Battaglia di Fulford

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Coordinate: 53°55′51.6″N 1°04′12″W / 53.931°N 1.07°W53.931; -1.07

Battaglia di Fulford
parte Conquista vichinga dell'Inghilterra
Data 20 settembre 1066
Luogo Fulford, York
Esito Vittoria norvegese
Schieramenti
Comandanti
Harald III di Norvegia
Tostig del Wessex
Morcar di Northumbria e suo fratello Edwin
Earl di Mercia
Effettivi
9 000 5 000
Perdite
Sconosciute Sconosciute
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La battaglia di Fulford ebbe luogo presso il villaggio di Fulford, vicino a York in Inghilterra, il 20 settembre 1066, quando re Harald III di Norvegia Hardrada e Tostig del Wessex, suo alleato inglese, combatterono e sconfissero gli earl settentrionali Edwin e Morcar. Tostig era il fratello esiliato di Aroldo II d'Inghilterra. Si alleò con re Harald di Norvegia e forse con il duca Guglielmo di Normandia, ma non sono giunti a noi riscontri su cosa Tostig si aspettasse per sé in caso di successo dell'invasione. Tostig fu avversato dall'earl Morcar, il quale gli aveva tolto il titolo di Earl di Northumbria.[1]

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Quando il re anglosassone Edoardo il Confessore morì nel 1066 senza lasciare eredi, Earl Harold Godwinson fu scelto come nuovo re dai potenti signori di Witenagemot che si erano radunati a Thorney.

Il viaggio[modifica | modifica sorgente]

All'inizio di settembre del 1066, Hardrada salpò dalla Norvegia con 300 navi. All'approdo sulla costa inglese, la sua flotta fu affiancata dalle navi di Tostig ed insieme risalirono il fiume Ouse verso la città di York.

Il patto[modifica | modifica sorgente]

Il primo problema per Harold venne dal fratello Tostig. Nel maggio 1066 le navi di Tostig razziarono la costa meridionale dell'Inghilterra prima di volgere la prua verso la Scozia. In Scozia Tostig strinse un patto con Harald Hardrada, re di Norvegia, in cui accettava di supportare Hardrada nella sua invasione dell'Inghilterra.

Il conflitto[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Edwin aveva dislocato alcuni soldati ad est per prepararsi all'invasione dei norvegesi. La battaglia iniziò con gli inglesi che portavano i loro uomini a Germany Beck per rafforzare i fianchi. Sul fianco destro si trovava il fiume Ouse, e sul sinistro il Fordland, una zona paludosa. Lo svantaggio di questa posizione era che forniva ad Harald un terreno sopraelevato, perfetto per osservare il conflitto a distanza. Un altro svantaggio era che se un fianco avesse ceduto, l'altro sarebbe stato un problema. Se gli anglosassoni avessero voluto ritirarsi, non sarebbero stati in grado di farlo a causa delle paludi. Avrebbero dovuto bloccare i norvegesi per il maggior tempo possibile.[1]

L'esercito di Harald giunse da tre strade a sud. Harald allineò propri uomini per affrontare gli anglosassoni, ma sapeva che sarebbero servite ore per far arrivare tutte le sue truppe. Mandò gli uomini con meno esperienza a destra, ed i veterani sulla sponda del fiume.

La carica inglese[modifica | modifica sorgente]

Gli inglesi attaccarono per primi, avanzando sull'esercito norvegese prima che fosse completamente schierato. Gli uomini di Morcar spinsero indietro Harald nelle paludi, avanzando contro la parte più debole delle linee norvegesi. Questo successo iniziale si dimostrò insufficiente per consegnare la vittoria agli inglesi, dato che i norvegesi lanciarono contro loro gli uomini migliori, ancora freschi, contro i sassoni indeboliti.

La contromossa di Harald[modifica | modifica sorgente]

Harald spostò più uomini dal fianco destro per attaccare il centro, inviandone anche altri al fiume. Gli uomini erano in inferiorità numerica, ma resistettero respingendo gli assalitori. Gli anglosassoni furono obbligati a concedere terreno. I soldati di Edwin che stavano difendendo la riva furono tagliati fuori dal resto dell'esercito dalle paludi, tanto che decisero di dirigersi verso la città per l'ultima resistenza. Nel giro di un'ora furono cacciati dai norvegesi. Altri norvegesi, che continuavano ad arrivare, trovarono un modo per aggirare il campo di battaglia aprendo un terzo fronte contro gli anglosassoni. I difensori furono così sconfitti, ma Edwin e Morcar riuscirono a sopravvivere allo scontro.

Coloro che erano rimasti a Fulford si arresero dietro la promessa che i vincitori non avrebbero saccheggiato la città. Il patto fu rispettato, dato che re Harald spostò l'attenzione su York.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

La battaglia di Fulford non causò molte perdite in nessuno dei due fronti, ma si incastra nell'importante catena di eventi dell'autunno inglese del 1066. Le perdite inglesi non furono decisive, ed i norvegesi mantennero un esercito numeroso, pronto per attaccare York. La battaglia di Stamford Bridge chiuse questo progetto, con la sconfitta dell'esercito di Harald, ed è improbabile che le perdite di Fulford siano state decisive per questa sconfitta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Howarth, David, 1066; The Year of the Conquest, Dorset Press, 1977, ISBN 0-88029-014-5.
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