Henri Pirenne

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Henri Pirenne

Henri Pirenne (Verviers, 23 dicembre 1862Uccle, 25 ottobre 1935) è stato uno storico belga. Culmine della sua opera è il libro Maometto e Carlomagno, pubblicato postumo nel 1937[1].

Due sono i contributi principali di Pirenne alla visione della storia europea:

Pirenne fu inoltre una delle voci più autorevoli della resistenza non-violenta ai tedeschi che avevano occupato il Belgio nel corso della I guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Henri Pirenne nasce in Belgio nel 1862. All'età di ventiquattro anni gli viene assegnata la cattedra di Storia Medievale dell'Università di Gand.[1]

Nel 1916 viene arrestato dai tedeschi e tenuto prigioniero in Germania fino al termine del conflitto[1]. A memoria della sua prigionia scriverà il volume Souvenirs de Captivité en Allemagne (Mars 1916-Novembre 1918), pubblicato nel 1920.

La tesi di Pirenne[modifica | modifica wikitesto]

Pirenne sviluppò la sua "tesi" per la prima volta in una serie di lavori scritti tra il 1922 e il 1923 e passò poi il resto della sua vita alla ricerca di prove che suffragassero la sua tesi.

Gli storici fanno tradizionalmente coincidere l'inizio del Medioevo con la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476): teoria, questa, sostenuta da Edward Gibbon nel XVIII secolo.
Pirenne contestò l'idea per cui le invasioni barbariche abbiano davvero causato la caduta dell'impero romano in Europa. Secondo lo studioso, infatti, lo stile di vita romano continuò ad essere seguito anche dopo la caduta dell'impero, così come il sistema economico "mediterraneo" continuò ad esistere secondo le linee impostate dai romani stessi. Del resto, i barbari giunsero a Roma non tanto per distruggerla, quanto per essere partecipi della sua ricchezza. In qualche modo, dunque, i barbari invasori tentarono di mantenere in vita gli aspetti essenziali della "romanità".

Secondo Pirenne, il vero punto di svolta è rappresentato dall'espansione araba del VII secolo. L'avvento dell'Islam, infatti, ruppe i legami economici dell'Europa con tutta l'area corrispondente a Turchia sud-orientale, Siria, Palestina, Nordafrica, Spagna e Portogallo: in tal modo, l'Europa fu ridotta ad un'area ristagnante, esclusa dai commerci. Cominciò un'epoca di impoverimento che, al momento dell'ascesa di Carlo Magno nell'VIII secolo, aveva ormai fatto dell'Europa un'economia esclusivamente agraria e di sussistenza, del tutto estranea agli scambi commerciali su lunga distanza.
Secondo Pirenne, "senza l'Islam, l'impero dei Franchi non sarebbe forse mai esistito e, senza Maometto, Carlomagno sarebbe inconcepibile".

Per meglio sostenere la sua tesi, Pirenne fece frequente ricorso a metodi di indagine di tipo quantitativo. In particolare, egli diede importanza alla scomparsa di risorse dall'Europa. Per esempio, il conio di monete d'oro a nord delle Alpi cessò dopo il VII secolo, ad indicare la perdita dell'accesso alle zone più ricche del mondo. Allo stesso modo il papiro, fabbricato esclusivamente in Egitto, non venne più utilizzato nelle terre a nord delle Alpi a partire dal VII secolo: si ritornò, infatti, ad impiegare pelli di animali per la scrittura, come il materiale pergamenaceo.

Critiche alla tesi di Pirenne[modifica | modifica wikitesto]

La tesi di Pirenne non convinse del tutto gli storici del suo tempo e delle generazioni successive. L'incapacità di mantenere efficiente il modello antico non poteva essere infatti addebitata solo alla mancanza di sfruttamento delle risorse provenienti dalle periferie dell'Impero, senza dimenticare che la crisi economica e valoriale dell'Impero non si rifletté sulla sua componente "orientale", destinata in breve a trasformarsi nel prospero e potente Impero bizantino.
Era inoltre del tutto contestabile che la forte presenza islamica nel Mediterraneo impedisse proficui scambi fra le regioni settentrionali di quel bacino e quelle meridionali. Se infatti il quadrante più occidentale mediterraneo era in effetti sotto il pieno controllo delle potenze marinare nordafricana e spagnola musulmana, il quadrante centrale era in una situazione di maggior equilibrio (dimostrata dalla presenza di corsari musulmani che potevano operare proprio perché la navigazione commerciale cristiana non era mai del tutto venuta meno). Nel quadrante più orientale infine si poteva ancora esprimere appieno la potenza talassocratica ed economica bizantina.
Tuttavia, si può ammettere che, anche senza accettare in toto tale teoria, molti aspetti di essa fossero sensati e che Pirenne abbia avuto l'indubbio merito di proporre uno schema di periodizzazione della storia alternativo a quello sino ad allora impiegato.
Inoltre mercanti musulmani continuarono a commerciare con gli stati europei, sia direttamente, sia con intermediari cristiani od ebrei. Il confronto tra Islam e Cristianità fu spesso non aggressivo e non militare, mercanti di Granada vendevano e compravano merci a Praga, mentre le città marinare italiane (dal IX secolo Amalfi, e poi via via le altre) vendevano e compravano tessuti e spezie in Egitto, Algeria, Siria, Libano.

La storia del Belgio[modifica | modifica wikitesto]

L'altro grande contributo di Pirenne riguarda l'età medievale in Belgio. Il Belgio quale Stato indipendente, infatti, era apparso solo una generazione prima di Pirenne: nel corso della storia il Belgio ha condiviso la sua fortuna con i Paesi Bassi, il Lussemburgo e alcune zone della Francia nord-orientale (le cosiddette "Fiandre"). Inoltre, il Belgio si trova proprio a cavallo dello spartiacque tra la lingua francese e quella olandese.

Date queste premesse, la nascita e la stessa esistenza del Belgio possono essere considerati dei fatti accidentali: un'idea, questa, che Pirenne cercò di confutare nella sua Storia del Belgio (1899 - 1932). Anche in questo caso, le sue idee vennero criticate da molti storici che hanno preferito sottolineare l'unità economica delle Fiandre nel loro complesso.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia d'Europa. Dalle invasioni al XVI secolo (Histoire de l'Europe des invasions au XVIe siècle).
  • Histoire de Belgique.
  • Le città del Medioevo (Les villes du Moyen Âge, essai d’histoire économique et sociale, 1927).
  • Souvenirs de Captivité en Allemagne (Mars 1916-Novembre 1918), Bruxelles, Librairie Maurice Lamertin, Collection du Flambeau, 1920.
  • L'opera dello storico.
  • Storia economica e sociale del Medioevo.
  • Maometto e Carlomagno (Mahomet et Charlemagne, 1937) Roma-Bari, Laterza, 1939.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Henri Pirenne Maometto e Carlomagno, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993, IV di copertina.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • François L. Ganshof, PIRENNE, Henri in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935. URL consultato il 01-05-2014.
  • (EN) Roberto Sabatino Lopez, Mohammed and Charlemagne. A revision, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1943.
  • (EN) Hodges, Richard and David Whitehouse (1983). Mohammed, Charlemagne, and the origins of Europe. Cornell University Press. ISBN 0-8014-9262-9.
  • (EN) McCormick, Michael (2001). Origins of the European Economy: Communications and Commerce, 300-900. Cambridge University Press. ISBN 0-521-66102-1.
  • (EN) Brown, Peter. "Mohammed and Charlemagne by Henri Pirenne." Daedalus 1974 103(1): 25-33. ISSN: 0011-5266.
  • (EN) Cate, James L. "Henri Pirenne (1862-1935)," in S. William Halperin, ed. Some 20th Century Historians-essays on Eminent Europeans, (1961) 1-30.
  • (EN) Frank, Kenneth W. "Pirenne Again: A Muslim Viewpoint," The History Teacher, Vol. 26, No. 3 (May 1993), pp. 371–383 in JSTOR
  • (EN) Ganshof, F. L. "Henri Pirenne and Economic History." Economic History Review 1936 6(2): 179-185. ISSN: 0013-0117.
  • (EN) Havighurst, Alfred F. ed. The Pirenne Thesis: Analysis, Criticism, and Revision (1958).
  • (EN) Lyon, Bryce. Henri Pirenne: A Biographical and Intellectual Study (1974).
  • (EN) Brown, Elizabeth A. R. "Henri Pirenne: a Biographical and Intellectual Study." History and Theory 1976 15(1): 66-76. review of Lyon in Jstor
  • (EN) Powicke, F. M. "Henri Pirenne," The English Historical Review, Vol. 51, No. 201 (January 1936), pp. 79–89 in JSTOR
  • (EN) Tollebeek, Jo. "At the crossroads of nationalism: Huizinga, Pirenne and the Low Countries in Europe," European Review of History (2010) 17#2 pp. 187–215.
  • (EN) Lyon, Bryce. "The Letters of Henri Pirenne to Karl Lamprecht (1894-1915)." Bulletin De La Commission Royale D'histoire 1966 132(2): 161-231.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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