Basilica inferiore di San Francesco d'Assisi
A causa della pendenza del colle, l'ingresso della Basilica inferiore di San Francesco d'Assisi è collocato sul lato sinistro della navata. L'ingresso nella chiesa avviene mediante un elegante portale del Duecento sormontato da un rosone e preceduto da un atrio rinascimentale opera dello scultore Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta. È composto da un arcone sorretto da due colonne con attico decorato da un fregio a due festoni. Il portale gotico venne ultimato prima del 1271.
Indice
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[modifica] Descrizione
[modifica] Il transetto d'ingresso
Il transetto d'ingresso alla basilica inferiore fu edificato nel 1271, quando furono aggiunte alla chiesa originaria del 1230 due campate. Questa parte della Basilica inferiore è oggi destinata alle celebrazioni ordinarie della messa ed è decorata con pitture di maestri seicenteschi.
[modifica] Parete sinistra
Lungo la navata si aprono le cappelle: a sinistra, si trova la piccola Cappella di San Sebastiano, con decorazione pittorica del pittore seicentesco Martelli; accanto alla cappella c'è la Madonna della Salute, opera di Ottaviano Nelli (Gubbio, 1370 ca. - 1444 ca.).
[modifica] Parete destra
La parete destra del transetto d'ingresso ospita, nella prima campata il monumento sepolcrale a Giovanni dei Cerchi, sormontato da un vaso di porfido dono di una regina di Cipro, relizzato all'inizio del XV secolo. Nella seconda campata è presente una tribuna di un artista locale, realizzata nel XIV sec., ma con ornature in maiolica del 1458, e con un parapetto seicentesco. Sempre nella seconda campata è il monumento sepolcrale a Giovanni di Brienne, il monumento è opera di un maestro cosmatesco e venne realizzato circa nel 1290. Gli affreschi presenti nell'arco tra la prima e la seconda campata del transetto d'ingresso furono realizzati dal Sermei nel 1645, aiutato del Martelli, le scene raffigurano i Misteri della Redenzione, e santi e profeti.
[modifica] Cappella di S. Antonio Abate
Nella cappella di S. Antonio Abate sono presenti due monumenti sepolcrali, uno a Blasco Fernandez e l'altro al figlio Garcia, uccisi mentre erano in visita nel Ducato di Spoleto, nel 1367. I monumenti sono opera di un artigiano locale del secolo XIV.
[modifica] Cappella di Santa Caterina
Di fronte all'ingresso si trova la Cappella di Santa Caterina, costruita prima del 1343, in cui venne sepolto il cardinale Egidio Albornoz, prima che la salma fosse traslata in Spagna nel 1372. La cappella è decorata con un ciclo di affreschi dedicati a santa Caterina, opera del bolognese Andrea Bartoli (1368).
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L'interno della Basilica inferiore ha una pianta a forma di Tau, simbolo caro a Francesco. Alla fine del XIII secolo viene modificata l'iniziale struttura romanica (un'unica navata scandita da quattro campate) e vi vengono aggiunte sia le cappelle lungo le pareti laterali sia l'atrio d'ingresso. L'introduzione delle cappelle ha costretto la chiusura delle finestre lungo la navata creando una suggestiva penombra che induce al raccoglimento.
Sulle pareti della navata centrale sono dipinti alcuni brani di affreschi raffiguranti Storie della vita di san Francesco e Storie della passione di Cristo, andati perduti per la maggior parte a seguito dell'apertura delle cappelle laterali. Il ciclo di affreschi è attribuito ad un maestro umbro, influenzato dalla pittura di Giunta Pisano (denominato dalla critica d'arte il Maestro di San Francesco) che operò poco dopo la metà del Duecento.
[modifica] Cappelle laterali di destra
Proseguendo lungo la navata, sul lato destro, si trovano la Cappella di Santo Stefano (affrescata intorno al 1570 dall'assisano Dono Doni), la Cappella di Sant'Antonio di Padova (dipinta da Cesare Sermei nel 1610) e la Cappella della Maddalena, affrescata da Giotto nel 1307-1308 su commissione di Teobaldo Pontano, vescovo di Assisi dal 1296 al 1329.
A sinistra della terza campata si trova la Tribuna di San Stanislao, proclamato Santo ad Assisi nel 1253 da papa Innocenzo IV.
[modifica] Cappella di S. Stefano
[modifica] Cappella di S. Antonio da Padova
[modifica] Cappella della Maddalena
la cappella della maddalena si trova nella basilica inferiore di san Francesco di Assisi. Gli affreschi, rappresentanti le storie di Maria Maddalena, sono stati iniziati da Giotto e dalla sua bottega intorno al 1307/08. Le storie però non interessano tutta la parete. Sono presenti raffigurazioni di paesaggio e qui, diversamente dalle storie di San Francesco o dal ciclo pittorico della Cappella degli Scrovegni a Padova, non c'è l'idea della "scatola spaziale". Si osservi la Resurrezione di Lazzaro in cui Giotto si discosta dall'idea del paesaggio roccioso. Le cappelle nelle Basiliche hanno la funzione di regolare l'afflusso dei pellegrini, sono anche luogo di sepoltura.
[modifica] Cappelle laterali di sinistra
[modifica] Cappella di S. Martino
| Per approfondire, vedi la voce Cappella di san Martino (Assisi). |
La prima cappella del lato sinistro della navata è la Cappella di san Martino. Fu costruita per il cardinale Gentile Partino da Montefiore e affrescata tra il 1313 circa e il 1318 circa dal senese Simone Martini con le storie della vita del Santo.
[modifica] La cripta - Tomba del santo
A metà della navata centrale, attraverso due rampe, si scende alla cripta in cui è custodito il corpo di san Francesco. Questo luogo, il più spoglio e povero di arte, è il cuore della basilica. In seguito alla scoperta della tomba del Santo (dicembre 1818), è stata scavata la cripta realizzata in stile neoclassico, su progetto dell'architetto romano Pasquale Belli. Ma lo stile contrastava troppo con il resto della basilica e quindi, tra il 1925 e il 1932, la cripta fu radicalmente modificata su progetto dell'architetto Ugo Tarchi secondo lo stile neo-romanico. All'ingresso della cripta si trova la tomba della beata Jacopa de' Settesoli. Sopra l'altare, protetto da una grata è situato il sarcofago in pietra nel quale fu riposta, sin dall'inizio, la salma di Francesco. Tutt'intorno, nel 1932, sono stati tumulati i resti mortali di quattro suoi compagni: Rufino, Angelo, Masseo e Leone. Inoltre, a illuminare la tomba del Poverello d'Assisi c'è una lampada votiva, sempre progettata da Ugo Tarchi, il cui olio che la alimenta viene donato, a rotazione, dalle venti Regioni d'Italia in occasione del 4 ottobre.
Nella cripta vi è l'organo a canne Mascioni opus 1085[1], costruito nel 1987. Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con 13 registri suddivisi fra l'unica tastiera (di 58 note) e la pedaliera (di 20). Di seguito la sua disposizione fonica in base alla posizione dei pomelli che comandano i vari registri nelle due colonne, poste alla sinistra e alla destra del leggio:
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[modifica] Il presbiterio e il transetto
Percorrendo la navata si giunge al presbiterio che ha al centro il solenne altare papale in stile gotico, situato proprio in corrispondenza della tomba di Francesco. In alto, al centro del presbiterio, nella crociera all'incrocio tra navata e transetto, sono rappresentati Francesco d'Assisi in gloria e l'Allegoria dei tre voti: obbedienza, povertà, castità, opera di un pittore molto vicino a Giotto, chiamato Maestro delle Vele (1315-20 ca.).
Gli stalli lignei del coro sono opera di artisti di area umbro-toscana e datati 1471.
Le pareti del presbiterio sono ricoperte da una ricca decorazione pittorica, nella quale sono intervenuti i massimi artisti della pittura italiana: Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti: la Crocifissione, nella parete sinistra, è attribuita a Giotto; nella destra, l'affresco di Cimabue la Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco, parzialmente decurtato per far posto agli altri affreschi; le Storie dell'infanzia e della passione di Cristo sono di Pietro Lorenzetti.
[modifica] Le cappelle di S. Nicola di Bari e di S. Giovanni Battista
Nella testata del transetto destro si apre la Cappella di San Nicola, costruita alla fine del XIII secolo, con affreschi attribuiti a Giotto e ai suoi collaboratori. Accanto all'ingresso della cappella sono dipinti da Simone Martini cinque santi identificabili con Francesco, Ludovico da Tolosa, Elisabetta d'Ungheria, Margherita ed Enrico d'Ungheria. Sempre al Martini è attribuita la Madonna col Bambino tra i santi Stefano e Ladislao nella parete ad angolo.
Sul lato sinistro del transetto si entra nella Cappella di San Giovanni Battista, costruita alla fine del XIII secolo su commissione del cardinale Napoleone Orsini.
[modifica] Organi
[modifica] Organo maggiore
Nella basilica vi è l'organo a canne Mascioni opus 1074[2], costruito nel 1985. A trasmissione elettrica, conta 33 registri suddivisi fra le tre tastiere e la pedaliera. Le canne, senza mostra, sono tutte collocate nello spazio fra la parete dell'abside e gli schienali degli stalli del coro, che le celano completamente alla vista; la consolle, invece, si trova generalmente nel transetto destro. Di seguito la disposizione fonica dell'organo:
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[modifica] Organo positivo
Nella basilica, collocato a pavimento a destra dell'altar maggiore, vi è un organo positivo ad ala[3], costruito nel 1788 da Luigi Galligari e restaurato nel 2000. Esso è costituito da 6 registri comandati da un'unica tastiera di 45 note con prima ottava scavezza. Di seguito la disposizione fonica:
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[modifica] Edifici e strutture correlate
[modifica] Il cimitero dei frati
Attraverso una porta nella Cappella di Sant'Antonio (chiamata anche del Sacramento) si passa al piccolo chiostro del Cimitero; il pavimento e le pareti del portico sono rivestite di lastre tombali tra le quali, la più antica, risale al 1295.
[modifica] La cappella delle reliquie
Dal transetto destro della Basilica inferiore si giunge alla Cappella delle reliquie, realizzata nella Sala capitolare del primo convento dei frati. Nella sala, in stile romanico, sono custodite le reliquie di san Francesco: il saio, il calice con la patena, il corno del Sultano, la benedizione con l'autografo ed altri oggetti legati alla sua vita. Nella lunetta, di fronte all'ingresso, è dipinta una Crocifissione, con Maria, Giovanni, Pietro e Paolo, affresco giottesco dell'assisano Puccio Capanna.
[modifica] Il chiostro di Sisto IV
Salendo due scale ai lati dell'abside della Basilica inferiore, si esce su una terrazza che dà sul Chiostro grande. Il chiostro, decorato e affrescato, venne costruito nel 1476 per volontà del francescano papa Sisto IV. Nelle lunette, tra il 1564 e il 1570, Dono Doni dipinse le Storie di san Francesco. Dalla terrazza del chiostro si accede al Museo del Tesoro, che raccoglie opere e suppellettile liturgica legati alla storia della Basilica. Vi si trova anche la collezione di dipinti, soprattutto fiorentini e senesi, dello storico dell'arte statunitense Frederick Mason Perkins, che donò la sua collezione ai frati nel 1955.
[modifica] Note
- ^ L'organo dal sito della ditta Mascioni
- ^ L'organo sul sito della ditta Mascioni
- ^ Notizie sull'organo
[modifica] Bibliografia
- Bonelli R., Francesco d'Assisi. Chiese e conventi. Milano, 1982
- Boskovits M., Pittura umbra e marchigiana tra Medioevo e Rinascimento. Firenze, 1973
- Rusconi R. (a cura di), Francesco d'Assisi. Storia e arte. Milano, 1982
- Bonsanti G., La volta della Basilica superiore di Assisi. Modena, 1997
- Lunghi E., La Basilica di San Francesco d'Assisi. Antella, 1996
- Rocchi G., La Basilica di San Francesco ad Assisi. Firenze 1982
- Boskovits M., Studi recenti sulla Basilica di Assisi, in "Arte cristiana", 71, pp. 203 214 - 1993
- Milizia U., Struttura di una Leggenda, Roma 2002
[modifica] Voci correlate
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