Indietro tutta!

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Indietro tutta
Logo del programma Indietro tutta
Anno 1987 - 1988
Genere Varietà
Durata 60 min
Produttore Ugo Porcelli
Presentatore Renzo Arbore e Nino Frassica
Regia Rita Vicario
Rete Rai 2

Indietro tutta! è stata una popolare trasmissione televisiva di Renzo Arbore e Ugo Porcelli con Alfredo Cerruti e Arnaldo Santoro, condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica, in onda in seconda serata su Rai 2 dal 14 dicembre 1987[1] all'11 marzo 1988[1], intorno alle 22.30, prima del TG2 Stasera. Vennero prodotte 65 puntate[1].

Caratteristiche del programma[modifica | modifica sorgente]

Il programma, sotto l'apparenza di un gioco a premi dove si sfidano concorrenti del Nord e del Sud Italia, è in realtà un varietà, sebbene sui generis, con forti intenti satirici verso la televisione stessa, i suoi stereotipi e i suoi contenuti. Arbore infatti, col suo programma, fra gag e personaggi curiosi, canzoni e finti giochi a premi, non fa che stigmatizzare un certo tipo di televisione, che proprio negli anni ottanta aveva iniziato ad orientarsi verso un genere di intrattenimento sempre più commerciale e di basso livello culturale, fra salotti televisivi sempre più frivoli, ragazze sempre più svestite, e giochi a premi sempre più banali che distribuivano milioni a pioggia.

Tra gli elementi satirici, oltre alle scenografie e ai costumi volutamente ed esageratamente sfarzosi e grotteschi, spiccano ad esempio le Ragazze Coccodè, che ballano vestite con costumi da galline, antesignane (come le littorine di Odiens) delle più attuali veline, letterine, letteronze, ecc., o lo sponsor immaginario della trasmissione, il Cacao Meravigliao. Memorabili alcune gag che hanno alimentato autentici tormentoni: "Volante uno Volante due" (le voci di due poliziotti, l'agente Frontone della Volante 1 e l'agente Frangipane della Volante 2 - alias Alfredo Cerruti ed Arnaldo Santoro, coautori del programma - che per un contatto "entravano" in onda durante la lettura del regolamento); "chiamo io ... chiama lei" (la voce del prof. Pisapia - ancora Alfredo Cerruti - rinchiuso sotto la tolda della nave a guardare la TV, che chiosava con Arbore); "manaccia!" (l'espressione di dispiacere con cui Frassica sottolineava la risposta sbagliata da parte di un concorrente). Si ricordano anche gli sketch di Michele Foresta, più noto successivamente come Mago Forest, un esordiente Francesco Paolantoni nei panni di Cupido, il "gonghista" Fulvio Falzarano e tra le vallette del programma figuravano anche una giovanissima Maria Grazia Cucinotta e Feliciana Iaccio, entrambe nel ruolo di guardiane della cella di Pisapia, oltre alla "Miss Sud" Nina Soldano e alla "Miss Nord" Adriana Alves de Oliveira.

Nel programma viene abolita la classica soglia esistente in tv tra scena e retroscena. Si pensi a tal proposito a elementi quali la "regia in diretta" di Renzo Arbore, che dirige con due consolle video la trasmissione mentre è in diretta. Inoltre, Arbore si rivolge al conduttore Frassica, come se fosse a una sorta di prova generale prima dello spettacolo. Lo stesso Frassica ha affermato in un'intervista che la maggior parte del programma era basata sull'improvvisazione.[2] Frassica chiede più volte a Arbore se si possa mandare in onda la sigla, se è il momento di parlare dello sponsor o meno; si fa guidare passo passo.

Trattandosi di un programma parodia di tante trasmissioni della tv commerciale, numerosi sono gli elementi di autoreferenzialità televisiva: oltre allo sponsor immaginario (si pensi che la trasmississione Indietro tutta! non era interrotta da nessuno spazio pubblicitario e men che meno da telepromozioni), altri elementi come la finta ruota della fortuna, i balletti e i corpi di ballo composti da ballerine vestite come galline, sono chiaramente riferiti a programmi più o meno noti di altre emittenti.

Talvolta nel programma Renzo Arbore appare in uniforme da ufficiale di marina: anche in altre trasmissioni cult degli anni ottanta, in primis in Colpo grosso, ritroviamo lo stesso concetto di anchorman/capitano al comando di una nave.

Il programma diviene in breve tempo un cult, così come il suo illustre predecessore Quelli della Notte. Alcune battute dei protagonisti divengono dei veri e propri tormentoni, così come le varie canzoni eseguite in diretta: Sì, la vita è tutt'un quiz (sigla di apertura), Vengo dopo il tiggì (sigla di chiusura), Pirulì e Cacao Meravigliao. Quest'ultima finta sponsorizzazione prevedeva un balletto delle ragazze Cacao meravigliao (di cui solo una era veramente brasiliana) sulle note di un jingle facilmente orecchiabile, con musicalità chiaramente esotica.

Gli elementi di autoreferenzialità al mondo della televisione commerciale e/o della neotelevisione sono chiaramente presenti anche nelle due sigle di testa e di coda. In entrambe si accenna alla ritualità della visione della tv nelle famiglie italiane e al fatto che il piccolo schermo non solo detta l'organizzazione del tempo nella società, ma influenza anche i rapporti interpersonali e costruisce l'immaginario collettivo.

La trasmissione originariamente doveva andare in onda alle 23.10, come Quelli della notte, ma fu lo stesso Renzo Arbore a chiedere che venisse anticipata alle 22.30, così da andare in onda prima del telegiornale: non a caso la sigla di chiusura della trasmissione, scritta dallo stesso Arbore con Claudio Mattone e intitolata Vengo dopo il tiggì, parlava di una famiglia in cui la moglie si coricava al termine di Indietro tutta! mentre il marito aspettava di vedere il telegiornale prima di raggiungere la consorte.

Il Cacao Meravigliao[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cacao Meravigliao.
« cacao meravigliao
cacao, cacao, cacao
lo sponsorao
della nostra trasmissao »
(Il jingle che presentava il finto sponsor della trasmissione)

Nonostante fosse stato più volte ripetuto che il prodotto era di fantasia, per lungo tempo nei supermercati e nelle drogherie la gente chiese di acquistare il Cacao Meravigliao che, in base alle descrizioni che ne venivano date all'interno del programma, era disponibile nelle versioni "Delicassao", "Spregiudicao" e "Depressao", chiaramente ispirati a stati d'animo. In una puntata, Nino Frassica in una gag rese anche noto il fantomatico luogo di produzione: Modena.

Si trattò, fra l'altro, di una dimostrazione alquanto emblematica del potere, a volte involontario, della televisione sul pubblico: si trattava infatti di un prodotto chiaramente fasullo, reclamizzato per finta, in una trasmissione dichiaratamente satirica, ma ciò nonostante la ripetizione a "tormentone" del finto spot pubblicitario aveva finito per produrre ugualmente il suo effetto sul pubblico, come una vera pubblicità.

Vi fu anche una lunga querelle giudiziaria, a causa della registrazione del marchio "Cacao meravigliao" tra la Rai ed un imprenditore.[3]

Durante il momento dello sponsor all'interno del programma, si svolgeva un balletto da parte di un gruppo di ragazze di colore (che prendeva lo stesso nome del prodotto), composto da Marcia Sedoc, Amina Fofana, Linda Udine, Thel Montenegro, Elfbert. La canzone tema era invece cantata dalla appena tredicenne Paola Cortellesi[4]. Tra le ragazze coccodè anche Luana Ravegnini e Franco Caracciolo.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c dati ricavati dalla scheda del programma sul sito Teche Rai [1].
  2. ^ Intervista a Nino Frassica, dl sito BE! Magazine, del 24 settembre 2008.
  3. ^ è guerra sul Cacao Meravigliao, Corriere della sera 10/11/1992
  4. ^ Paola Cortellesi intervista a Starcult, carriera, biografia, cinema e Tv Rai Due - YouTube
  5. ^ Coccodè ribelle si spoglia davanti alla Rai, da La Repubblica del 24 febbraio 1988.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Televisione