HMS Rodney (29)

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HMS Rodney
HMS Rodney in support of the Normandy landings.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Nave da battaglia
Classe Nelson
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Identificazione 29
Ordinata 1922
Costruttori Cammell Laird
Cantiere Birkenhead
Impostata 28 dicembre 1925
Varata 17 dicembre 1925
Entrata in servizio 8 marzo 1915
Radiata 11 febbraio 1945
Destino finale Demolita nel 1950
Caratteristiche generali
Dislocamento (alla costruzione) 33.410
Lunghezza 216,5 m
Larghezza 32.3 m
Pescaggio 10 m
Propulsione 8 caldaie Admiralty
2 turbine Brown-Curtis
2 assi elica
45.000 CV
Velocità 23.8 nodi  (44,1 km/h)
Autonomia 7.000 n.mi. a 16 nodi (13.000 km a 30 km/h)
Equipaggio 1.640
Armamento
Armamento Nel 1945:
  • 9 cannoni da 16" (406mm) in 3 torri trinate
  • 12 cannoni da 6" (152mm) in torri binate
  • 8 cannoni 4" (76,2mm) in torri binate
  • 48 cannoni antiaerei da 2 libbre "Pom Pom" in batterie da 8
  • 20 cannoni antiaerei Oerlikon da 20 mm
Corazzatura
  • Cintura: 358,6 mm
  • Paratie: 300 mm
  • Torri cannoni da 16": 412,5 mm fronte
  • Torretta di comando: 360 mm
Mezzi aerei 2 aerei da ricognizione, 1 catapulta sulla torre C
Note
Motto Non Generant Aquilae Columbas (le aquile non procreano colombe)

[senza fonte]

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La corazzata HMS Rodney, insieme alla corazzata Nelson, sua gemella, furono le uniche corazzate della classe Nelson. Costruita secondo le leggi navali del trattato di Washington, fu impostata in modo che non superasse le 35 000 tonnellate nel 1922. Era stata costruita nei cantieri navali di Birkenhead, fu varata il 28 dicembre 1922 e prese il mare il 17 dicembre del 1925. Il suo design era particolare poiché la nave ospitava tutto l'armamento principale, ovvero le tre torri trinate da 406 mm a prua, invece di averle distribuite a prua e a poppa, com'era in uso allora. Nonostante che durante la costruzione si sia cercato di rispettare le leggi navali del Trattato navale di Washington del 1922, la Rodney e la Nelson erano due tra le più potenti corazzate allora esistenti. La Rodney e la Nelson furono le uniche corazzate inglesi ad avere torrette trinate e le uniche a montare cannoni da 406 mm.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale la Rodney, insieme alla Nelson, dal 1925 al 1939, rimase tutto il tempo in servizio con la Atlantic Fleet o con la Home Fleet. Nel settembre del 1931 tutti gli equipaggi delle due navi presero parte all'Ammutinamento di Invergordon. Nel tardo settembre del 1939 la Rodney rimase in porto a causa di alcuni problemi al timone.

Il 9 aprile del 1940 fu danneggiata da un aereo tedesco a Karmøy, vicino a Bergen, che sganciò una bomba da 500 kg che attraversò il ponte corazzato senza esplodere. Il 13 settembre del 1940 la Rodney fu trasferita da Scapa Flow a Rosyth con l'ordine di operare nella Manica quando l'invasione tedesca sembrava ormai certa (Operazione Seelöwe). Per tutto novembre e dicembre venne impiegata come scorta ai convogli che andavano da Halifax, Nuova Scozia, all'Inghilterra. Nel gennaio del 1941 partecipò ad un tentativo di affondare gli incrociatori da battaglia tedeschi Scharnhorst e Gneisenau, senza successo. Tuttavia il 16 marzo, mentre scortava un convoglio nel Nord Atlantico, incrociò i due incrociatori, ma non ne seguì uno scontro poiché la due navi tedesche si diedero alla fuga non appena capirono di essere in svantaggio a causa della superiore potenza di fuoco britannica.

La caccia alla Bismarck[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 1941 la Rodney era comandata dal capitano Dalrymple-Hamilton e insieme a due cacciatorpediniere, stava scortando il trasporto truppe RMS Britannic in Canada; il Britannic stava trasportando civili in Canada e avrebbe portato truppe canadesi in Inghilterra. Fu durante questo viaggio che, il 24 maggio, venne le venne ordinato di partecipare alla caccia della corazzata tedesca Bismarck. Il 26 maggio raggiunse la King George V, ma l'ammiraglio Sir John Tovey dovette ritirare i cacciatorpediniere, poiché erano a corto di carburante. Il giorno dopo, il 27 maggio 1941, durante la mattinata la Rodney e la King George V vennero raggiunte dagli incrociatori Norfolk e Dorsetshire; poco dopo le navi britanniche attaccarono la corazzata tedesca, impossibilitata a manovrare a causa di un siluro lanciato da un aerosilurante Fairey Swordfish decollato dalla portaerei Ark Royal e quindi un facile bersaglio. Dopo che i cannoni della corazzata nemica furono fuori uso, la Rodney accorciò le distanze continuando a sparare alla grande nave ormai ridotta ad un ammasso di ferro. Si contarono almeno 16 colpi della Rodney andati a segno, la quale, tuttavia, poco dopo dovette rompere la formazione e ritirarsi perché a corto di carburante, ma ebbe il tempo di lanciare due siluri, di cui uno sembra sia andato a segno: si tratta dell'unico caso nella storia in cui una corazzata ne silurò un'altra. La Rodney lasciò quindi il compito al Dorsetshire, il quale lanciò quattro siluri che colpirono in pieno la Bismarck; nonostante ciò non è chiaro come la nave tedesca sia affondata, se per i siluri oppure perché era stato ordinato all'equipaggio di autoaffondare la corazzata.

La Forza H[modifica | modifica sorgente]

Dopo un periodo di riparazione a Boston, Massachusetts per problemi al motore, fu dispiegata a Gibilterra per scortare i convogli diretti a Malta. Dopodiché, a novembre, ritornò in Inghilterra e poi fu dispiegata in Groenlandia per un mese. Infine ritornò in Inghilterra per effettuare alcune riparazioni, e vi rimase fino al maggio del 1942. Dopo le riparazioni tornò a prestare servizio nella Forza H e prese parte alla battaglia di mezzo agosto[1] e all'Operazione Torch l'invasione dell'Africa Nordoccidentale e allo sbarco in Sicilia e a Salerno. Dal marzo 1943 tornò nella Home Fleet e prese parte allo Sbarco in Normandia il 6 giugno 1944 con il compito di coprire la forza d'invasione bombardando la fortificazioni tedesche Caen e Alderny. Dal settembre 1944 svolse prevalentemente la funzione di nave-scorta per i convogli.

Durante tutta la guerra la HSM Rodney percorse in tutto 156.000 miglia nautiche, senza però propulsori adatti, il che spiega i suoi continui guasti ai motori, che la costrinsero per lungo tempo in porto.[senza fonte] Dopo la guerra fu ancorata a Scapa Flow e vi rimase fino al febbraio 1948. Dopodiché, il 26 marzo 1948, a Inverkeithing iniziò il suo smantellamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jackson, op. cit., p. 69

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Robert Jackson, History of the Royal Navy, Londra, Parragon, 1999, ISBN 0-7525-3219-7.

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