Georg Elser

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« Poiché nessuno è in grado di farsi da sé solo imperatore, è chiaro che è il popolo a innalzare uno sopra tutti così che egli possa governare e reggere l’impero con la giustizia (...) Agli imperatori e ai re che proteggono il regno si devono lealtà e rispetto, ma se essi si volgono all’esercizio della tirannide allora ogni obbedienza e rispetto vengono a mancare. Quando colui che è stato scelto per punire i malvagi diviene egli stesso malvagio e esercita con crudeltà contro i suoi sudditi la tirannide che aveva il compito di allontanare dal regno, è evidente che deve decadere dalla carica concessagli e che il popolo ha il diritto di liberarsi dal suo dominio: è il re divenuto tiranno il primo a rompere il patto. Nessuno può accusare il popolo visto che il re è stato il primo a tradire la fiducia pattuita. »
(Manegoldo di Lautenbach, teologo tedesco che ispirò Elser)
Francobollo speciale della posta tedesca per la ricorrenza del 100 anniversario della nascita (2003)

Johann Georg Elser (Hermaringen, 4 gennaio 1903Dachau, 9 aprile 1945) è stato un attivista tedesco, noto per aver ideato ed attuato l'attentato dell'8 novembre 1939 nella birreria Bürgerbräukeller di Monaco contro Hitler, che scampò all'attentato per pochi minuti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Hermaringen, nel Württemberg. Suo padre era Ludwig Elser, che sposò la madre di Georg, Maria Müller, quando il bambino aveva un anno di vita.[1] Georg frequentò la scuola elementare a Königsbronn dal 1910 al 1917, dimostrandosi dotato nel disegno e nei lavori manuali.[2] Il padre, agricoltore e commerciante di legname, si aspettava che il figlio gli succedesse in tale attività imprenditoriale, ma Georg, che pure dapprima aveva aiutato il padre nel lavoro, scelse piuttosto di perseguire autonomi interessi. Iniziò un apprendistato come operatore di tornio in fonderia, ma — dopo due anni — dovette desistere per ragioni di salute. Prese allora ad imparare il mestiere di carpentiere, e tale noviziato si protrasse sino al 1922. Lavorò allora come falegname per interni a Königsbronn, Aalen e Heidenheim[3]. Dal 1925 al 1929 lavorò in una fabbrica di orologi a Costanza, acquisendo conoscenze che gli sarebbero state preziose nella predisposizione di un timer per il noto ordigno. Dal 1929 al 1932 riprese a fare il carpentiere in Svizzera.

Tornato a Königsbronn, lavorò con i suoi genitori. Dal 1936 lavorò in una fabbrica di montaggio a Heidenheim, prendendo così consapevolezza del programma di riarmo nazista.[4] Elser era un uomo taciturno benché piuttosto socievole, che frequentava svariati circoli socio-culturali, tra cui un club Tracht (legato all'uso di costumi tradizionali).[5] Suonava la cetra ed il contrabbasso per il coro locale. Gradiva fare lunghe passeggiate con i suoi amici.

La sua ragazza, Mathilde Niedermann, nel 1930 gli diede un figlio, Manfred. La gravidanza non era nei programmi, e per certi versi replicava le circostanze in cui lo stesso Georg era venuto al mondo; però, a differenza di quanto avevano fatto i suoi genitori, Elser non sposò Mathilde ed al contrario se ne allontanò poco dopo.[6] Si affiliò alla federazione dei lavoratori del legno. Era convinto che si dovesse aderire ad un sindacato, e difatti spiegò in tal modo la propria aggregazione. Nel 1926 un collega lo persuase ad entrare nel Rotfrontkämpferbund,[7] l'organizzazione paramilitare del Partito comunista.[8] Elser non dedicava molto tempo a queste appartenenze. Benché non si potesse definire un convinto comunista — era un protestante praticante — dal 1933 Elser cominciò a votare Partito comunista, ritenendo tale forza la più adatta a difendere gli interessi dei lavoratori.[8]

Oppositore del nazismo dai suoi esordi, dopo il 1933 rifiutò di compiere il saluto nazista e di riunirsi ad altri per ascoltare i proclami radiofonici hitleriani. Neppure partecipò alle pseudo-elezioni (o pseudo-referendum) che indisse il Terzo Reich.[8] La sua opposizione in principio era motivata dalla sensibilità verso la condizione operaia, e dalla compressione dei salari dei lavoratori. La sua visione politica era fortemente influenzata dai movimenti cui aderiva. Aborriva le restrizioni dei diritti civili. In particolare era sdegnato dalle limitazioni che i nazisti imponevano alle libertà dei lavoratori, come nella scelta dell'impiego e nel diritto di associarsi. Parimenti, era disgustato dalla propaganda nazista e dal controllo totale che il regime imponeva sul sistema educativo, ed anche dagli attacchi alla libertà di professione religiosa.

A quest'ultimo proposito, Elser era un protestante di tipo semplice, non-intellettuale e tradizionale. Si dice[9] che pregasse (quotidianamente) solo con il Padre nostro, e tale pio esercizio lo avrebbe confortato nei tormentati preparativi dell'attentato.[10]

L'attentato[modifica | modifica sorgente]

Il raduno NSDAP del 1923 alla Bürgerbräukeller

Premesse ed ideazione[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 1938, l'Europa era sull'orlo della guerra a causa della Crisi dei Sudeti. Dopo il trauma patito con la Grande guerra, i tedeschi erano fortemente preoccupati per l'eventualità di un nuovo conflitto, ed Elser condivideva tale comune stato d'ansia. Anche se la guerra non sarebbe stata svelata che all'ultimo momento, Elser non dava credito alle dichiarata intenzione del Führer di mantenere la pace; al contrario, nella mente di Elser si delineò il proposito di decapitare il nazionalsocialismo assassinandone il leader carismatico.

Riflettendo su come porre in essere il proprio piano, Elser si recò a Monaco l'8 novembre 1938, per assistere al discorso che il regime proponeva annualmente nell'anniversario del fallito Putsch di Monaco. Due considerazioni furono decisive nella scelta di tempo e luogo da parte dell'aspirante tirannicida: sul piano operativo, l'evento appariva accompagnato da misure di sicurezza piuttosto blande; sul piano emotivo, la concomitanza (9-10 novembre 1938) della Notte dei cristalli, con le sue inaudite atrocità platealmente perpetrate su inermi "giudei", convinse Elser che una leadership capace di suscitare tale violenza avrebbe precipitato la Germania in un'altra apocalittica guerra: solo la morte di Hitler, ad avviso di Elser, avrebbe potuto fermare questa tragica concatenazione di mosse distruttive.[11]

Fase esecutiva[modifica | modifica sorgente]

Durante la fase preparatoria, scoppiò la Seconda guerra mondiale (1 settembre 1939), il che forniva un'infausta conferma alle fosche previsioni dell'attentatore di Monaco. Di professione falegname e ebanista, Elser, idealista e quasi asceta, a quel tempo aveva interrotto ogni relazione con amici e parenti, ad eccezione di Johann Lumen, conosciuto nel 1938 proprio alla birreria Bürgerbräukeller, ed aveva dedicato molti mesi alla preparazione dell'attentato. Si fece assumere in una cava e, poco alla volta, senza destare sospetti, asportò la quantità di esplosivo necessaria a confezionare la bomba. Inscenò poi un incidente e lasciò il lavoro, trasferendosi a Monaco, dove aveva deciso di compiere l'attentato.

Il luogo scelto era la birreria dove ogni anno Hitler si ritrovava con i fedelissimi della prima ora. Per molte sere Elser si nascose nel locale prima della chiusura; quando il locale chiudeva iniziava a lavorare, ricavando una nicchia nella colonna dove sarebbe stato il palco di Hitler. Il giorno fatidico, nella nicchia inserì la bomba con il meccanismo da lui costruito e sperimentato. A sua insaputa però Hitler, a causa delle condizioni atmosferiche che gli impedivano di tornare a Berlino in aereo, decise di andarsene in anticipo essendo costretto a prendere il treno: lasciò quindi la birreria sette minuti prima delle 21:20, ora in cui "puntualmente" scoppiò la bomba.[12] Il bilancio fu comunque di otto morti e sessantatré feriti, di cui sedici in modo grave. Così naufragava il tentativo di mutare il corso della storia.[8][13] Alle otto vittime dell'attentato vennero concessi i funerali di Stato.

Effetti dell'attentato.

Arresto e detenzione[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo Elser si era diretto a Costanza, da cui sperava di fuggire in Svizzera. Ma mentre cercava di varcare il confine, due doganieri si insospettirono e lo arrestarono. Sulle prime gli inquirenti non sospettarono un suo coinvolgimento nell'attentato, ma poi trovarono nel cappotto del fermato una cartolina della famosa birreria. Elser fu trasferito a Monaco, dove fu interrogato dalla Gestapo. Malgrado il suo atteggiamento di reticenza e diniego, gli indizi della sua responsabilità si addensavano inesorabilmente. L'elemento che soprattutto lo incastrava era nelle escoriazioni apprezzabili sulle ginocchia, posto che l'analisi della scena criminale aveva dimostrato che il dinamitardo poteva raggiungere la cavità che nascondeva la bomba solo strisciando carponi. Per di più, alcune cameriere riconobbero Elser come un cliente abituale della Bürgerbräukeller.

Dopo un pestaggio, confessò di essere l'autore dell'attentato. Quando ebbe confessato, Elser fu tradotto al quartier generale della Gestapo, che lo torturò brutalmente. Infatti, il capo delle SS, Heinrich Himmler, non poteva capacitarsi che un insignificante svevo, un artigiano con la licenza elementare, fosse quasi riuscito ad uccidere il Führer senza l'aiuto di alcun complice. Il fascicolo di questa inchiesta della Gestapo è stato recuperato alla fine degli anni 1960. I 203 fogli di cui è composto sono la principale fonte di informazioni su Elser,

Fu poi imprigionato nel campo di concentramento di Sachsenhausen (Oranienburg) ed in quello di Dachau. Sebbene egli fosse irremovibile nel dichiarare sempre di aver agito per conto proprio, i nazisti, e specie Goebbels, continuavano a sospettare una cospirazione sotto regia britannica, e avrebbero desiderato, al termine della guerra (che immaginavano vittoriosa per la loro fazione), celebrare un grande processo che avrebbe rivelato al mondo tale supposta trama. Elser era sottoposto ad un regime di detenzione speciale. Il mistero mantenuto sull'identità del "prigioniero in custodia speciale" alimentò talora qualche maldicenza fra i suoi stessi compagni di sventura. Anche dopo la guerra, Martin Niemöller, pure ristretto a Sachsenhausen, pretendeva che Elser facesse parte delle SS, e che tutta la faccenda del fallito attentato fosse una commedia dei nazisti per propalare la leggenda della Provvidenza che vegliava sul Führer. Tuttavia, la ricerca storica[14] sembra indicare che Elser fece tutto da sé, ed in ogni caso non è emersa alcuna prova del coinvolgimento del regime o di qualunque altra organizzazione esterna.[15]

Morte[modifica | modifica sorgente]

La targa commemorativa al Georg-Elser-Museum in Königsbronn

Nell'aprile 1945 la sconfitta tedesca si faceva imminente e le truppe alleate si aggiravano in prossimità di Dachau. Ne derivava il tramonto del ventilato "grande processo" dopo una vittoria che — semplicemente — non ci sarebbe stata. Di conseguenza Hitler decise di sbarazzarsi del "prigioniero a custodia speciale". Il capo della Gestapo, SS-Gruppenführer Heinrich Müller trasmise l'ordine letale al comandante del campo di Dachau, Obersturmbannführer Eduard Weiter.

Elser fu fucilato a Dachau il 9 aprile 1945, appena qualche settimana prima che la guerra fosse terminata. Una targa (riprodotta a margine) posta in sua memoria a Königsbronn recita:

« Con il mio gesto volevo evitare un immane spargimento di sangue

In memoria di Johann Georg Elser, cresciuto a Königsbronn.
L'8 novembre 1939, voleva impedire il genocidio con il suo attentato ad Hitler. Il 9 aprile 1945 fu assassinato nel campo di concentramento di Dachau. »

Cartello stradale indicante la piazza commemorata a Georg-Elser a Monaco di Baviera

Una piazzetta nella Maxvorstadt,[16] il cuore di Monaco, è intitolata Georg-Elser-Platz in suo onore. Nella stessa città gli era stata anche dedicata una sala da concerti, la Georg Elser Hallen, che però è stata demolita nel luglio 2008. Nella cittadina di Schnaitheim, dove visse e lavorò, è stato eretto un monumento in sua memoria.

Lungimiranza e considerazioni[modifica | modifica sorgente]

Quello che sorprende maggiormente nella figura di Elser è come un singolo uomo (peraltro non eccessivamente colto né straordinariamente brillante sul piano intellettuale) abbia avuto ante litteram una visione chiara di ciò che avrebbe causato il nazismo, e come abbia immolato la propria vita per cercare di impedirlo. Oggi è quasi unanime la condanna di Hitler, ma in linea di massima il popolo tedesco a quel tempo ha seguito il proprio Führer (guida - duce) senza grandi dissensi, anzi con un ampio consenso popolare. L'intellighenzia e la chiesa tedesca non si distinsero particolarmente per aver levato le loro voci contro la dittatura. Hitler, modesto caporale durante la prima guerra mondiale, ha sempre nutrito rancore e sospetto verso l'aristocrazia tedesca ed i generali prussiani, usciti dalle accademie e rampolli degli strati sociali più agiati.

Dagli stessi uomini era almeno in parte ricambiato, e veniva visto con diffidenza da importanti settori della Wehrmacht, quanto meno i primi anni. Nello stesso periodo in cui Elser progettava l'attentato, alcuni esponenti dello stato maggiore avevano architettato un golpe per rovesciare Hitler ma i successi avuti sia con l'annessione dell'Austria sia con i sudeti in Cecoslovacchia avevano dato ad Hitler un'ampia base di popolo ed i generali non ebbero il coraggio di portare a compimento il golpe. Ciò fa risaltare ancora di più il sacrificio di Elser.

Per lungo tempo circolarono versioni contrastanti sull'attentato. Il giornalista statunitense William Shirer è stato il principale portavoce della teoria del capro espiatorio: Elser sarebbe stato utilizzato e sacrificato da un gruppo di cospiratori, poi rimasti nell'ombra (probabili membri dello stesso partito nazista ed esponenti di forze nazionaliste, fra loro all'epoca in aspra concorrenza). La teoria del "complotto inglese" (Elser avrebbe agito su commissione dell'intelligence britannica), invece, fu elaborata dagli stessi nazisti, che se ne sarebbero voluti giovare per inscenare un grande processo nazionale ai danni della "perfida Albione" alla fine di una guerra che li avrebbe dovuti vedere trionfatori. Un machiavellismo crollato insieme al nazismo.[15]

Film su Elser[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 è stato girato un film sulla storia di Elser, una coproduzione fra Stati Uniti d'America, Germania e Austria, diretto ed interpretato da Klaus Maria Brandauer. Il titolo italiano è L'orologiaio, in inglese Seven Minutes (in riferimento ai minuti che permisero ad Hitler di salvarsi) e in tedesco Georg Elser.

Canzoni su Elser[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 è stato composta una canzone sulla storia di Elser, il brano Georg Elser è contenuto nel CD Tiro di classe (Self 2007) dei Gasparazzo.

Nel 2010 il gruppo post hardcore Il Buio ha scritto un pezzo "C'è mancato un pelo, Georg Elser" contenuto nel loro primo, self-titled LP.

Libri su Elser[modifica | modifica sorgente]

  • L'attentatore solitario Georg Elser, l'uomo che voleva uccidere Hitler, di Hermut Ortner
  • La carcassa color del cielo, di Solvejg Albeverio Manzoni
  • Autobiographie eines Attentäters, Johann Georg Elser: Aussage zum Sprengstoffanschlag im Bürgerbräukeller, München am 8. November 1939, di Johann Georg Elser, Lothar Gruchmann, Editore Dt. Verl.-Anst., 1970
  • Georg Elser: Sonderweg des deutschen Widerstandes, Akademische Schriftenreihe, di Raik Dowedeit, Editore GRIN Verlag, 2008, ISBN 3-640-21205-3, 9783640212057
  • "Ich habe den Krieg verhindern wollen": Georg Elser und das Attentat vom 8. November 1939: eine Dokumentation: Katalog zur Ausstellung, di Peter Steinbach, Johannes Tuchel, Editore Gedenkstätte Deutscher Widerstand, 1997, ISBN 3-926082-08-9, 9783926082084
  • Georg Elser, der Attentäter aus dem Volke: Der Anschlag auf Hitler im Münchner Bürgerbräu, 1939, di Anton Hoch, Lothar Gruchmann, ISBN 3-596-23485-9, 9783596234851
  • Legitimer Widerstand?: Der Fall Elser, di Lothar Fritze, Editore BWV Verlag, 2009, ISBN 3-8305-1672-X, 9783830516729
  • Georg Elser, di Peter Steinbach, Johannes Tuchel, Editore Be.bra Wissenschaft, 2008, ISBN 3-937233-53-9, 9783937233536

Bibliografia generale[modifica | modifica sorgente]

  • Il discorso pronunciato l'8 novembre 1939 per la festa commemorativa della Vecchia Guardia nel "Bürgerbräukeller" di Monaco, di Adolf Hitler, Editore Dt. Informationsstelle, 1939
  • Rede auf der Erinnerungsfeier der alten Kämpfer im Bürgerbräukeller zu München am 8. November 1939, di Adolf Hitler, pubblicato nel 1939
  • Hitler's personal security: protecting the Führer, 1921-1945, di Peter Hoffmann, Editore Da Capo Press, 2000, ISBN 0-306-80947-8, 9780306809477
  • Target Hitler: the plots to kill Adolf Hitler, di James P. Duffy, Vincent L. Ricci, Editore Greenwood Publishing Group, 1992, ISBN 0-275-94037-3, 9780275940379
  • Die deutsche Opposition gegen Hitler: zwischen Polen- und Frankreichfeldzug, Numero 8 di Schriftenreihe der Bundeszentrale für Heimatdienst, di Erich Kosthorst, Edizione 3, Editore Bundeszentrale für Heimatdienst, 1957
  • The German opposition to Hitler: the resistance, the underground, and assassination plots, 1938-1945, di Michael C. Thomsett, Editore McFarland, 1997, ISBN 0-7864-0372-1, 9780786403721
  • Hitler: speeches and proclamations 1932-1945: the chronicle of a dictatorship, Volume 3, di Max Domarus, Adolf Hitler, Editore Domarus, 1997, ISBN 3-921863-32-5, 9783921863329
  • Widerstand, Staatsstreich, Attentat: der Kampf der Opposition gegen Hitler, Volume 418 di Serie Piper, di Peter Hoffmann, Edizione 4, Editore Piper, 1985, ISBN 3-492-00718-X, 9783492007184
  • Kristallnacht: unleashing the Holocaust, di Anthony Read, David Fisher, Editore Joseph, 1989, ISBN 0-7181-3111-8, 9780718131111
  • Es gibt immer zwei Möglichkeiten--: Mitkämpfer, Mitläufer und Gegner Hitlers am Beispiel Schwabens, di Gernot Römer, Editore Wissner, 2000, ISBN 3-89639-217-4, 9783896392176
  • Der 9. November in der deutschen Geschichte: 1918, 1923, 1938, 1989, Rombach Wissenschaft, di Hans-Jörg Koch, Editore Rombach, 1998, ISBN 3-7930-9179-1, 9783793091790
  • Das "Hausgefängnis" der Gestapo-Zentrale in Berlin: Terror und Widerstand 1933-1945, Curatore Erika Bucholtz, Editore Stiftung Topographie des Terrors, 2005, ISBN 3-9807205-4-3, 9783980720540
  • Kriegspropaganda 1939-1941, Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda, Curatore Willi A. Boelcke, Editore Deutsche, 1966
  • Sie wollten Hitler töten, Autori Guido Knopp, Alexander Berkel, Editore Bertelsmann, 2004, ISBN 3-570-00664-6, 9783570006641
  • Tyrannen vor Gericht: Das Verfahren gegen die deutschen Hauptkriegsverbrecher nach dem zweiten Weltkrieg in Nürnberg 1945- 1946, Volume 11 di Juristische Zeitgeschichte. Abteilung 4: Leben und Werk, di Whitney R. Harris, Curatore Christoph Safferling, tradotto da Christoph Safferling, Editore BWV Verlag, 2008, ISBN 3-8305-1593-6, 9783830515937
  • Der Hitler-Putsch, Veröffentichungen (Institut für Zeitgeschichte (Munich, Germany), Volume 9 di Quellen und Darstellungen zur Zeitgeschichte, Institut für Zeitgeschichte, di Ernst Deuerlein, Editore Deutsche Verlags-Anstalt, 1962

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hermaringen - Geburtsort Georg Elsers
  2. ^ Georg - Elser Gedenkstätte Königsbronn - Gemeinde Königsbronn
  3. ^ (DE) Wer war Johann Georg Elser.
  4. ^ NAZI Rearmament Program
  5. ^
    Collegamenti esterni in punto
    Bibliografia in punto
    • Franz C. Lipp: Oberösterreichische Trachten, volumes 1 - 5.
    • Hilde Seidl: Niederösterreichische Trachten. One of the most comprehensive works about Lower Austrian costumes.
    • Christl Schäfer, Hannelore Rosenberger: Trachten aus und rund um Wien. Ein Werkbuch (mit Schnittmusterbogen). Leopold Stocker publishing house. ISBN 3-7020-0500-5
  6. ^ Georg Elser - Ökumenisches Heiligenlexikon
  7. ^ Nome composto che in italiano potrebbe tradursi "Lega dei combattenti del fronte rosso".
  8. ^ a b c d Claus Christian Malzahn, The Carpenter Elser Versus the Führer Hitler, Der Spiegel International, 8 novembre 2005. URL consultato il 26 gennaio 2006.
  9. ^ Nel testo originale di Wikipedia inglese, da cui in massima parte scaturisce questa voce, questo paragrafo è marcato con l'avviso "citazione necessaria".
  10. ^ Tale commistione tra credo religioso e lotta politica spinta al limite del terrorismo non deve poi troppo stupire chi conosca le posizioni tomiste in tema di diritto di resistenza.
  11. ^ Vangelo di Giovanni, 18-14: Quia expedit unum hominem mori pro populo ("Poiché è bene che un solo uomo muoia al posto di un popolo") — L'agire di Elser, anche testualmente, sembra trovare un riscontro nelle Sacre Scritture.
  12. ^ Come abbiamo anticipato nella sezione "Biografia", si trattava infatti di un ordigno ad orologeria.
  13. ^

    «Meno noto, ma forse più fatale, è un incidente avvenuto nel 1930, due anni prima della sua presa del potere, in cui la macchina su cui viaggiava come passeggero si scontrò con un camion. L'autista frenò appena in tempo, e Hitler si salvò. Vista l'importanza della sua personalità distorta negli eventi che seguirono, c'è da credere che la storia del mondo sarebbe stata assai diversa se quell'autista non avesse frenato.»

    (Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, pagina 323)
  14. ^ Georg Elser, der Attentäter aus dem Volke: der Anschlag auf Hitler im Münchner Bürgerbräu, 1939, di Anton Hoch, Lothar Gruchmann, Fischer Taschenbuch Verlag, 1980, ISBN 3-596-23485-9, 9783596234851
  15. ^ a b Occorre peraltro segnalare che uno storico quale Reitlinger (Reitlinger, Gerald - Storia delle SS, Longanesi, 1967, pagina 153 e seguenti), certo non particolarmente tenero con i vari protagonisti del nazismo, sostiene piuttosto apertamente che tutto l'attentato della Bürgerbräukeller sia stato poco più che una messinscena ordita da Hitler e camerati come pretesto per legittimare l'invasione dei Paesi Bassi (rei di cospirare contro il dittatore di Berlino), evento storico che in ogni caso seguì dappresso le vicende qui esposte.
  16. ^ Collegamenti esterni in punto:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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