Edna May Oliver

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Edna May Oliver nel film Orgoglio e pregiudizio (1940)

Edna May Oliver, nome d'arte di Edna May Nutter (Malden, 9 novembre 1883Malibù, 9 novembre 1942), è stata un'attrice cinematografica e teatrale statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Charles Edward Nutter e di Ida May, Edna May Oliver era discendente di John Quincy Adams, sesto presidente degli Stati Uniti d'America. Abbandonata la scuola all'età di 14 anni per assecondare la propria passione per il teatro[1], Edna May raggiunse la celebrità sul palcoscenico nel 1917, grazie all'interpretazione comica di Aunt Penelope nella pièce Oh, Boy di Jerome Kern[1]. Tra i suoi maggiori successi teatrali è da ricordare, fra gli altri, quello nel ruolo di Parthy (moglie del capitano Andy Hawks e madre della protagonista Magnolia) in due celebri rappresentazioni del musical Show Boat, andate in scena a Broadway nel 1927 e nel 1932.

nel ruolo della zia March in Piccole donne (1933)

Dal 1924 l'attrice passò al cinema per diventare perfetta interprete di ruoli tratti dalla letteratura classica, sia inglese che americana[1]. Dopo aver lavorato in una serie di pellicole mute e aver dato prova di talento comico e sottile senso dell'umorismo in commedie come Laugh and Get Rich (1931)[1], all'iniziò degli anni trenta la Oliver si affermò infatti definitivamente quale caratterista in una serie di adattamenti cinematografici di celebri romanzi. L'aspetto fisico, caratterizzato dall'alta statura e dai lineamenti allungati e ossuti, fu la fortuna dell'attrice per i ruoli di carattere che interpretò nel corso della sua carriera[2]. Tra i più significativi sono da ricordare quello della Regina Rossa in Alice nel Paese delle Meraviglie (1933), della zia March in Piccole donne (1933), e di Betsey Trotwood in Davide Copperfield (1935) (tratto dall'omonimo romanzo di Charles Dickens), questi ultimi entrambi diretti da George Cukor.

Nel 1935 la Oliver si cimentò con un altro adattamento da un'opera dickensiana nel film Le due città (1935) (tratto dal romanzo Racconto di due città), in cui vestì i panni di Miss Pross, mentre l'anno successivo interpretò il suo unico ruolo shakesperiano, quello della nutrice dei Capuleti nel dramma Giulietta e Romeo (1936), ancora per la regia di Cukor. Oltre ai classici personaggi letterari, l'attrice creò quello della maestra di scuola Hildegarde Withers, eroina nata dalla penna dello scrittore Stuart Palmer e protagonista di tre piacevoli giallo-rosa degli anni trenta[2], Penguin Pool Murder (1932), Murder on the Blackboard (1934) e Murder on a Honeymoon (1935).

Nel 1939 la Oliver ottenne una candidatura all'Oscar quale miglior attrice non protagonista grazie al ruolo di Sarah McKlennar, la risoluta donna della frontiera che sfida gli indiani[2] nell'epico western La più grande avventura, diretto nel 1939 da John Ford. L'anno successivo ottenne un ennesimo grande successo nei panni della fiera Lady Catherine De Bourgh in Orgoglio e pregiudizio (1940), al fianco di Laurence Olivier e Greer Garson e tratto dall'omonimo romanzo di Jane Austen.

Dopo un'ultima interpretazione, con il ruolo di Sarah McMillan, nel dramma aristocratico Lydia (1941), per la regia di Julien Duvivier, Edna May Oliver morì il 9 novembre 1942, giorno del suo cinquantanovesimo compleanno, dopo una breve malattia.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Spettacoli teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • The Master (Broadway, 5 dicembre 1916)
  • Oh, Boy (Broadway, 20 febbraio 1917)
  • The Rose of China (Broadway, 25 novembre 1919)
  • My Golden Girl (Broadway, 2 febbraio 1920)
  • The Half Moon (Broadway, 1 novembre 1920)
  • Wait 'Til We're Married (Broadway, 26 settembre 1921)
  • Her Salary Man (Broadway, 28 novembre 1921)
  • Wild Oats Lane (Broadway, 6 settembre 1922)
  • Icebound (Broadway, 10 febbraio 1923)
  • In His Arms (Broadway, 13 ottobre 1924)
  • Isabel (Broadway, 13 gennaio 1925)
  • Cradle Snatchers (Broadway, 7 settembre 1925)
  • Show Boat (Broadway, 27 dicembre 1927)
  • Show Boat (Broadway, 19 maggio 1932)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, pag. 856
  2. ^ a b c Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. II, pag. 389

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 53179068 LCCN: n86138549