Spada vichinga

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Spade vichinghe in mostra presso il Wikingermuseum di Hedeby

La spada vichinga è un tipo di spatha sviluppatasi dalla spada del periodo delle migrazioni intorno all'VIII secolo. Funse da archetipo per la spada della cavalleria medievale con lo sviluppo delle grandi else cruciformi e, nonostante il nome, non fu arma esclusiva dei Vichinghi, bensì si diffuse in tutta Europa durante l'epoca vichinga.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'epoca vichinga, le spade divennero leggermente più lunghe fino a raggiungere i 93 centimetri. Queste lame avevano profonde scanalature su tutta la loro lunghezza, e impugnature ad una mano che spesso esibivano un terminale a cappello. Le punte erano usate per incrementare potenza e flessibilità della spada, riducendone contemporaneamente il peso. Questa leggerezza e flessibilità permetteva a chi la usava di operare più velocemente e con colpi più duri mentre, nel contempo, permetteva alla spada di piegarsi senza rompersi al contatto con le ossa. In tutta Europa, tra il 700 ed il 1000, si potevano trovare queste spade e piccole varianti. Solo i più ricchi Vichinghi goðar, jarl e a volte alcuni uomini liberi usavano spade, mentre tutti gli altri usavano solitamente asce e lance.

Nel periodo normanno le lame si allungarono fino a un metro, e l'impugnatura si modificò in maniera radicale. Il pomello terminale prese la forma a disco attaccato "di lato" all'impugnatura in ferro. Inoltre la guardia dell'elsa divenne più grande, a partire da quella quasi inesistente che l'aveva preceduta.

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