Dan tian

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The Immortal Soul of the Taoist Adept.PNG

Il Dan tian (cinese: Dāntián ; giapponese: Tanden 丹田; coreano: 단전 DanJeon 丹田; tailandese Dantian ตันเถียน) letteralmente significa "campo (tian) di cinabro (dan)" ed è, nella fisiologia della Medicina tradizionale cinese, il luogo nel corpo dove il chi (in Pinyin qi, ) viene conservato, accumulato e dal quale poi si irradia nei diversi meridiani del corpo. Si collega all'Alchimia Interiore del taoismo, alle tecniche meditative interne di origine cinesi, alle arti marziali cinesi, in particolare a quelli Neijia. In Wade-Giles è reso come Tan T'ien. Generalmente, nonostante i Dantian siano tre, viene considero come vero Dantian, il Campo di Cinabro Inferiore.

Il Significato[modifica | modifica wikitesto]

Dantian si compone di due ideogrammi:

  • Dan (丹) che viene tradotto con Rosso, Pillola, Polveri farmaceutiche;
  • Tian (田) che viene tradotto con Campo, Appezzamento, Terreno Coltivato.[1]

Questa è l'interpretazione che ne dà Huai-chin Nan: Tan significa la pillola dell'immortalità. Tien significa un campo.[2] Questa invece la traduzione resa da un testo in inglese da parte di Elisabetta Valdrè: dantian... significa letteralmente "campo dell'elisir"[3]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Questo elemento di fisiologia della Medicina tradizionale cinese proviene dalle antiche teorie cinesi ed è diventato parte fondamentale delle idee su cui si basa l'Alchimia Interiore (内丹 , Neidan) di Ge Hong (circa 283-343):

« il corpo è suddiviso in tre aree, ciascuna delle quali presenta un fulcro detto Campo del cinabro, dove risiede l'ipostasi dell'Uno primigenio: il Campo del cinabro superiore coincide con un'area della testa, dove si trova un palazzo denominato niwan; il Palazzo Scarlatto si colloca invece al centro, nel cuore, dimora del Campo del cinabro mediano; sotto l'ombelico, due o tre pollici in basso, si trova, infine, il Campo del cinabro inferiore, detto anche Porta della vita (o del destino). »
(Attilio Andreini e Maurizio Scarpari, Il Daoismo, p. 59.)

La teoria[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la parola Dantian indica tre punti ben precisi nel corpo umano che sono in strettissima correlazione con Jing Qi Shen:

  1. il dantian superiore (上丹田, Shang Dantian) , localizzato tra le sopracciglia nel centro della testa[4], sede dell’energia spirituale o Shen (da cui il nome di Shen dantian). Questo campo superiore nella visione interiore del corpo Taoista è un luogo abitato da spiriti celesti, con nove "paradisi" dominati da altrettanti imperatori celesti. Al centro campeggia il Palazzo niwan (泥丸, traducibile con Pastiglia di Fango)[5];
  2. il dantian medio (中丹田, Zhong Dantian), posto in corrispondenza dello sterno, sede del soffio o Qi (qi dantian). Cioè Si trova nel punto centrale del torace all'altezza del petto[2]. Questo campo centrale nella visione interiore Taoista, è situato nel Palazzo Rosso Scuro o Purpureo (Jianggong 绛宫, spesso reso con Palazzo Scarlatto), cioè il cuore. In questo luogo l'infante infila le perle[6], descrizione poetica che potrebbe designare o le sette stelle (Qixing) dell'Orsa Maggiore, oppure le ingestioni di saliva. Infatti lo spirito preposto a questo campo ha la capacità di trasformare la saliva in sangue. Il campo mediano è anche detto Palazzo del Sud (Nangong, 南宫), Camera Spirituale (Shenshi, 神室) ed è correlato al Trigramma Li. Lo spirito che vi dimora viene detto Origine del Cinabro (Danyuan,丹元) o Guardiano degli Spiriti (Shouling, 守灵)[6];
  3. il dantian inferiore (下丹田, Xia Dantian), che individua il centro di gravità del corpo posto nell'addome approssimativamente tre o quattro dita sotto l'ombelico, all'origine dell’essenza vitale o Jing (Jing dantian).Questo campo inferiore nella visione interiore del corpo Taoista è un luogo paragonato a un campo coltivato dal bue di ferro che vi semina la moneta d'oro[7]. Questa immagine sta a simboleggiare la trasformazione del "grano" di cinabro in Embrione Immortale. Tale trasmutazione avviene seguendo il corso delle Quattro Stagioni e nel segno del Fuoco. La Milza o Corte Gialla (Huangting, 黄厅) ha una posizione centrale in questo campo e governa le stagioni. Questo campo è associato al Trigramma Kun. Lo spirito legato a questa area si chiama Dimora Permanente (Changzai) e Arresto delle Anime Celesti (Hunting).

A tali punti non corrisponde alcun organo, ma sono essenziali nella Medicina tradizionale cinese che crede l'organismo costituito da una somma di elementi fisici, energetici e spirituali: il cinabro è, infatti, un minerale dall'aspetto rossiccio (ancora oggi fonte principale di mercurio) che nell’alchimia cinese è la materia prima della pietra filosofale; il termine campo è, invece, mutuato dal vocabolario agricolo e richiama l’idea di coltivazione. Si ritiene che concentrando il Qi nel Dantian Inferiore, ciò porti beneficio allo stato di salute.

Il Dantian ed il Qigong[modifica | modifica wikitesto]

In Cina sono stati condotti degli esperimenti con l'utilizzo dell'Agopuntura, del Qigong (attraverso il controllo mentale), di altre pratiche di Medicina tradizionale cinese, che hanno dimostrato come la stimolazione del Campo di cinabro inferiore, influisca in maniera positiva sul sistema nervoso, sull'apparato endocrino e sui cosiddetti organi interni. Il Campo di cinabro superiore svolge la sua funzione tramite lo Shen, cioè favorisce questi processi tramite la concentrazione mentale, che deve essere utilizzata per entrare in uno stato di quiete che incrementa il benessere mentale.

« Mantenendo la concentrazione sul Dantian e allontanando dalla mente i pensieri che sviano l'attenzione, create un centro di eccitazione nella corteccia cerebrale e a poco a poco rafforzatelo, intensificando contemporaneamente l'inibizione in altre parti della corteccia. Tale procedimento contribuisce alla formazione di una sorta di inibizione protettiva che è di grande valore terapeutico. »
(Cen Yuefang, I fondamenti del Qigong, p. 34.)

Nel Qigong come anche nelle arti marziali cinesi, si vuole far scendere il Qi nel Dantian (inferiore), tramite la respirazione. Ciò significa che consapevolmente devo cercare di utilizzare pienamente la capacità polmonare per abbassare il diaframma, dando l'impressione di aver riempito l'area del Dantian e di avere effettivamente fatto scendere lì il Qi. Naturalmente ciò causa un miglioramento delle facoltà respiratorie e determina un massaggio degli organi interni.

« A causa dei movimenti del diaframma e dei muscoli addominali si può pensare che il "centro" del movimento respiratorio non sia situato nel torace dove si trovano i polmoni, ma nel centro del ventre, in quel punto chiamato dai cinesi Tan T'ien, che corrisponde al baricentro del corpo umano. »
(Chang Dsu Yao e Roberto Fassi, Enciclopedia del Kung Fu Shaolin, p. 57.)

Il Dantian ed il Taijiquan[modifica | modifica wikitesto]

Ai praticanti del taijiquan è, in particolare, richiesto di prendere piena e completa conscienza del proprio jing dantian che deve essere utilizzato per dirigere tutti i movimenti evitando ogni tensione dell'addome. Esercizi specifici per conoscere il dantian sono quelli di chan si gong e Qi gong. Mentre si pratica un Taolu di Taijiquan ogni movimento deve prendere origine dal Dantian, punto in cui

« devono essere contemporaneamente presenti tre tipi di movimento perfettamente coordinati: vibratorio, ondulatorio e sussultorio. Ogni giuntura deve agire come parte di un serpente con l'energia che si muove a spirale. »
(Flavio Daniele, Le tre vie del Tao, p. 49.)

Secondo Flavio Daniele, nel Taijiquan stile Yang ci si concentra sul far scendere il Qi nel Dantian, mentre nel Taijiquan stile Chen si ha in aggiunta l'attenzione sui movimenti ondeggianti. Per Lam Tu-ky[8] il Dantian nel Taijiquan stile Chen deve essere utilizzato come motore del movimento degli arti e del corpo. Si segue la regola secondo la quale se l'interno non si muove anche l'esterno non si muove, cioè deve essere sempre il Dantian a muoversi per primo, seguito dal movimento degli arti. Il movimento del Dantian è Rotatorio e va in tutte le direzioni, seguendo due principi di spostamento: sinistra-destra (piano orizzontale) e avanti-dietro (piano verticale).

I Dantian ed i Chakra[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una certa somiglianza tra i Dantian ed i Chakra. Per esempio, per quanto riguarda il Dantian inferiore, esso corrisponde approssimativamente al concetto indiano del manipura, o al chakra della filosofia yoga, visto come la sede del prana che si irradia esternamente all'intero corpo. Anche Flavio Daniele individua dei Chakra dello Yoga nelle zone dei tre Dantian: nella zona del Dantian inferiore i chakra Muladhara e Svadishthana; nella zona del Dantian mediano i chakra Manipura e Anahata; nella zona del Dantian superiore i chakra Visuddha, Ajina e Manipura.[9] Però:

« I Tan Tien sono diversi dai chakra benché abbiano funzioni ed effetti simili »
(Huai-chin Nan, Tao e Longevità, p. 19)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario conciso Cinese-Italiano
  2. ^ a b Tao e Longevità, p. 20.
  3. ^ I fondamenti del Qigong
  4. ^ Tao e Longevità, p. 19.
  5. ^ L'alchimia del soffio, pp. 39-40.
  6. ^ a b L'alchimia del soffio, p. 39.
  7. ^ L'alchimia del soffio, p. 37.
  8. ^ L’arma segreta del Tai Chi Chuan stile Chen:LA ROTAZIONE DEL DAN-TIAN
  9. ^ Le tre vie del Tao, p. 121.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andreini Attilio, Scarpari Maurizio, Il Daoismo, L'espressione più autentica del sentimento religioso cinese, Bologna, Edizioni il Mulino, 2007, ISBN 978-88-15-11644-4.
  • Nan Huai-chin, Tao e Longevità, La trasformazione di mente e corpo, Roma, Edizioni Astrolabio, 1986, ISBN 88-340-0856-1.
  • Moiraghi Carlo, Qi Gong, L'arte di nutrire la vita, Fabbri Editore, 2002, ISBN 88-451-8009-3
  • Cen Yuefang, I fondamenti del Qigong, Roma, Ubaldini Editore, 2000, ISBN 88-340-1376-X.
  • Chang Dsu Yao, Roberto Fassi, Enciclopedia del Kung Fu Shaolin, Roma, Edizioni Mediterranee, 1993, ISBN 88-272-0016-9.
  • Daniele Flavio, Le tre vie del Tao, Milano, Luni Editrice, 2005, ISBN 88-7435-086-4.
  • Esposito Monica, L'alchimia del soffio, La pratica della visione interiore nell'alchimia taoista, Roma, Ubaldini Editore, 1997, ISBN 88-340-1230-5.
  • Zhang Shihua, Dizionario conciso Cinese-Italiano, ISBN 7-81009-965-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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