Incidente di Venlo

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L'incidente di Venlo (in tedesco Venlo-Zwischenfall, in olandese Venlo-incident, in inglese Venlo incident) si riferisce ad una particolare operazione condotta dalla Gestapo e che si concluse con la cattura di due agenti inglesi del Secret Intelligence Service (SIS), il 9 novembre 1939.[1]

Svolgimento dei fatti[modifica | modifica wikitesto]

La Bürgerbräukeller di Monaco di Baviera, dopo il fallito attentato ad Hitler compiuto da Georg Elser.

Gli agenti inglesi dovevano incontrare ufficiali tedeschi che si supponeva stessero organizzando un complotto contro Hitler; l'incontro avrebbe avuto luogo nella cittadina di Venlo, in Olanda a 8 km dal confine con la Germania; agenti tedeschi guidati da Alfred Naujocks, che avevano assunto l'identità di rifugiati politici, dovevano organizzare l'incontro. Il loro intento in realtà era quello di carpire i metodi degli agenti inglesi e di passare loro false informazioni.

Il SIS assegnò per questa missione due agenti, il Capitano Sigismund Payne Best[2] e il Maggiore Richard H. Stevens;[3] i due agenti dovevano incontrare i tre ufficiali implicati nel finto-complotto, incluso il "Maggiore Schaemmle",[4] che altri non era se non Walter Schellenberg. "Schaemmle" doveva passare loro informazioni circa le perdite tedesche durante la Campagna polacca e le modalità dell'arresto di Hitler.

In seguito ad un cambiamento dei piani ordinato direttamente da Himmler, il nuovo obiettivo divenne quello di catturare gli agenti inglesi. Nella notte tra l'8 e il 9 novembre 1939 gli agenti tedeschi entrarono in Olanda, e si diressero ad un café di Venlo, il café Backus, dove era stato fissato l'appuntamento con gli agenti inglesi Best e Stevens, che a loro volta erano accompagnati dall'ufficiale dell'intelligence olandese Dirk Klop.[5] Al loro arrivo all'appuntamento, gli agenti tedeschi bloccarono la macchina in cui si trovavano i tre, uccidendo Klop e trasferendo gli altri due in Germania.

Al momento della cattura Stevens aveva con sé la lista degli agenti operativi in Germania, e dopo un ulteriore interrogatorio a Düsseldorf, la Gestapo iniziò ad arrestare diversi agenti inglesi, in particolare quelli attivi in Cecoslovacchia; oltre ciò ottenne informazioni circa l'organizzazione interna la SIS e una lista di agenti che dovevano essere arrestati dopo l'invasione dell'Inghilterra.

Questo incidente rese notevolmente sospettosi gli inglesi circa la reale presenza di formazioni di resistenza al regime nazista. Dal canto suo, Hitler usò questo pretesto per dichiarare la complicità olandese con gli agenti inglesi in un tentativo di attentato contro la sua persona, ottenendo in tal modo il pretesto per violare la neutralità del paese.

Best e Stevens rimasero prigionieri per il resto della guerra.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Dell'incidente di Venlo si parla nel romanzo di William Boyd Restless, pubblicato nel 2006.[6] I nomi Venlo e Klop vengono rispettivamente cambiati in Prenslo e Lt. Joos. I due agenti del SIS non vengono mai citati, mentre viene citato il nome del café.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'episodio è dettagliatamente descritto in Reitlinger, Gerald - Storia delle SS, Longanesi, 1967, pagina 153 e seguenti. Il fatto viene anche posto in correlazione con il controverso attentato della Bürgerbräukeller (vedasi immagine nel testo principale), secondo Reitlinger attendibilmente una simulazione posta in essere ad arte per sostenere la tesi del "complotto britannico-olandese" ai danni del Führer, prospettando di conseguenza l'invasione dei Paesi Bassi come una sorta d'azione di autodifesa.
  2. ^ Bibliografia in punto:
    • Andrew, Christopher. "The Mobilization of British Intelligence for the Two World Wars" in the Collection Mobiliztion for Total War: The Canadian, American, and British Experience ISBN 0889201099
    • Owen, David. Hidden Secrets: The Complete History of Espionage and the Technology Used to Support It ISBN 1552975649
  3. ^ Bob de Graaff: The Venlo Incident
  4. ^ Reitlinger (op. cit.) riferisce che tali generalità erano state effettivamente "clonate" da quelle di un ufficiale tedesco realmente esistente; non si sa se il vero Schaemmle fosse a conoscenza del "proprio ruolo virtuale" nella vicenda. Si tratta comunque di una mossa piuttosto abile, visto che avrebbe potuto prevenire iniziative di riscontro informativo (per lo meno quelle non molto approfondite) eventualmente assunte dai britannici. È curioso, peraltro, che un'analoga clonazione viene riferita anche dalla spia fascista Amerigo Dumini nella sua autobiografia Diciassette colpi in relazione ad una missione d'infiltrazione che doveva svolgere presso ambienti della dissidenza "sovversiva" in Francia. In tale occasione, una vera "testa calda", un operaio di simpatie anarcoidi-socialiste era stato costretto ad una sorta di "crociera" su di un peschereccio in giro per l'Alto Adriatico, mentre Dumini, anche grazie una qualche analogia somatica con il "crocierista forzato", ne aveva assunto generalità e documenti ("veri", in un certo senso).
  5. ^ Dirk Klop at historieVenlo NL (English translation)
  6. ^ Restless: A Novel, di William Boyd, Editore Bloomsbury USA, 2007, ISBN 1596912375, 9781596912373

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Venlo incident, Sigismund Payne Best, Editore Hutchinson, 1950