Gualtiero di Châtillon

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Gualtiero di Chatillon (in latino Galterius de Castellione, in francese (Philippe) Gautier de Châtillon o Gautier de Ronchin o Gaultier de Lille) (Lilla, 1135Amiens, 1204) è stato uno scrittore e teologo francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gualtiero, nato a Ronchin presso Lilla, studiò a Parigi e a Reims sotto la guida di Stefano di Beauvais, resse la scuola cattedrale di Laon; in seguito fu canonico a Reims e ancora cancelliere di Enrico II Plantageneto ad Angers.

Durante i suoi viaggi in Inghilterra al servizio del suo re, conobbe Giovanni di Salisbury e Thomas Becket. Dopo l'uccisione di Becket ruppe ogni relazione con Enrico II e si ritirò ad insegnare a Châtillon.

Viaggiò anche in Italia, a Bologna per studio e a Roma per collaborare con la Curia.

Nel 1176 l'arcivescovo di Reims, Guglielmo II di Champagne lo volle presso di sé e poi lo fece canonico di Amiens, dove rimase fino alla morte (a parte i viaggi presso il suo superiore o per ambascerie).

Attività letteraria[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i numerosi impegni politici ed ecclesiastici, fu uno scrittore prolifico.
A Roma compose satire contro la Curia (Propter Sion non tacebo) e negli stessi anni poesie che danno l'allarme sui problemi della Chiesa, intessute di citazioni da poeti classici (Eliconis rivulo modice respersus).

La sua opera maggiore è l’Alexandreis (Alessandreide), poema epico in esametri, composto di dieci libri. Il poema, il miglior esempio di poesia epica latina medievale[1] narra l'epopea di Alessandro Magno sulla base di Curzio Rufo.

Alcune sue poesie sono contenute nella raccolta dei Carmina Burana.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Galterius de Castellione, Carmen Buranum 8 (Licet eger cun egrotis)
  • Galterius de Castellione, Carmen Buranum 41 (Propter Sion non tacebo)
  • Galteri de Castellione, Alexandreis, edidit Marvin L. Colker, Padova, Antenore, 1978 («Thesaurus mundi», 17)
  • Die Lieder Walthers von Châtillon in der Handschrift 351 von St. Omer, herausgegeben und erklart von Karl Strecker, 2. unveranderte Aufl, Berlin, 1925

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carmina Burana, herausgegeben von A. Hilka, O. Schumann, B. Bischoff, Heidelberg, 1930-1970
  • Moralisch-satirische Gedichte Walters von Chatillon aus deutschen, englischen, französischen und italienischen Handschriften, hrsg. von Karl Strecker, Heidelberg, C. Winter, 1929

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gianna Gardenal, Poesia latina medievale, Mondadori, Milano, 1993, pp. V-XXX e p.241

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