Bruno de Finetti

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Bruno de Finetti

Bruno de Finetti (Innsbruck, 13 giugno 1906Roma, 20 luglio 1985) è stato un matematico e statistico italiano, noto soprattutto per la formulazione della concezione soggettiva operazionale della probabilità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Innsbruck, al tempo capitale della Contea di Tirolo, col nome di Bruno Johannes Leonhard Maria von Finetti[1]. Suo nonno, Giovanno Cavalieri von Finetti, era un imprenditore edile di Trieste, al tempo nell'Impero austro-ungarico, e partecipò alla costruzione della ferrovia dell'Arlberg. Proprio per questo motivo la famiglia si trasferì a Innsbruck. Il padre di Bruno, Gualtiero De Finetti, rilevò la società nel 1910, fino a quando ottenne l'incarico di direttore di costruzione a Trieste. Poco dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì a Trento, allora Contea del Tirolo, nell'Impero austro-ungarico, nonché città natale della madre.

Finita la Prima guerra mondiale, il Trentino e l'Alto Adige passarono all'Italia. Bruno de Finetti si iscrive nel 1923 al Politecnico di Milano e nel 1925 passa al neonato corso di laurea in matematica applicata all'Università di Milano. Qui conosce Oscar Chisini e Giulio Vivanti; con Vivanti si laurea nel 1927 discutendo una tesi sull'analisi vettoriale in ambito affine. Dal 1927 al 1931 lavora all'Istituto nazionale di statistica, appena creato, e viene preposto all'ufficio matematico, diretto da Luigi Galvani. In quel periodo costruisce le tavole di mortalità 1921 e ricostruisce con criteri di uniformità quelle dei censimenti precedenti (sviluppo della popolazione italiana, "interpolazione grafica").

Dal 1931 al 1946 lavora come attuario e statistico presso le Assicurazioni Generali di Trieste, dove è a capo del servizio meccanografico e dell'ufficio razionalizzazione. Le sue numerose pubblicazioni su temi probabilistici, ma non solo, gli procurano notorietà nella cerchia degli studiosi del ramo. Insegna prima all'Università di Padova e nel 1939 vince la cattedra di matematica finanziaria all'Università di Trieste, dove gli è dedicata l'Aula Magna della Facoltà di Economia e Commercio. Nel 1954 si sposta all'Università di Roma, inizialmente su una cattedra di matematica finanziaria e successivamente, dal 1961 al 1976, su una cattedra di calcolo delle probabilità.

La probabilità è l'argomento di cui si è occupato in modo più specifico e continuativo. Egli sostiene il "significato soggettivo della probabilità" e rivolge critiche radicali ad alcune correnti concezioni e definizioni (o "pseudo definizioni") della probabilità. "La probabilità non è nient'altro che il grado di fiducia (speranza, timore, ..) nel fatto che qualcosa di atteso (temuto, o sperato, o indifferente) si verifichi e risulti vero". Lo statistico italiano ha anche ideato il diagramma di De Finetti, con il quale si può localizzare una popolazione in un grafico basato su coordinate triangolari, rispetto all'equilibrio di Hardy-Weinberg. Le sue originali ricerche gli procurano numerosi premi:

  • premio Toja (1931) dall'INA;
  • premio dell'Università di Roma (1934);
  • premio dal Consiglio nazionale delle ricerche (1939);
  • premio internazionale per le scienze assicurative presso l'Accademia nazionale dei Lincei (1964);
  • premio dell'Associazione degli attuari svizzeri (1978);
  • premio della Société française de statistique (1979).

De Finetti fu accademico dei Lincei e socio effettivo e corrispondente dei più importanti istituti attuari e presidente di numerose associazioni matematiche italiane ed estere. Fu inoltre socio fondatore e poi presidente onorario dell'AMASES, l'Associazione per la matematica applicata alle scienze economiche e sociali. In lui rimane sempre concreto e vivo l'interesse per la didattica. De Finetti sostiene decisamente la necessità di rendere intuitiva la matematica e combatte le posizioni bourbakiste nell'insegnamento di quella materia. È presidente della Mathesis dal 1970 al 1981.

Negli anni settanta anima un gruppo di ricerca sulla didattica della matematica attivo nell'ambiente romano: ne fanno parte Emma Castelnuovo, Lina Mancini Proia, Michele Pellerey, Bruno Rizzi. È tra i primi, intorno al 1960, a promuovere fra studenti gare matematiche che possano portare i migliori a partecipare a gare internazionali. Applica il concetto di intuitività anche alla didattica universitaria. Il suo spirito critico e spesso anticonformista lo porta a posizioni polemiche che hanno un certo seguito, nonostante per carattere sia lontano da forme di potere fini a sé stesse.

Nell'ambito della vita universitaria manifesta critiche a quei burocrati che chiama "burosauri". Sostiene anche l'opportunità di consentire che cittadini stranieri accedano alle cattedre delle Università italiane, cosa impossibile fino agli anni settanta. Dagli ultimi anni settanta milita nelle file del Partito Radicale. In particolare, accetta di ricoprire il ruolo di responsabile di una testata giornalistica (Notizie radicali), che pubblica articoli di denuncia. Questo lo porta anche ad essere arrestato - presso la sede dell'Accademia nazionale dei Lincei, all'uscita della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico - a poche centinaia di metri dal carcere di Regina Coeli, dove viene tradotto per essere scarcerato ancor prima di entrare in cella, grazie alla immediata revoca del mandato di cattura. Il mandato era stato disposto dal magistrato Antonio Alibrandi, in seguito alla pubblicazione, su Notizie Radicali, di articoli in difesa degli obiettori di coscienza nei confronti del servizio militare.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di de Finetti, al compimento del suo 75º compleanno ammontavano a 274, tra articoli e volumi. Tra i lavori che più amava si possono citare:

  • "Problemi determinati e indeterminati nel calcolo delle probabilità" in Rendiconti dell'Accademia Italiana dei Lincei novembre, 1930
  • "Fondamenti logici del ragionamento probabilistico" in Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, anno IX, dicembre, 1930
  • "Sul significato soggettivo della probabilità" in Fundamenta Mathematicae, Warszawa, T. XVII, pp. 298-329, 1931
  • "L'invenzione della verità" (1934), pubblicazione postuma 2006.
  • "La Prévision: Ses Lois Logiques, Ses Sources Subjectives" in Annales de l'Institut Henri Poincaré, 1937
  • "Le vrai et le probable" in Dialectica, 1949
  • "Sull'impostazione assiomatica del calcolo delle probabilità" in Annali Triestini, 1949
  • "Macchine che pensano (e che fanno pensare)" in Tecnica e Organizzazione, 1952
  • "Matematica logico-intuitiva", 1959
  • "La Matematica per le Applicazioni Economiche", 1961
  • "Theory of Probability", 1974
  • "Filosofia della probabilità", 1995, (opera postuma a cura di A. Mura)

Va segnalato inoltre che i due volumi che raccolgono gli

  • "Scritti (1926 - 1930)" vol. I 1981 - Cedam, Padova
  • "Scritti (1931 - 1936)" vol. II 1991 - Pitagora Editrice, Bologna

riportano la sua intera bibliografia fino al 1980.

Da ricordare, inoltre, la sua opera "Un matematico e l'economia" edita da Miro Allione e Francesco Indovina nel 1969[2], ripubblicata da Giuffrè editore in occasione del ventennale della morte[3]. Nella stessa ricorrenza vengono ripubblicate altre due opere: "Matematica logico-intuitiva" e "Teoria delle probabilità". Tutte e tre le opere hanno una prefazione di Alfonso Desiata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.brunodefinetti.it/Leben%20-%20Bruno%20de%20Finetti.pdf
  2. ^ (EN) Amazon.com, Un Matematico e l'Economia 1969. URL consultato il 31 luglio 2012.
  3. ^ Ibs.it, Un Matematico e l'Economia 2005. URL consultato il 31 luglio 2012.

Bibliografia sulla sua opera[modifica | modifica wikitesto]

  • Biografia completa
    • Fulvia de Finetti, Luca Nicotra Bruno de Finetti, un matematico scomodo, Livorno: Salvatore Belforte Editore, 2008.
  • Due libri con capitoli su de Finetti e informazioni bibliografiche:
    • Jan von Plato Creating Modern Probability Theory, Cambridge: Cambridge University Press, 1994.
    • Donald Gillies Philosophical Theories of Probability, London: Routledge, 2000.
  • Necrologi
  • Conoscere de Finetti: Per il governo dell'incertezza Massimo De Felice, Giulio Giorello, Franco Moriconi, Ludovico Piccinato, Gabriella Salinetti, Mondadori Università - Sapienza Università di Roma 2010, ISBN 978-88-6184-053-9
  • Bruno de Finetti. Milano, 8 giugno 2006, a cura di G. Lunghini e A. Robbiati Bianchi, LED Edizioni Universitarie, Milano 2010, ISBN 978-88-7916-420-7
  • Giorgio Israel, De Finetti, Bruno. Dizionario biografico degli italiani, Volume 33 (1987), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  • Stefano Lucarelli e Giorgio Lunghini, “Bruno de Finetti”, in Pier Luigi Porta e Vera Zamagni (a cura di), Il pensiero economico - la cultura italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, pp. 604-609.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 52226638 LCCN: n82043203