Huscarl

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Huscarl
Huscarl sassone (distinguibile per le ricche vesti e l'ascia danese) nel mezzo di altri soldati - Arazzo di Bayeux (post. 1066)
Huscarl sassone (distinguibile per le ricche vesti e l'ascia danese) nel mezzo di altri soldati - Arazzo di Bayeux (post. 1066)
Descrizione generale
Attiva VIII-XII secolo
Nazione Norvegia Norvegia
Svezia Svezia
Danimarca Danimarca
Inghilterra Inghilterra
Russia Russia
Servizio Esercito
Tipo Fanteria pesante
Ruolo Truppa d'assalto
Guardia cerimoniale
Dimensione 3.000 uomini (Inghilterra, al tempo di Canuto il Grande[1])
Equipaggiamento Ascia danese
Elmo vichingo
Cotta di maglia

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Gli Huscarli furono la guardia del corpo dei re scandinavi nel corso dell'Antichità e del Medioevo.

Il termine originario norreno, huskarl, anche huscarl, aveva il significato letterale di "uomo di casa", ovvero uomo armato a difesa di una specifica casa, la propria o quella di qualcun altro da cui fosse stato assoldato[2]. In origine erano probabilmente compensati con la cessione di una parte consistente del bottino di guerra. In seguito costituirono il corpo professionale dell'esercito dei regni scandinavi, mentre il resto della truppa, a parte occasionali mercenari, era composto da milizie e leve di contadini. Erano armati con la grande ascia danese ed arrivarono ad essere circa 2.000 in un singolo regno.

Con l'arrivo dei Variaghi nelle terre dell'attuale Russia (IX secolo), gli huscarli diedero probabilmente origine alla locale druzhina, guardia del corpo dei capi slavi. Parimenti, i contatti tra i vichinghi norvegesi ed i gaelo-Scozzesi delle Isole Ebridi diede origine ai clan guerrieri dei Gallowglass. Nei regni d'Inghilterra, gli huscarli furono introdotti dal sovrano danese Canuto il Grande (1017), fornendo poi il modello su cui vennero costituiti gli eserciti professionali stabili degli Anglosassoni[1]. Arrivarono a costituire una forza di circa 3000 uomini, ospitati e nutriti a spese del re, il cui soldo venne pagato con un'imposta speciale. In tempo di pace svolsero anche compiti amministrativi, ma il loro principale compito rimaneva la guerra e la difesa personale del re.

Il loro tramonto, in Occidente, giunse con la battaglia di Hastings del 1066, nella quale la maggior parte degli huscarli trovò la morte. In seguito, insieme ad altri Sassoni, alcuni dei sopravvissuti si spostarono fino a Costantinopoli, dove entrarono a far parte della "Guardia variaga", preposta alla sicurezza personale dell'imperatore bizantino (basileus), già usa assoldare mercenari vichinghi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Equipaggiamento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armi ed armature in epoca vichinga.

In quanto "campioni" del Re, gli huscarli si equipaggiavano con quanto di meglio la civiltà germanica settentrionale poteva fornire ai suoi guerrieri: cotta di maglia, elmo, fibbie e stivali in cuoio di buona fattura. Loro arma distintiva, vero e proprio status symbol degli huscarli[3], era la grande scure da guerra Långyxa (volgarmente nota come "Ascia danese"), il cui manico era un astile ligneo di almeno 90 cm e la cui "testa" vantava una superficie tagliente di 20-30 cm.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Brøndsted, Johannes; Skov, Kalle [trad.] (1965), The Vikings, Harmondsworth, Penguin, ISBN 0-14-020459-8.
  2. ^ Germanic Lexicon Project
  3. ^ Petersen, Jan (1919), De Norske Vikingesverd, Kristiania.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Abels, Richard P. (2008), Household Men, Mercenaries and Vikings in Anglo-Saxon England, in France, J. (2008), Mercenaries and Paid Men: The Mercenary Identity in the Middle Ages, Leiden, Brill, ISBN 978-90-04-16447-5, pp. 143–66.
  • Blondal, Sigfus; Benedikz, Benedikt S. [trad.] (1978), Varangians of Byzantium: An Aspect of Byzantine Military History, Cambridge, ISBN 0-521-21745-8.
  • Brøndsted, Johannes; Skov, Kalle [trad.] (1965), The Vikings, Harmondsworth, Penguin, ISBN 0-14-020459-8.
  • Hooper, Nicholas (1985), The Housecarls in England in the Eleventh Century, in Anglo-Norman Studies, n. 7, pp. 161–76.
  • Hooper, Nicholas (1994), Military Developments in the Reign of Cnut, in Rumble, Alexander R. (1994), The Reign of Cnut: King of England, Denmark and Norway. Studies in the Early History of Britain, Londra, Leicester University Press, pp. 89–100.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]