I pirati di Silicon Valley

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I pirati di Silicon Valley
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Bill Gates a colloquio con il management IBM
Titolo originale: Pirates of Silicon Valley
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Paese: Stati Uniti
Anno: 1999
Durata: 95 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto:
Genere: Biografico
Regia: Martyn Burke
Soggetto:
Sceneggiatura: Paul Freiberger, Michael Swaine, Martyn Burke
Produttore: Leanne Moore
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
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Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano. »
(Steve Jobs citando una frase di Picasso)
« I bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano. »
(Bill Gates che attribuisce la citazione a Van Gogh)

I pirati di Silicon Valley è un film del 1999 di Martyn Burke (produttore e sceneggiatore, anche di La seconda guerra civile americana e Joe Dante) con Anthony Michael Hall (Bill Gates), Noah Wyle (Steve Jobs).
Il film dura un'ora e mezza circa ed è tratto dal libro Fire in the Valley di Paul Freiberger e Michael Swaine.

Esso racconta, in forma di cronaca romanzata, di come i giovanissimi Jobs e Gates, nella metà degli anni settanta, arriveranno a realizzare il sogno del pc in una corsa che culminerà nel 1984 con l'introduzione del popolare Apple Macintosh e del seguente trionfo dei sistemi operativi della Microsoft sulla Apple.
Le inevitabili libertà drammatiche non sovvertono la verità.
I pirati di Silicon Valley mostra infatti una serie di errori da miliardi di dollari compiuti da vari uomini d'affari che vendono agli esordienti finanzieri ottime idee o rifiutano le idee dei ragazzi.

Il film viene narrato con una struttura flashback alternativamente da Steve Wozniak (Joey Slotnick), co-fondatore della Apple con Jobs e Steve Ballmer (John Di Maggio), ora presidente della Microsoft: ha un andamento rapido, concitato, sempre velato di ironia.

Indice

[modifica] Trama

L'inizio del film si apre sul set cinematografico dello spot televisivo della Apple, la cui regia fu affidata nientemeno che a Ridley Scott, ed è una sorta di ribellione contro il "Grande Fratello" (che sarebbe stata IBM).

Poi Steve Wozniak inizia a raccontare di quando costruiva blue box (ovvero aggeggi per telefonare gratis) che vendeva con Jobs, allora entrambi capelloni.

Racconta di quella volta che telefonò alla Città del Vaticano chiedendo di parlare con il pontefice che allora stava dormendo.[1]

Apple I con case di legno

Nonostante il parere contrario dell'amico, Woz, dopo essere stato perquisito dalla polizia, decise di smettere di costruirne e passare a ciò che di lì a poco avrebbe rivoluzionato il mondo: il Personal Computer.

Poi comincia la narrazione della storia della storia della Microsoft.

Il MITS Altair 8800 aperto

Bill Gates si trovava all' università di Harvard e discuteva con i suoi amci (Steve Ballmer e Paul Allen) di pornografia giocando a poker. Ed è proprio con Allen che comincia a scrivere il Basic per l'appena uscito computer Altair. Poi Paul parte per Albuquerque dimenticando una parte del programma. L'affare va comunque in porto e alla piccola azienda viene regalato il computer.

Listato Altair BASIC

Intanto Woziniac prosegue col suo progetto del PC, mentre Jobs si destreggia tra i suoi problemi personali.

All'Homebrew Club, dove ogni appassionato mostrava le sue creazioni a basso budget, Jobs mostra la fantascientifica innovazione e riesce a venderne ben 50 dichiarando guerra al colosso IBM.

Il giorno dopo, prima di cominciare la costruzione dei computer, Wozniak è costretto a proporre l'acquisto alla Hewlett-Packard con la quale aveva un contratto. Ma il loro dirigente rifiuta con la celebre frase

« Ma che diavolo può farsene la gente comune dei computer? »

E qui comincia ufficialmente la storia della Apple Computer, Inc, e l'entrata di Steve Jobs tra gli affaristi, simboleggiata dal cambio di look. Un Jobs rasato accoglie allora nel suo Garage dove si stavano costruendo i mini-computer, Mike Markkula che era interessato a investire 250.000 $

I fondatori intanto della Micro-Soft vanno alla MITS ad Albuquerque.
L'accordo con la produttrice dell'Altair 8800 era di 15$ a licenza per il Basic, ma Bill Gates riesce a convincere Ed Roberts a pagare il doppio.

La società si stabilisce in un motel e assume un paio di impiegati.

Da li al 1977 i due riescono ad acquistare un piccolo palazzo ed estendere i loro affari.

I due Steve sono alla fiera del computer con poche macchine, ma intenzionati a venderne molte.

La trasformazione di Jobs procede: si taglia i baffi ed cambia stile nel vestire.

La gente si accalca sullo stand della Apple, quando arriva Bill Gates questo viene totalmente ignorato da Jobs e rinuncia a proporre l'acquisto del Basic

La Apple ora è un'azienda in piena regola, con decine di impiegati e un enorme palazzo.

Steve Jobs intanto viene a sapere che sta per avere un figlio da Arlene, ma rifiuta di crederci scaricando la sua rabbia sui dipendenti.

Steve Ballmer intanto si unisce alla Micro-Soft mentre Bill Gates prepara un colloquio con la IBM con cui riesce a ottenere un contratto riguardante il non ancora sviluppato Disc Operating System.

Questo contratto prevedeva di cedere in licenza con ogni PC IBM il sistema operativo.

Ottenuto l'accordo con il colosso dell'informatica, Paul Allen comprò dala Seattle Computer Products il clone a 16 bit del CP/M chiamato QDOS.

E da qui cominciò il successo della Microsoft.

Il monitor e la tastiera dell'Xerox Alto

Nella Apple tutto va a gonfie vele.

John Sculley entra nella società come amministratore delegato. Mentre Jobs è alle prese con suo figlio, Wozniak ha dubbi sul comportamento del socio. Egli va a far visita ad Arlene e scopre di avere una bambina e insieme concordano sul nome Lisa.

Allora Steve chiede alla Apple di creare il computer Lisa, "rubando" l'idea del sistema operativo grafico alla Xerox.

Arriva intanto sul mercato il computer col Mouse, anche Bill Gates decide di "rubarlo" e si reca con i suoi tre soci alla Apple. Jobs, fiero, gli presenta alcuni programmatori e il Macintosh. Gates allora cerca di stringere accordi per vendere software e facendo leva sul desiderio di Steve di annientare l'IBM, riesce a ottenere 3 prototipi di mac.

Steve Wozniak, appena uscito dall'ospedale per un incidente, non può fare a meno di notare la trasformazione subita dall'azienda per via di Jobs che ha messo la squadra macintosh contro quella dell'Apple II e torna al college lasciando l'azienda.

Alla Microsoft il progetto Windows procede in segreto, ma a rilento. Jobs viene a saperlo, e, su tutte le furie, chiede lumi a Bill. Gates pacatamente convince Steve che non è vero.

Alla presentazione del Macintosh viene trasmesso lo spot di cui si è parlato all'inizio del film.

Poi a Steve Jobs vengono consegnati computer NEC venuti dal giappone con software Microsoft. Il presidente della Apple allora accusa Bill Gates di aver rubato le idee che a sua volta fa riferimento alla Xerox

Tra le ultime immagini c'è un brindisi a Steve Jobs promosso alla sua festa di compleanno da John Sculley.

Poi viene raccontato ciò che è successo dopo:

[modifica] Note

  1. ^ Wozniak, S. G.; Smith, G. (2006), iWoz: From Computer Geek to Cult Icon: How I Invented the Personal Computer, Co-Founded Apple, and Had Fun Doing It. W. W. Norton & Company. ISBN 0-393-06143-4.

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