Dino Crocco

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Dino Crocco
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Beat
Rock and roll
Folk
Liscio
Cabaret
Periodo di attività 1959-2010
Strumento batteria, fisarmonica, voce
Gruppi I 4 Assi
Scooters
Planetarium
Dino e Cesare Marchini

Dino Crocco (Ovada, 8 marzo 1932Ovada, 11 agosto 2010) è stato un batterista, fisarmonicista, conduttore televisivo e personaggio televisivo italiano.

Conosciuto per la sua spigliatezza e verve nel presentare programmi di intrattenimento musicale, e ricordato per la caratteristica voce particolarmente rauca, si era occupato di musica - prima come fisarmonicista, studiata fin da giovanissimo, e poi come batterista - a partire dai primi anni cinquanta.[1][2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque l’8 marzo 1932 in una cittadina situata in provincia di Alessandria, Ovada, precisamente nel rione ovadese della "Cernaia".

Dopo aver lavorato dapprima come meccanico e poi come gestore di un bar (il suo locale era frequentato nel 1953 da cantanti ed artisti allora in voga come Luciano Taioli, Nunzio Filogamo e Giorgio Consolini), nel 1956, contro il parere della famiglia, decise di fare il musicista di professione.

Lasciata la gestione del bar, debuttò con il gruppo Quighem passando poi nel 1959 a suonare nel locale "Lavagello" di Castelletto d'Orba con un nuovo gruppo - i 4 Assi - da lui fondato con Mario Bocca al trombone, Mirko Mazza alla chitarra elettrica, Pasqualino Carloni al basso elettrico e Fred Ferrari alle tastiere.

Con i 4 assi, nel 1960 Crocco e compagni ottennero una scrittura alla "Rupe Tarpea", uno dei night più esclusivi di Roma, situato nella celeberrima via Veneto, ritrovo classico della dolce vita romana[3]. Nell'estate del 1961 invece, suonarono per tutta la stagione a "La Capannina" di Forte dei Marmi, il locale più prestigioso della rinomatissima località balneare dove il gruppo è stato ripreso in alcuni fotogrammi de Il sorpasso girato proprio in quel periodo.

I 4 assi con Dino Crocco alla batteria nel film Il sorpasso

Il gruppo musicale, con l'avvento del beat, divenne a metà degli anni sessanta il complesso degli Scooters. Con questa formazione, Crocco partecipò a Un disco per l'estate 1968 con il singolo Se fossi re, che arrivò a vendere circa tre milioni di copie[1], e sempre nello stesso anno partecipò con la band al film Il professor Matusa e i suoi hippies, di Luigi De Maria, insieme ad altri cantanti come Caterina Caselli, Little Tony e Riki Maiocchi, eseguendo la canzone Le pigne in testa. Due anni prima, nel 1966, aveva inciso sempre con gli Scooters un altro brano di successo, La motoretta[4], che vendette un milione di copie[5]. Il gruppo continuò il proprio percorso musicale con buoni riscontri anche all'estero fino ai primi anni settanta.

Con lo scioglimento degli Scooters, e dopo essersi ritirato per qualche tempo nella pace agreste della sua casa di Cremolino[6] (nel Monferrato) con la moglie e il figlio Marcello, dalla metà degli anni settanta, Crocco passò a occuparsi di musica popolare e ballo liscio. Nel 1975, infatti, venne contattato dall'imprenditore Giorgio Tacchino per occuparsi della conduzione dei programmi della neonata Radiocity. Nel 1977 passò alla televisione presentando spettacoli di intrattenimento musicale per l'emittente locale con base a Castelletto d'Orba, 7 Gold Telecity, di cui è stato cofondatore con l'antesignana Telecity.

Per l'emittente che faceva capo sempre a Giorgio Tacchino (come per la radio), Crocco fu protagonista di diversi programmi di successo, fra cui Il Pizzicotto, Citylandia, Viva la gente, Gran Rodeo, Il Tombolotto, Caccia al campione, Liscio non ti lascio, Il Giocolone (quest'ultimo diretto dal regista televisivo Beppe Recchia), A botta calda (programma domenicale incentrato sulle partite di calcio).

Negli anni ottanta e novanta gli era stata affidata per la rete Italia 8 la trasmissione televisiva di rotazione musicale per la quale è maggiormente conosciuto, Amichevolmente con voi[1]. Sempre negli anni ottanta prese parte anche a delle puntate della trasmissione Drive In con alcuni sketch comici che si concludevano con Dino Crocco che cantava e suonava con la fisarmonica la canzone Rosamunda.

Nel 1988 si è conquistato il premio Ancora d'argento a titolo di Ovadese dell'anno[6].

Nel 1994, durante l'alluvione che colpì la provincia di Alessandria, si improvvisò giornalista per un ciclo di reportage dai luoghi del disastro destinati ad una trasmissione di servizio intitolata significativamente Per non dimenticare[7]. In seguito a questo avvenimento nacque l'idea di creare Tre minuti con…[6], una striscia quotidiana, poi divenuta popolare, con la quale affrontava problematiche e si faceva portavoce della gente comune, lavorando, così, anche per la testata giornalistica di Telecity[8].

Negli ultimi quindici anni si dedicò a pieno alla musica popolare con il programma Musica insieme che conduceva con la cantante Romina su Telestar[6], e che divenne, anch'esso, un programma di successo e fra i più longevi dell'emittente (infatti va in onda tuttora)[9].

Dino ha dimostrato di essere uno showman riuscendo a divertire e istruire allo stesso tempo, presentando i suoi varietà con verve e comicità e cimentandosi in vari generi musicali sia come musicista che come cantante. Infatti, parallelamente alla carriera televisiva, si esibiva con l'orchestra di Cesare Marchini[6][8], pubblicando vari album contenenti canzoni prevalentemente umoristiche. Fra le tante, interpretò tra gli anni settanta e gli anni ottanta Professione Disgrasiò[10], La vita l'è dura, Duma c'anduma, Ciribiribin, Buonasera signorina di Fred Buscaglione, Disgrasiò (Disgraziato)[11]; e tra i novanta e i duemila continuò da solista con La motoretta, suo successo al tempo degli Scooters, in una versione moderna, Faccia di marmo, Viva la fisa, Cucco io cucchi tu, Che bambola di Fred Buscaglione ed anche una canzone dal taglio autobiografico intitolata Cammino verde[2].

Si spense nella notte dell'11 agosto 2010 all'ospedale di Ovada all'età di 78 anni. Era malato da tempo ma è sempre riuscito a mascherare il suo malessere mantenendo il suo spirito sempre allegro fino agli ultimi tempi[6]. Alla funzione funebre erano presenti tanti artisti della musica da ballo e colleghi come Paolo Conte, Don Miko, Franca Lai, Franco Bagutti, Piero Montanaro di Telecupole, Romina (sua partener nelle trasmissioni tv), Katia, il patron di Radio Zeta Angelotto e il direttore delle reti Telecity Giorgio Tacchino[12][13].

È stato amico del cantautore Paolo Conte, che gli ha dedicato una canzone, L'orchestrina, uscita come singolo un mese dopo la morte di Crocco. «Dino Crocco - ha spiegato Conte - era un carissimo amico, oltre ad essere il capo di un’orchestrina che suonava nelle belle sale da ballo italiane negli anni Sessanta. Ho dedicato a lui questa canzone che si chiama L’orchestrina perché mi riporta a quegli anni, quando io seguivo queste orchestre e osservavo cosa succedeva nell'orchestra e intorno all'orchestra»[14].

Martedì 27 marzo 2012, nella sala da ballo e discoteca "Palladium Music Hall" di Acqui Terme, si è tenuto il primo Memorial Dino Crocco, una serata di musica che ha visto ospiti tutte le orchestre più conosciute degli ultimi anni come Omar, Matteo Tarantino, Franco Bagutti, Marianna Lanteri, Paolo Tarantino, Al Rangone, Diego Zamboni, Ruggero Scandiuzzi, Marco e Cristian di Radio Zeta, Gigi Chiappin, Tonya Todisco, Roberta Cappelletti e Franca Lai. A condurre l'avvenimento, trasmesso poi su 7 Gold Musica, Angelotto, Romina, Maurizio Silvestri, Lara e Roby Di Nunno. È stato consegnato anche un premio ad Enrico Rapetti, presentatore televisivo che per tanti anni, a Telecity, lavorò vicino al popolare e poliedrico Dino[15].

Discografia con gli Scooters[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

  • 1965 - Tu sai perché/Non ascoltare (Jolly, J 20281; inciso con la denominazione Dino e i 4 assi)
  • 1966 - La motoretta/Credimi amore mio (Jolly, J 20357)
  • 1966 - Una minigonna/Le pigne in testa (Jolly, J 20400)
  • 1967 - Mi seguirai/Ieri, oggi e domani (Jolly, J 20412)[16]
  • 1967 - La figlia del re del pomodoro/Se fossi re (Jolly, J 20434)
  • 1968 - Zum bai bai/Nasce una vita (Victory, vy 018)
  • 1968 - Divorzista/Romanzo (Victory, vy 021)
  • 1969 - È già mattino/Strana estate (Victory)
  • 1970 - Il circo/El circo (Victory, VY 032)

45 giri pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

  • 1970 - Nace una vida/La realtà (pubblicato in Argentina)

Incisioni con il nome di Planetarium[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

  • Dicembre 1971 - Infinity (Victory, VY/LP 10051)

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

  • Dicembre 1971 - Love/Life (Victory, VY 052)
  • Dicembre 1971 - Man (part II)/The moon (Victory, VY 053)

Discografia da solista[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - Dino e Cesare Marchini
  • 1997 - Ridendo e ballando - con Angelo Zibetti (Edizioni musicali Bagutti) Tracce: 1. La copertina; 2. Bertoldo il contadino; 3. Cucco io cucchi tu; 4. Viva le palle; 5. Vado in campagna; 6. La stangata; 7. Tengo famiglia; 8. In mare; 9. Faccia di marmo; 10. Voglio la Ferrari; 11. Togliti le mutande; 12. Le anguille del Po; 13. La multa; 14. I nonni sprint; 15. Ciapa sù; 16. Porca vacca[17]
  • 1997 - 10 anni dopo (Saar)
  • 1998 - Il mio cammino verde (Saar) Tracce: 1. Cammino verde; 2. Artista io; 3. C'era solo lei; 4. Su e giù; 5. Rosaria; 6. Boogie italiano; 7. Angelina; 8. Maria Bonita; 9. Caterina; 10. Medley mambo; 11. Medley latino
  • 2001 - Bottoni (Edizioni musicali Bagutti) Tracce: 1. Bottoni; 2. Filomena; 3. La vita del suonatore; 4. Sopra i 50; 5. Egli; 6. La mia donna; 7. Che bella età; 8. Spogliarello Tango; 9. Bell'amico[18]
  • 2008 - Il mio cammino verde - ristampa dell'omonimo album del 2001 con l'aggiunta di tracce inedite (Eurozeta - edizioni Zetalive) Tracce: 1. Cammino verde; 2. Le gambe; 3. Artista io; 4. La motoretta; 5. Va; 6. La bionda; 7. Rosaria; 8. Faccia da schiaffi; 9. Spaccanapoli Rosario; 10. Boogie italiano; 11. La risata; 12. Solo fumo
  • 2012 - Una vita in musica - album postumo (ZeroMusic) Tracce: 1. Le gambe; 2. Faccia da schiaffi; 3. Va; 4. Ciave Nix; 5. Spaccanapoli Rosario; 6. La bionda; 7. La risata; 8. Solo fumo[19]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Fonte. Ovada in lutto per la morte di Dino Crocco, articolo de Il Secolo XIX del 12-08-2010
  2. ^ a b Vedi: TuonoNews, Addio a Dino Crocco
  3. ^ [[[#CITEREFW. Secondino, 2001|W. Secondino, 2001]], pag. 154]
  4. ^ La motoretta - Discografia Scooters su discogs
  5. ^ È morto Fred Ferrari, mago della tastiera, articolo con biografia in sintesi fonte: il secoloxix
  6. ^ a b c d e f Ricordando Dino Crocco su L'inchiostro fresco (settembre 2010, pag 9) - Biografia dettagliata dal periodo di musicista alle collaborazioni radiofoniche e televisive
  7. ^ Zapping news - dialessandria - Per non dimenticare l'alluvione
  8. ^ a b Lutto nel mondo della radiotelevisione del nord Italia: se n'è andato Dino Crocco, storico conduttore di Telecity - biografia fonte: newslinet.it
  9. ^ Da attore a presentatore con «Musica in allegria» su L'inchiostro fresco (aprile 2011, pag 7) - La storia della trasmissione Musica insieme dalla sua nascita con Dino Crocco nel 1996 alla tramutazione in Musica in allegria nel 2011.
  10. ^ Dino Crocco - Professione Disgrasiò (1976)
  11. ^ Disgrasiò - Discografia Dino Crocco su discogs
  12. ^ Addio a Dino dal mondo dello spettacolo fonte: ilsecoloxix
  13. ^ Ricordando Dino Crocco fonte: alessandrianews.it
  14. ^ Nel nuovo album "Nelson" Paolo Conte omaggia Dino Crocco
  15. ^ Un memorial per Dino Crocco fonte: l'ancora
  16. ^ Mi seguirai Discografia Scooters
  17. ^ Ridendo e ballando Discografia Dino Crocco sul sito Edizioni Musicali Bagutti
  18. ^ Bottoni Discografia Dino Crocco sul sito Edizioni Musicali Bagutti
  19. ^ Album postumo
  20. ^ Programmi di Dino Crocco su Telestar - Storiaradiotv
  21. ^ Programmi musicali storici di telecity su 7 gold musica

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walter Secondino, I complessi di musica leggera nell'Ovadese (1930-1990) - I protagonisti in URBS Silva et flumen, Anno XIV n. 2 giugno 2001, pp. 151-156. URL consultato il 12-09-2010.
  • Alessio Marino, Intervista a Dino Crocco, pubblicato in BEATi voi! n° 5, 2010, Beat boutique 67, pagg. 50-59
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, Curcio editore, 1990; alla voce Scooters, di Dario Salvatori, pagg. 1572-1573
  • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Scooters, pagg. 137-138

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]