Feocromocitoma

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Il feocromocitoma è un raro tumore che secerne catecolamine delle cellule di derivazione neuroectodermica che vanno incontro a migrazione in diversi distretti corporei (midollare surrene, glomo carotideo, paragangli, gangli SA) dove costituiscono aree di tessuto cromaffine.La crescita tumorale può verificarsi a partire da qualsiasi nucleo di cellule: 90% midollare del surrene 10% dei paragangli cuore, vescica detto paraganglioma.


Dato il ruolo delle catecolamine nella tonicità dei vasi, il feocromocitoma può precipitare l'ipertensione arteriosa e le aritmie cardiache.

La clinica quindi si avvale di segni come l'ipertensione, le palpitazioni, la diaforesi (sudorazione eccessiva).

La mnemonica si avvale, nell'epidemiologia del feocromocitoma, della regola dei 10, o regola del 10%, o regola del 6 per 10:
il feocromocitoma può essere

  • 10% extra surrenalico
  • 10% bilaterale
  • 10% maligno
  • 10% senza ipertensione
  • 10% familiare
  • 10% pediatrico.

Può far parte della MEN 2 o della Sindrome di Von Hippel-Lindau. Presenta influenze ereditarie complesse trasmesse come carattere autosomico dominante e sono stati individuati 4 geni:

  • RETproto-oncogene una sua mutazione induce attivazione costitutiva del recettore tirosina-chinasi con iperplasia midollare del surrene;
  • VHL, gene onco-soppressore;

SDHD e SDHB correlati allo sviluppo dei tumori del corpo carotideo.

La diagnosi si sospetta clinicamente e laboratoristicamente, ma la conferma avviene con l'imaging TC.

La medicina nucleare può essere utilizzata per un'ulteriore conferma, o se la TC non aiuta all'individuazione della massa. Si può usare

È da sottolineare che feocromocitomi visualizzabili SOLO allo I-131 MIBG rappresentano il 25% dei casi, e lo stesso dicasi di quelli individuabili SOLO all'In-131 octreotide.

[modifica] Trattamento

Chirurgico: adrenalectomia unilaterale o bilaterale in caso di MEN 2, tenendo conto di

  • preparare il paziente nel preoperatorio con alfabloccanti ed eventualmente, ma successivamente, con betabloccanti.
  • ottimizzazione volemica preoperatoria per evitare uno choc ipotensivo postoperatorio.
  • no touch: evitare, durante l'operazione, di toccare con gli strumenti chirurgici il tumore.
  • fare attenzione alle ipoglicemie postoperatorie.

L'80% dei pazienti con feocromocitoma benigno risponde adeguatamente al trattamento chirurgico.

Laddove non è possibile un intervento chirurgico, si trattano le crisi ipertensive con nitroglicerina e derivati.

In caso di feocromocitoma maligno con metastasi MIBG responsive, il trattamento si avvalerà del MIBG (25% di successo).

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