Fondo sovrano

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Sono denominati fondi sovrani alcuni speciali veicoli di investimento pubblici controllati direttamente dai governi dei relativi paesi, che vengono utilizzati per investire in strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, immobili) e altre attività i surplus fiscali o le riserve di valuta estera.

I fondi sovrani sono nati soprattutto nei paesi esportatori di petrolio: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Norvegia, ma anche Singapore, dove, grazie al rilevante surplus fiscale, il governo ha costituito il fondo Temasek, uno dei primi nati e uno dei più attivi, soprattutto nelle imprese del Sud-Est asiatico. Molto attivi sono anche i fondi sovrani di Abu Dhabi e quello di Dubai, che detiene una quota del 5% nella Ferrari.

Il fondo d'investimento cinese[modifica | modifica sorgente]

La Cina dispone di ingenti riserve di valuta estera, grazie al suo notevole surplus commerciale; tali riserve sono in gran parte investite in titoli di Stato statunitensi. Nel 2007 è stato costituito il China Investment Corporation, un fondo d'investimento con una dotazione di 200 miliardi di dollari attivo sul mercato azionario; il primo investimento del neonato fondo è stato l'acquisto di una quota pari a circa il 10% del gestore di private equity Blackstone Group, cui ha fatto seguito l'investimento da 5 miliardi di dollari nella banca Morgan Stanley.

Le preoccupazioni sui fondi sovrani[modifica | modifica sorgente]

La crisi dei mutui subprime che ha messo in difficoltà molte banche statunitensi ha fatto emergere il peso crescente dei fondi sovrani, intervenuti con i loro capitali in istituti come Citigroup, UBS, Merrill Lynch e Barclays. La nascita di un fondo sovrano cinese, l'accresciuta importanza di quelli arabi ed i possibili investimenti da parte di fondi russi ha destato preoccupazioni in Europa e negli USA per le possibili interferenze da parte di governi stranieri (non sempre democratici) nella gestione delle imprese in cui questi investono. La Commissione Europea ha chiesto ai governi nazionali di evitare l'adozione di misure protezionistiche nei confronti degli investimenti dei Fondi Sovrani, richiamando l'attenzione degli Stati Membri sul fatto che eventuali restrizioni agli investimenti dei Fondi Sovrani dovranno risultare compatibili con i principi stabiliti dal Trattato CE, in particolare quelli in materia di libera circolazione di capitali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simone Mezzacapo, "The so-called 'sovereign wealth funds': regulatory issues, financial stability and prudential supervision", Commissione Europea, DG ECFIN [1]
  • ANSA, Banche: shopping da 2 mila mld dei fondi sovrani in soccorso big USA, 22-12-2007
  • Almunia: per i fondi sovrani non servono Carabinieri, CorriereEconomia, 17-12-2007
  • Il Fondo sovrano cinese, O barra O Edizioni, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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