I pirati di Silicon Valley

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I pirati di Silicon Valley
Pirati SV.jpg
Bill Gates (Anthony Michael Hall) a colloquio con il management IBM
Titolo originale Pirates of Silicon Valley
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1999
Formato film TV
Genere biografico
Durata 95 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 1,33:1
Colore colore
Audio stereo
Crediti
Regia Martyn Burke
Sceneggiatura Paul Freiberger, Michael Swaine, Martyn Burke
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Ousama Rawi
Montaggio Richard Halsey
Musiche Frank Fitzpatrick
Scenografia Jeff Ginn
Costumi May Routh
Effetti speciali Sam Nicholson
Produttore Leanne Moore
Produttore esecutivo Joseph Dougherty, Steven Haft, Nick Lombardo
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Data 20 giugno 1999
Rete televisiva TNT

I pirati di Silicon Valley (Pirates of Silicon Valley) è un film per la televisione del 1999 diretto da Martyn Burke ed interpretato da Noah Wyle e Anthony Michael Hall.

Tratto dal libro Com'era verde Silicon Valley di Paul Freiberger e Michael Swaine, il film TV racconta, in forma di cronaca romanzata, di come i giovanissimi Steve Jobs e Bill Gates, nella metà degli anni settanta, arrivarono a realizzare il sogno del personal computer, in una corsa che culmina nel 1984 con l'introduzione sul mercato dell'Apple Macintosh e del seguente trionfo dei sistema operativo della Microsoft di Gates su quello della Apple di Jobs.[1]

Il film viene narrato con una struttura flashback alternativamente da Steve Wozniak, cofondatore della Apple con Jobs, e Steve Ballmer, dirigente della Microsoft (interpretati rispettivamente da Joey Slotnick e John DiMaggio). Ha un andamento rapido, concitato, sempre velato di ironia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Non voglio che pensiate sia... solo un film, un processo di conversione di elettroni e impulsi magnetici in forme, figure e suoni; no! È ben altro! Siamo qui per cambiare l'universo, altrimenti perché saremmo qui? Stiamo creando una coscienza completamente nuova, come fanno gli artisti o i poeti. Così dovete vedere la cosa: noi stiamo riscrivendo la storia del pensiero umano. »
(monologo di Steve Jobs per illustrare lo spot pubblicitario dell'Apple Macintosh)

L'inizio del film si apre sul set cinematografico dello spot televisivo della Apple, la cui regia fu affidata a Ridley Scott, ed è una sorta di ribellione contro il "Grande Fratello" (personificato nella IBM). Poi Steve Wozniak inizia a raccontare di quando costruiva blue box (ovvero aggeggi per telefonare gratis) che vendeva con Jobs, allora entrambi capelloni. Racconta di quella volta che telefonò alla Città del Vaticano chiedendo di parlare con il pontefice che allora stava dormendo.[2]

Nonostante il parere contrario dell'amico, Woz, dopo essere stato perquisito dalla polizia, decise di smettere di costruirne e passare a ciò che di lì a poco avrebbe rivoluzionato il mondo: il Personal Computer. Poi comincia la narrazione della storia della Microsoft.

Bill Gates si trovava all'Università di Harvard e discuteva con i suoi amici (Steve Ballmer e Paul Allen) di pornografia giocando a poker. Ed è proprio con Allen che comincia a scrivere il Basic per l'appena uscito computer Altair. Poi Paul parte per Albuquerque per consegnare il programma, mentre Bill si ricorda improvvisamente che hanno dimenticato di scrivervi il loader. L'affare va comunque in porto e alla piccola azienda viene regalato il computer.

Il vero Steve Wozniak (a destra) assieme all'attore Joey Slotnick (a sinistra), colui che lo interpreta ne I pirati di Silicon Valley.

Intanto Wozniak prosegue col suo progetto del PC, mentre Jobs si destreggia tra i suoi problemi personali. All'Homebrew Club, dove ogni appassionato mostrava le sue creazioni a basso budget, Jobs mostra la fantascientifica innovazione e riesce a venderne ben 50 dichiarando guerra al colosso IBM. Il giorno dopo, prima di cominciare la costruzione dei computer, Wozniak è costretto a proporre l'acquisto alla Hewlett-Packard con la quale aveva un contratto. Ma il loro dirigente rifiuta con la celebre frase «Ma che diavolo può farsene la gente comune dei computer?». E qui comincia ufficialmente la storia della Apple Computer, Inc, e l'entrata di Steve Jobs tra gli affaristi, simboleggiata dal cambio di look. Un Jobs rasato accoglie allora nel suo garage, dove si stavano costruendo i mini-computer, Mike Markkula, che era interessato ad investire 250.000 dollari. I fondatori intanto della Microsoft vanno alla MITS ad Albuquerque.

L'accordo con la produttrice dell'Altair 8800 era di 15 dollari a licenza per il Basic, ma Bill Gates riesce a convincere Ed Roberts a pagare il doppio. La società si stabilisce in un motel ed assume un paio di impiegati. Da lì al 1977 i due riescono ad acquistare un piccolo palazzo ed estendere i loro affari. I due Steve sono alla fiera del computer con poche macchine, ma intenzionati a venderne molte. La trasformazione di Jobs procede: si taglia i baffi e cambia stile nel vestire. La gente si accalca sullo stand della Apple, e quando arriva Bill Gates, questo viene totalmente ignorato da Jobs e rinuncia a proporre l'acquisto del Basic. La Apple ora è un'azienda in piena regola, con decine di impiegati e un enorme palazzo. Steve Jobs intanto viene a sapere che sta per avere un figlio da Arlene, ma rifiuta di crederci scaricando la sua rabbia sui dipendenti. Steve Ballmer intanto si unisce alla Microsoft mentre Bill Gates prepara un colloquio con la IBM, con cui riesce ad ottenere un contratto riguardante il non ancora sviluppato Disc Operating System (basato su DOS). Questo contratto prevedeva di cedere in licenza con ogni PC IBM il sistema operativo. Ottenuto l'accordo con il colosso dell'informatica, Paul Allen comprò dalla Seattle Computer Products il clone a 16 bit del CP/M, chiamato QDOS. E da qui cominciò il successo della Microsoft.

Alla Apple va tutto a gonfie vele. John Sculley entra nella società come amministratore delegato. Mentre Jobs è alle prese con la questione della paternità, Wozniak ha dubbi sul comportamento del socio. Jobs va a far visita ad Arlene e scopre di avere una bambina; insieme concordano sul nome Lisa.

Allora Steve chiede alla Apple di creare il computer Lisa, "rubando" le idee di base alla Xerox, dove la dirigenza non dava credito al progetto del sistema operativo grafico e del mouse (per esattezza, per poter accedere alle idee di base, a Xerox venne data la possibilità di acquistare 100.000 azioni Apple per un valore di un milione di dollari, con il patto di poter accedere al PARC e visionare i loro lavori[3]). Anche Bill Gates decide di "rubare" le nuove idee emergenti, e si reca con i suoi tre soci alla Apple. Jobs, fiero, gli presenta alcuni programmatori e il Macintosh. Gates allora cerca di stringere accordi per vendere software e facendo leva sul desiderio di Steve di annientare l'IBM, e riesce ad ottenere 3 prototipi di Mac. Steve Wozniak, appena uscito dall'ospedale per un incidente, non può fare a meno di notare la trasformazione subita dall'azienda per via di Jobs che ha messo la squadra Macintosh contro quella dell'Apple II, e torna al college, lasciando l'azienda. Alla Microsoft il progetto Windows procede in segreto, ma a rilento. Jobs viene a saperlo, e, su tutte le furie, chiede lumi a Bill. Gates pacatamente convince Steve che non è vero.

Alla presentazione del Macintosh viene trasmesso lo spot (di cui si è parlato all'inizio del film). Subito dopo a Steve Jobs vengono consegnati computer NEC venuti dal Giappone con software Microsoft. Il presidente della Apple allora accusa Bill Gates di aver rubato le idee, ma Gates ribatte facendo riferimento alla Xerox. Steve allora ribatte che il proprio sistema è migliore, e Gates risponde tranquillamente che "la cosa non ha importanza". Tra le ultime immagini c'è un brindisi a Steve Jobs promosso alla sua festa di compleanno da John Sculley. Poi viene raccontato ciò che è successo dopo: John Sculley licenziò Steve Jobs; Steve Wozniak insegna informatica ai bambini e finanzia un corpo di ballo; Lisa fa parte della nuova famiglia di Steve Jobs; Steve Jobs è tornato alla Apple nel 1997; la Microsoft possiede parte della Apple computer (al 1997); Bill Gates è l'uomo più ricco del mondo.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Janelle Brown, The great Silicon Valley soap opera in salon.com, 17 giugno 1999.
  2. ^ Wozniak, S. G.; Smith, G. (2006), iWoz: From Computer Geek to Cult Icon: How I Invented the Personal Computer, Co-Founded Apple, and Had Fun Doing It. W. W. Norton & Company. ISBN 0-393-06143-4.
  3. ^ (EN) Rich Neighbor with Open Doors – Apple and Xerox PARC in mac-history.net.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]