Asra Nomani

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Asra Q. Nomani (Bombay, 1965) è una giornalista e saggista indiana naturalizzata statunitense, musulmana, femminista e nota attivista dei movimenti liberali nell'Islam e del femminismo islamico.

È autrice di due libri (Standing Alone in Mecca: An American Woman's Struggle for the Soul of Islam e Tantrika: Traveling the Road of Divine Love) e della Carta islamica dei diritti delle donne nella stanza da letto e nella moschea e dei 99 precetti per aprire i cuori, le menti e le porte nel mondo musulmano[1]).

Nel novembre 2003 Nomani fu la prima donna nella sua moschea della West Virginia a chiedere di poter pregare nella sala principale riservata ai maschi. Successivamente organizzò la prima preghiera pubblica negli Stati Uniti di un gruppo promiscuo di fedeli guidata da una donna (lei stessa). Quel giorno (18 marzo 2005) esordì dicendo:

« Stiamo affermando i nostri diritti come donne nell'Islam. Non accetteremo più le porte di servizio o l'ombra alla fine della giornata, noi saremo guide del Mondo islamico. Noi stiamo guidando l'Islam nel XXI secolo e reclamiamo il diritto a parlare che il Profeta ci riconobbe 1400 anni fa"[2] »
(faithfreedom.org asranomani.com)

A dispetto della risonanza avuta sui media e le discussioni nate tra i musulmani, le sue iniziative sono ignorate nella maggioranza della comunità dei suoi correligionari: nessuna moschea o organizzazione di donne musulmane tradizionalista ha mai aderito ai suoi gruppi di preghiera: il primo evento fu tenuto nella Cattedrale Saint John the Divine di New York, la seconda alla Brandeis University dove parteciparono solo 6 persone (lei inclusa)[3].

Alcuni criticano l'iniziativa ipotizzando che fosse un modo per promuovere un suo libro.[3]

I musulmani tradizionalisti spesso sottolineano la sua mancanza di coinvolgimento nella pratica e nella comunità islamica prima del 2002[4], la sua libertà sessuale apertamente ammessa nel suo primo libro, l'aver avuto un figlio fuori dal matrimonio e l'uso dell'hijab (che di norma non indossa) sulla copertina di Standing Alone in Mecca.

Shahina Siddiqui e Ingrid Mattson (presidente in carica della Islamic Society of North America), le cui credenziali di studiose e l'impegno nella comunità musulmana sono riconosciute, hanno scelto un metodo meno brusco [1] hanno compilato un alternativo "Women-Friendly Mosques and Community Centers: Working Together to Reclaim Our Heritage"[5] per dove richiedono migliori condizioni per le donne ma nell'ambito dei parametri tradizionali e fu distribuito nelle moschee degli Stati Uniti.

Oltre che nei suoi libri, Nomani ha espresso le sue esperienze e le sue idee riformiste in due editoriali del New York Times e in diverse altre pubblicazioni e trasmissioni. È stata amica e collega del reporter del The Wall Street Journal Daniel Pearl, che risiedeva con lei e con sua moglie Marianne Pearl a Karachi quando questi è stato prima rapito e poi ucciso dai militanti islamici nel gennaio 2002[6].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nomani è nata a Bombay, India ed a quattro anni si trasferì negli Stati Uniti con il fratello più grande per ricongiungersi con i genitori nel New Jersey dove il padre stava conseguendo un Ph.D. alla Rutgers University. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Morgantown (Virginia Occidentale). Nei suoi libri Tantrika e Standing Alone in Mecca individua in Shibli Nomani, uno studioso musulmano indiano noto per aver scritto una biografia di Maometto, come l'"avo paterno" nel suo albero genealogico familiare esteso. I quotidiani raccontano che il suo racconto è in realtà inaccurato.[senza fonte] Nomani conseguì il suo B.A. in Liberal Studies presso la West Virginia University nel 1986 e l'M.A. in International Communications presso l'American University nel 1990.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Nomani è stata corrispondente del Wall Street Journal ed ha collaborato con The Washington Post, The New York Times, Slate, The American Prospect e TIME. È stata corrispondente in Pakistan di Salon.com dopo l'11 settembre e i suoi articoli appaiono su numerose altre pubblicazioni quali People, Sports Illustrated for Women, Cosmopolitan e Women's Health. È stata commentatrice su National Public Radio.

È stata borsista presso il Center for Investigative Journalism della Brandeis University. È stata anche membro del Poynter Institute for Media Studies presso l'Università Yale.

Nomani è fondatrice ed ideatrice del Muslim Women's Freedom Tour. Ha anche sfidato le interpretazioni letterali dell'Islam che segregano le donne dagli uomini durante le preghiere nelle moschee, [2] ed è stata una delle principali organizzatrici di preghiere musulmane guidate da donne a New York City il 18 marzo 2005 che descrive come "la prima preghiera di un gruppo promiscuo mai guidata da una donna musulmana in 1.400 anni". [3] Tuttavia questa affermazione non è esatta perché sono state documentate preghiere precedenti di gruppi promiscui guidate da donne, come per esempio una nel 1997 in occasione del funerale della musulmana femminista sudafricana Shamima Shaikh[7].

In Standing Alone in Mecca, ella descrive la nascita di suo figlio nelle condizioni di madre non sposata dopo che il padre del bambino l'aveva abbandonata in Pakistan, seguita dalla visita alla Mecca tramite l'hajj al fine di indagare e riscoprire la sua religione. Il Washington Post scrive che il titolo richiama Standing Again at Sinai (1990), nel quale l'autrice, Judith Plaskow, una femminista giudaica, portava il suo punto di vista sulle origini patriarcali del giudaismo. [4]

Articoli[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (foto
  2. ^
    « We are standing up for our rights as women in Islam. We will no longer accept the back door or the shadows, at the end of the day, we'll be leaders in the Muslim world. We are ushering Islam into the 21st century, reclaiming the voice that the Prophet gave us 1400 years ago »
  3. ^ a b Muslims split over gender role / The Christian Science Monitor - CSMonitor.com
  4. ^ Writer Asra Nomani faces ban from the mosqued founded by her father for protesting unequal treatment of women. - Beliefnet.com
  5. ^ ISNA Leadership Development Center
  6. ^ Fingering the Killer of Danny Pearl - TIME
  7. ^ Death of a Muslim Joan of Arc

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video ed audio[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 24291983