Leone l'Africano

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Ritratto presunto di Leone l'Africano (Sebastiano del Piombo, intorno al 1520)

Joannes Leo de Médicis, principalmente conosciuto come Leone l'Africano, nato al-Hasan ibn Muhammad al-Wazzan al-Fasi (Granada, 1485Tunisi, 1554), fu un geografo ed esploratore berbero.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Granada, in Spagna (all'epoca capitale del sultanato di Granada), nel 1485 da una famiglia berbera di religione islamica. Lasciò la città nel 1492, dopo che questa venne riconquistata dalle truppe cristiane di Ferdinando II di Aragona, e si stabilì a Fez, in Marocco, dove studiò presso l'Università al-Qarawiyyin.

Entrò nella corte marocchina diventando, assieme allo zio, diplomatico per conto del sultano wattaside del Marocco Muhammad al-Burtuqali. La sua attività di diplomatico gli permise di viaggiare molto in Africa e in Asia. Assieme allo zio partì per una missione diplomatica arrivando fino alla città di Timbuktu (1510), allora parte dell'impero Songhai. Nel 1517, di ritorno da una missione diplomatica da Costantinopoli per conto del sultano del Marocco, si trovò nel porto di Rosetta durante la conquista ottomana dell'Egitto, continuò il suo viaggio attraversando Il Cairo e Assuan, attraversando il mar Rosso, arrivando in Arabia, dove probabilmente effettuò un pellegrinaggio alla Mecca. Poco dopo il suo arrivo a Tunisi nel 1518 fu catturato da dei corsari spagnoli vicino all'isola di di Creta. Fu portato a Roma e inizialmente imprigionato a Castel Sant'Angelo, dopo poco tempo, i suoi rapitori, impressionati dal suo sapere e dalla sua cultura, lo portarono al cospetto di papa Leone X. Fu battezzato nella Basilica di San Pietro nel 1520. Probabile Leone l'Africano venne accolto alla corte papale perché il papa temeva che i turchi ottomani potessero invadere la Sicilia e l'Italia meridionale, quindi un collaboratore come Leone avrebbe potuto fornire informazioni utili sul Nordafrica.
Leone l'Africano lasciò Roma e trascorse i successivi quattro anni viaggiando in Italia. Durante la sua permanenza a Bologna scrisse un vocabolario medico arabo-ebraico-latino, di cui solo la parte araba è sopravvissuta fino ad oggi, a Bologna scrisse anche un libro sulla grammatica araba, di cui solo otto pagine rimangono oggi. Rientrò a Roma nel 1526 sotto la protezione di papa Clemente VII.

Su incarico del papa scrisse il libro Cosmographia Dell’Africa di cui esistono due versioni:

  • in lingua italiana: Della descrittione dell'Africa et delle cose notabili che iui sono (Venezia 1550)
  • in lingua francese: Description de l'Afrique (Parigi 1556)

Il lavoro è stato pubblicato in italiano con il titolo Della descrittione dell’Africa et delle cose notabili che iui sono, per Giovan Lioni Africano. Il libro fu estremamente popolare ed venne ristampato cinque volte. È stato anche tradotto in altre lingue. Edizioni francesi e latine vennero pubblicate nel 1556, mentre una versione inglese venne pubblicata nel 1600 A Geographical Historie of Africa.

L'opera di Leone l'Africano descriveva in modo estremamente dettagliato l'Africa, soprattutto il Maghreb.

Non si sa molto dei suoi ultimi anni di vita, si sa che prima del 1550 andò a Tunisi, dove morì nel 1554.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

La vita di Leone l'Africano ha ispirato lo scrittore libanese Amin Maalouf che la descrive in un romanzo in forma autobiografica in cui mescola finzione e realtà, colmando i vuoti storici della vita dell'esploratore arabo e ponendolo al centro dei principali eventi del suo tempo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Reader, John (1997) Africa. Biografia di un continente. Milano: Arnoldo Mondadori editore, 2001, p. 274.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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