Battaglia di Stamford Bridge

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Battaglia di Stamford Bridge
La battaglia in un dipinto del norvegese Peter Nicolai Arbo (1831–1892).
La battaglia in un dipinto del norvegese Peter Nicolai Arbo (18311892).
Data 25 settembre 1066
Luogo Stamford Bridge, Inghilterra
Esito Vittoria schiacciante anglo-sassone
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Circa 7.500 Circa 7.000
Perdite
Circa 7.000 uomini Circa 2.000 uomini
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La Battaglia di Stamford Bridge, dal nome di un villaggio dell'Inghilterra orientale, è spesso considerata come l'atto conclusivo dell'epoca vichinga in Inghilterra.[1] Essa avvenne il 25 settembre 1066, pochi giorni dopo che un esercito invasore norvegese, guidato dal re Harald Hardråde, aveva sconfitto l'esercito dei conti del Nord Edwin di Mercia e Morcar di Northumbria alla battaglia di Fulford, due miglia a sud della città di York.

Re Aroldo II Godwinsson d'Inghilterra si scontrò con Harald con un suo esercito, prendendolo di sorpresa, disarmato e impreparato[2], dopo una marcia leggendaria, a tappe forzate, dalla parte meridionale del regno.

Secondo la Cronaca anglosassone, Il ponte sullo Stamford (da cui prendeva il nome il villaggio) venne immediatamente occupato da un guerriero norvegese armato di ascia, senza armatura, che combatteva in modo furioso. Costui era di enorme statura e terrorizzò l'esercito inglese. Egli riuscì a tenere il ponte per circa un'ora, buttando di sotto tutti quelli che cercavano di passare, fino a che gli inglesi non riuscirono ad ucciderlo posizionando una piccola nave al di sotto del ponte e trafiggendolo con una lancia.

Questo ritardo nell'ingaggiare battaglia diede ad Harald Hardråde sufficiente tempo per posizionare il suo esercito in formazione circolare su di un'altura, lasciando avvicinare gli inglesi che erano costretti a volgere le spalle al fiume.[2] Dopo un'ostinata battaglia con ingenti perdite da ambo i lati (ma soprattutto dalla parte dei semi-disarmati norvegesi), Harald Hardråde e Tostig del Wessex (fratello di Aroldo ma alleato di Harald) furono uccisi. I rinforzi arrivati servirono solo ad allungare la battaglia, che però infine si risolse a favore dell'esercito inglese, il cui re concesse una tregua ai sopravvissuti (guidati dal figlio di Harald Hardråde, Olaf) e li lasciò salpare dopo averli fatti giurare che non avrebbero mai più attaccato l'Inghilterra.

Questo successo non era comunque destinato a durare. Poco più di tre settimane dopo la battaglia, infatti, dopo aver condotto a tappe forzate il suo esercito dallo Yorkshire fino alla costa sud-orientale dell'Inghilterra, Harold II venne sconfitto e ucciso da un esercito normanno guidato da Guglielmo il Conquistatore, alla Battaglia di Hastings. È il 14 ottobre 1066 ed ha inizio la Conquista Normanna dell'Inghilterra.

Nel villaggio di Stamford Bridge è stato eretto un monumento alla Battaglia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo non si confà bene con le definizioni scandinave del periodo e con la natura dell'invasione norvegese (Harald Hardråde aveva espresso rivendicazioni dinastiche ed era sbarcato in Inghilterra con un esercito di Vichinghi norvegesi e altri loro alleati col fine di una conquista, non di un saccheggio o di una colonizzazione.
  2. ^ a b Nella sua saga su Harald Hardråde, scritta nel 1225, Snorri Sturluson descrisse la disposizione delle truppe norvegesi e rivendicò il fatto che essi avevano lasciato le loro cotte di maglia sulle navi e che quindi furono costretti a combattere utilizzando solamente scudo, lancia ed elmo. Le saghe, comunque, non sono il riferimento puntuale di fatti storici, e non riusciremo mai a separare la verità storica dalle parti romanzate.

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