince finalmente a restare (tra l'altro, il polverizzatore di ricambio ricevuto è totalmente disastrato) e ad allenare duramente la squadretta. Quando Kempfer viene a sapere della cosa, prova a dimostrare un minimo di "fair play", regalando ai ragazzotti caschi, divise e protezioni per tutti, e dichiarando al suo nemico di essere contento che sia lui ad allenarli. I ragazzi, sicurissimi che il gesto sportivo di Kempfer sia solo una finta, ripagano lui e la squadra avversaria con uno dei loro soliti scherzi.

La squadra è però scarna e priva sia di nozioni sia soprattutto di qualità fisiche; Bulldozer pensa così di aggiungere qualche rinforzo. Al team si aggregano Gerry, piccolo ladruncolo dotato di un atletismo formidabile, e il forzuto Orso, picchiatore di Spitz, in modo da garantire sia l'agilità sia la forza fisica che mancano agli altri. Spitz, però, non accetta per nessuna ragione l'ingresso di Orso, che l'aveva pestato a sangue poco tempo prima, tanto che abbandona la squadra per un po' e si rimette su una cattiva via, salvo poi ritornare ad allenarsi coi suoi amici. Arriva il giorno dell'attesissimo match; negli spogliatoi Bulldozer cerca di rassicurare i suoi giovani, visibilmente tesi e impauriti, e in qualche modo fa capire loro di essere ormai a tutti gli effetti un vero team (Spitz e Orso si sorridono, come veri compagni di squadra). Scesi in campo, gli americani giocano il primo tempo senza calcare troppo la mano, ma si ritrovano poi a fare un gioco estremamente duro, riducendo ben presto a pezzi il team di Bulldozer. Infastidito per l'eccessiva e immotivata violenza della squadra di Kempfer, dopo una discussione con lui negli spogliatoi dove il sergente mostra la sua solita spacconeria, Bulldozer indossa casco e uniforme e scende in campo come giocatore, mandando in visibilio gli spettatori e soprattutto i suoi ragazzi, che sembrano ritrovare di colpo tutta la loro energia. Sorpreso da questa mossa imprevista, Kempfer fa esattamente lo stesso, ma il campo è ormai completamente dominato dal ritorno del grande Bulldozer.

Il film è ispirato a Quella sporca ultima meta, pellicola americana del 1974 diretta da Robert Aldrich.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Cast[modifica | modifica sorgente]

  • Bud Spencer: Bulldozer, ex stella del football americano, si ritirò improvvisamente quando scoprì che le partite erano truccate. Da allora, ha giurato di chiudere per sempre con lo sport, riducendosi a vivere come marinaio sul suo vecchio barcone. Simpatizza subito con i ragazzi dopo aver stracciato Kempfer a braccio di ferro e dopo un battibecco nel campo militare con lo stesso sergente, quando Bulldozer calcia un pallone da football così forte da farlo finire oltre le recinzioni del campo, dritto in mano al gruppetto di ragazzi che sono fuori a guardare divertiti. Questi scappano via con il pallone degli americani, ringraziando Bulldozer.
  • Raimund Harmstorf: sergente Kempfer, è l'antagonista di Bulldozer, colpevole di avergli fatto perdere tutti i suoi soldi dopo aver scommesso proprio sulla partita in cui si è ritirato. Inizialmente, si vendica non concedendogli il ricambio necessario ad aggiustare il motore della barca, fino a ritrovarselo come avversario diretto nella sfida di football tra la sua squadra e quel gruppetto. Presuntuoso, imbroglione e spaccone, passa il tempo con i suoi militari ad attaccare brighe in paese, ma una volta in territorio militare è costretto a compiacere il suo noioso colonnello.
  • Giovanni Vettorazzo: Spitz, è il più promettente dei ragazzi, ma anche quello dal carattere difficile. Trascorre le sue giornate insieme agli altri tra scommesse, gioco d'azzardo e imbrogli vari che lo metteranno nei guai. Ha avuto già dei trascorsi da atleta e racconta a Bulldozer di come fossero pesanti i suoi allenamenti; si allontana brevemente dalla squadra dopo l'ingresso di Orso, il suo nemico, finché Bulldozer riuscirà a riportarlo indietro.
  • Enzo Santaniello: Il ragazzo dai capelli rossi, è insieme a Spitz il leader del gruppetto. È di gran lunga il ragazzo più furbo e vivace dei suoi, ed è quello a cui vengono in mente i dispetti più divertenti e pesanti durante i battibecchi con gli americani (riesce a dividere in due la Jeep del sergente Kempfer). Spesso, è anche colui che dà il via agli screzi con i militari (lo si vede lungo la recinzione della base che da appuntamento allo stesso Kempfer in modo da organizzare una mega rissa con l'ignaro Bulldozer). Tuttavia, prende molto sul serio la partita in programma, tanto da allenarsi regolarmente e imparare a memoria tutte le regole del gioco. Sebbene il suo nome non venga mai rivelato in tutto il film, viene riportato con il nome "Tojo" nel Dizionario Del Cinema Italiano[1].
  • Ottaviano Dell'Acqua: Gerry, ladruncolo di paese, si arrangia facendo piccole rapine, tra le cui vittime capita anche Bulldozer (cui rifila un orologio "taroccato"). Piccoletto di statura e fisicamente esile, è proprio per questo dotato di un'agilità e una velocità fuori dal comune. Quando in squadra servirà un giocatore con questi requisiti per rendere veloci le loro giocate, Bulldozer penserà subito a lui e lo rintraccerà tramite il ricettatore Osvaldo e lo strampalato barbiere che lo copre.
  • Marco Stefanelli: Tony, figlio del proprietario de "Il Galeone", la locanda sul porto ritrovo dei ragazzi, dove anche gli americani e in seguito Bulldozer si ritrovano, e dove inevitabilmente scoppiano le risse. Suo padre si infuria continuamente con lui perché cerca di scroccare soldi dalla cassa per poter scommettere.
  • Joe Bugner: Orso, al secolo Alberto Sarticoli, è un picchiatore che tormenta Spitz. Per la sua stazza e forza fisica, Bulldozer lo vuole per affidargli il ruolo di "sfondatore" in squadra e lo cerca per mano del solito barbiere di Osvaldo. Proprio il suo ingresso in squadra è il motivo dell'abbandono di Spitz, che non accetta la presenza del suo picchiatore. Per quanto grande e grosso, Orso è in realtà un bonaccione, probabilmente anche un po' tonto; dopo averle prese di santa ragione da Bulldozer, resta sempre accanto a lui, proprio perché "quando qualcuno gli dà un sacco di botte lui ci si affeziona". A detta del barbiere di Osvaldo, è nato settimino.
  • Nando Paone: Ghigo, è lo spilungone napoletano che prende ripetutamente più botte di chiunque altro nel gruppo di ragazzi. Buffo, magrissimo e assolutamente privo di atletismo, esce sempre devastato dagli allenamenti, anche dai più semplici, ma a modo suo farà comunque la sua "bella figura" nella partita di football quando farà sparire improvvisamente il pallone.
  • Piero Del Papa: il barbiere di Osvaldo, Osvaldo è un ricettatore che vive nascosto in una stanza-bunker piena di ricchi oggetti rubati. La stanza è nascosta dal negozio di un barbiere che fa di tutto per coprirlo. Quando Bulldozer si presenta nel salone per ben due volte, lo spavaldo barbiere non si mostra per nulla intimorito dalla mole del marinaio e lo minaccia, dicendo di essere un vero "duro" e che non dirà una parola su Osvaldo, ma in entrambe le visite bastano le solite "buone maniere" di Bulldozer per fargli rivelare a fiumi tutte le informazioni che vuole.

Musiche[modifica | modifica sorgente]

Colonna sonora scritta da Spencer stesso ed eseguita dagli Oliver Onions, già autori musicali in altri film da lui interpretati.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film fu girato nel 1978 e il soggetto venne ispirato dal fatto che in quegli anni nascevano le primissime squadre italiane di football americano, le quali, per potersi fornire dell'equipaggiamento allora introvabile sul mercato italiano, mantenevano i contatti con le squadre militari americane che giocavano nelle basi Nato dell'Italia, sia per l'equipaggiamento che per l'addestramento. Fanno delle comparsate nel film alcuni primissimi giocatori italiani di allora.
  • È ambientato principalmente a Marina di Pisa, Tirrenia, Livorno e Viareggio. In seguito a questo film (e al successivo Bomber, ambientato nelle medesime località),Bud Spencer è rimasto molto legato al litorale pisano, tanto da acquistare una casa in zona.
  • Bud Spencer è doppiato in tutto il film da Glauco Onorato, tranne nella scena in cui suona la chitarra al ristorante, dove canta con la sua vera voce.
  • L'attore Giovanni Vettorazzo ha dichiarato che durante le riprese del film la troupe ha rischiato l'arresto da parte della Polizia perché trasportavano le armi (finte) da Roma per essere poi portate sul set, nella quale i poliziotti le avevano scambiate per armi vere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ books.google.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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