Isole Kerguelen

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Arcipelago delle Kerguelen
Archipel des Kerguélen
Kerguelen RallierDuBatty.JPG
Geografia fisica
Localizzazione Oceano Indiano
Coordinate 49°20′S 69°20′E / 49.333333°S 69.333333°E-49.333333; 69.333333Coordinate: 49°20′S 69°20′E / 49.333333°S 69.333333°E-49.333333; 69.333333
Superficie 7.215 km²
Altitudine massima 1.840 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Francia Francia
Territorio d'oltremare Flag of the French Southern and Antarctic Lands.svg Terre australi e antartiche francesi
Centro principale Port-aux-Français
Demografia
Abitanti 80-120 (quantità variabile)
Cartografia
Kerguelen Map-fr.png
Mappa di localizzazione: Oceano Indiano
Arcipelago delle Kerguelen

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Le Isole Kerguelen (in francese: Archipel des Kerguélen o, più semplicemente, Archipel Kerguélen) sono un arcipelago dell'Oceano Indiano meridionale. Appartengono alla Francia e costituiscono uno dei cinque distretti delle Terre australi e antartiche francesi (Terres Australes et Antarctiques Françaises - TAAF) con le Isole Crozet, le isole Saint Paul e Amsterdam, le isole sparse nell'Oceano Indiano, e la Terra Adelia, rivendicata dalla Francia nel continente antartico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Foto satellitare. La massa bianca circolare è il ghiacciaio Cook (cupola di Cook).

L'isola principale, chiamata Isola della Desolazione (Île de la Désolation), ha una superficie di 6.675 km² (terza isola francese per dimensione dopo Nuova Caledonia e Corsica) ed è circondata da circa trecento affioramenti minori (scogli e isolotti) per altri 540 km². L'arcipelago ha quindi una superficie complessiva di 7.215 km². Il punto più elevato dell'Isola della Desolazione è la cima del Monte Ross, a 1.840 metri sul livello del mare. La parte meridionale dell'isola è coperta da una calotta permanente di ghiaccio detta cupola di Cook.

Dai dati dell'Istituto Polare Francese, la temperatura media invernale è di 2 °C mentre quella estiva di 7 °C; il clima quindi è di tipo freddo con frequenti irruzioni polari tra giugno e settembre ma con venti molto impetuosi e spesso freddi (150–200 km/h) anche durante i mesi estivi di novembre-marzo. I mari sono mediamente molto mossi.

Il clima è condizionato dalle irruzioni di venti antartici con foschie, piogge frequenti e possibilità di nevicate in tutte le stagioni. Il vento spira pressoché costantemente da Ovest verso Est. I giorni con calma di vento sono molto rari.

Il fatto che l'isola sia molto ventosa impedisce la crescita di alberi; il paesaggio si caratterizza per la presenza di modeste praterie nelle zone piane costiere, pareti rocciose e qualche laghetto o corso d'acqua a carattere torrentizio. Le coste sono scoscese e frastagliate, con la presenza di numerosi profondi fiordi.

L'arcipelago è collegato al Pianoro delle Kerguelen, un vasto altipiano sottomarino.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

La colonizzazione umana ha danneggiato in modo gravissimo la biodiversità delle Kerguelen, specialmente con la caccia alle foche e la pesca di cetacei australi (balene).

Pinguini reali presso la costa orientale.

La fauna endemica attuale è rappresentata essenzialmente da uccelli migratori, elefanti marini e varie specie di pinguini.

Sono presenti tuttavia molti animali europei che, introdotti nel XIX secolo, hanno alterato profondamente l'ambiente; spiccano in particolare conigli, ratti e gatti. Questi ultimi, introdotti per cacciare i ratti, hanno finito per inselvatichirsi, arrecando gravi danni ai nidiacei degli uccelli marini. Sono state inoltre immesse renne, che si alimentano a carico delle estensioni di licheni, e trote nei ruscelli.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Pringlea antiscorbutica, (Cavolo delle Kerguelen). in un prato di Acaena

Le regioni costiere più o meno pianeggianti fino ad una quota di circa 50 m (cinquanta), se non totalmente rocciose possono essere coperte da un basso manto erboso, classificabile come tundra; più in alto dove il suolo è prevalentemente roccioso la vegetazione è invece molto rara, limitata a ciuffi d'erba, muschi e licheni.

Sull'isola non esistono alberi o arbusti. Nonostante questo sono stati trovati in sedimenti geologici resti fossili di tronchi d'albero della famiglia delle Araucariaceae, questo fa pensare che il clima in epoche geologiche passate possa essere stato più caldo che l'attuale.

In origine la vegetazione predominante a bassa altitudine era quasi esclusivamente composta dal “prato ad azorella” (Azorella selago, Apiaceae) in strato piuttosto spesso e continuo, all'interno del quale erano sparsi esemplari del famoso “Cavolo delle Kerguelen”, Pringlea antiscorbutica . Il prato ad Azorella era una vegetazione a tappeto, cioè continua e ricoprente, in strati, cresciuti anno dopo anno di notevole spessore. La Lyallia kerguelensis (Hectorellaceae), la sola specie botanica strettamente endemica dell'Arcipelago, ha un portamento ricoprente del tutto analogo.

I tappeti continui di Azorella e Lyallia potevano superare il metro di spessore. Camminare in tale ambiente fu incredibilmente difficile, e tale condizione rendeva estremamente ostile l'ambiente alla esplorazione umana. Per altri aspetti il morbido e spesso strato di vegetale costituiva un rifugio ideale per uccelli marini, e con l'avvento della prima breve colonizzazione umana, anche materia prima per costituire ripari ed isolamento termico delle baracche.

Con la colonizzazione umana però furono introdotti i conigli. L'introduzione dei conigli, erbivori, fu devastante; i conigli distrussero in ampia parte la vegetazione erbacea. La vegetazione fu sostituita da un prato mono-specie costituita da Acaena ascendens (Rosaceae). I tappeti ad Azorella ed a Lyallia sono ancora presenti sulle isole dell'arcipelago dove è evitata la presenza dei conigli. Anche la presenza della Pringlea antiscorbutica, di certo il più noto vegetale delle Kerguelen, fu messa in discussione allo stesso modo, ed attualmente la riproduzione della Pringlea è anche messa in discussione dalla presenza dei topi, anche loro introdotti dalla colonizzazione, che predano i semi.

Dato il clima molto piovoso ed umido sono presenti nelle depressioni delle zone planiziali, ma soprattutto lungo i ruscelli, larghe fasce di muschi di elevato spessore, che non sempre sono basati sul suolo, ma più spesso su sabbie mobili, fango, o fondi acquitrinosi, che spesso costituiscono delle autentiche trappole per chi si sposta a piedi.

Popolazione e attività[modifica | modifica sorgente]

Una vista parziale di Port-aux-Français nel 1983

L'isola ospita alcune decine di scienziati (soprattutto sismologi e meteorologi) che lavorano per spedizioni scientifiche attive sin dal 1949. La loro permanenza è normalmente stagionale, ma alcuni vi vivono stabilmente con le famiglie. La popolazione varia quindi dalle 80 unità in inverno alle 150 unità in estate.
La base scientifica principale è situata all'estremità orientale del Golfo di Morbihan ed è conosciuta come Port-Aux-Français. Vi si trovano, oltre ai laboratori, un bar, una palestra, l'ospedale, la biblioteca e la cappella di Notre-dame des Vents, che è la chiesa più meridionale di tutti i territori francesi.

Visto che l'isola può usufruire di una zona economica esclusiva che si estende per 200 miglia dalla costa, vi è praticata l'attività peschereccia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le isole furono scoperte dal francese Yves Joseph de Kerguelen-Trémarec il 12 febbraio 1772. A riprova delle dure condizioni ambientali lo stesso scopritore, pur ripetendo diversi tentativi di approdo, non riuscì a sbarcare, e si limitò ad inviare con successo pochi vigorosi marinai con una scialuppa a remi a terra, per prendere simbolicamente possesso del territorio, mentre lui stesso ed il resto dell'equipaggio rimasero a lungo a bordo al largo, in condizioni di tempesta permanente.

La tomba del soldato tedesco Bernhard Herrmann

Quattro anni più tardi le isole furono raggiunte da James Cook, il quale disse: "queste isole della desolazione i francesi se le possono tenere"; le esplorazioni delle isole furono abbastanza frequenti sino al XX secolo.

Solo nel 1893 le isole furono ufficialmente riconosciute come possedimento francese. Nello stesso anno il governo concesse ai fratelli Henry e René-Émile Bossière lo sfruttamento dell'isola per cinquant'anni. L'economia allora si basava sulla caccia delle foche, ma decadde molto prima dello spirare della concessione con la rapida estinzione di queste ultime.

Durante la Seconda guerra mondiale, nel dicembre del 1940 l'incrociatore ausiliario tedesco Atlantis si rifugiò nelle remote e semideserte Kerguelen per una sosta di manutenzione e per fare provvista d'acqua. La prima vittima di guerra della nave capitò proprio lì, quando il marinaio Bernhard Herrmann precipitò dal fumaiolo mentre lo stava dipingendo. Venne quindi sepolto in quella che venne definita "la più meridionale sepoltura militare tedesca" della seconda guerra mondiale.

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