Škoda 42 cm Vz. 1914

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Škoda 42 cm Vz. 1914
Obice da 420/12
42 cm Haubitze M. 14, ovvero un Obice da 420/12 d'assedio in una postazione alpina della Guardia alla Frontiera.
42 cm Haubitze M. 14, ovvero un Obice da 420/12 d'assedio in una postazione alpina della Guardia alla Frontiera.
Tipo obice d'assedio e da costa
Origine Austria-Ungheria Austria-Ungheria
Impiego
Utilizzatori Austria-Ungheria Austria-Ungheria
Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Germania Germania
bandiera Regno d'Italia
Conflitti Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Škoda
Data progettazione 1909
Costruttore Škoda
Date di produzione 1914- 1918
Entrata in servizio 1915
Ritiro dal servizio 1945
Numero prodotto 8
Varianti Vz. 1916
Vz. 1917
Descrizione
Peso 105.000 kg (113.000 con scudi)
Lunghezza canna 6,29 m
Rigatura destrorsa costante ad 84 righe
Altezza 2,07 m al ginocchiello
Peso proiettile 800-1.000 kg
Cadenza di tiro normale: 1 colpo/15 minuti
massima: 1 colpo/10 minuti
Velocità alla volata 470 m/s
Gittata massima 14.600 m
Elevazione +40°/+70°
Angolo di tiro 360°

[1]

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Lo Škoda 42 cm Vz. 1914 era un obice pesante da costa e d'assedio realizzato in Austria-Ungheria dalla Škoda nel 1914 ed impiegato durante la prima guerra mondiale. Consegnato come risarcimento di guerra al Regno d'Italia e denominato Obice da 420/12 (il secondo numero indica la lunghezza della canna in calibri).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Torretta del Küstenhaubitze M 14.

L'obice nasce nel 1914 per fornire all'artiglieria costiera delle basi navali adriatiche un'arma capace contrastare le moderne dreadnought penetrandone, con un angolo di tiro indiretto, la parte meno protetta dalle corazzature, ovvero il ponte; l'obice infatti risultava più economico dei potenti cannoni necessari per perforare con il tiro diretto le spesse corazze delle murate e delle torrette ed inoltre, grazie al tiro parabolico, poteva essere occultato e protetto dietro a colline ed ostacoli naturali, risparmiando quindi costose installazioni corazzate. Questo obice fu infatti ufficialmente designato 42 cm L/15 Küstenhaubitze M 14, ovvero "obice da costa" da 42 centimetri di calibro, 15 calibri di lunghezza della canna compresa la camera di scoppio, modello del 1914; dei due di questi esemplari che dovevano difendere la base della k.u.k. Kriegsmarine di Pola, solo uno venne effettivamente installato in torretta corazzata, mentre il secondo esemplare, essendo Pola minacciata dallo scoppio della guerra con l'Italia e ritenendo meno pressante il pericolo dal mare rispetto al fronte terrestre, fu modificato dalla Škoda per il trasporto nel gennaio 1915, ottenendo il 42 cm Haubitze M. 14; questa versione, riconoscibile perché la canna conservava parte dello scudo di torretta, aveva una mobilità molto ridotta e richiedeva un'installazione molto complessa. Il 14 dello stesso mese comunque, uno di questi M 14, il n. 2, sparò il suo primo colpo contro la stazione di Tarnów, in Polonia; l'anno successivo, durante la offensiva austro-ungarica di maggio,formò la "batteria n°3 dell'artiglieria pesante a lunga gittata,affiancando uno degli obici Škoda 38 cm Vz. 1916, il "Gudrun", a [[Volano (Trentino-Alto Adige)] nel bombardamento dell'altopiano dei Sette Comuni, mentre un secondo M 14, da Malga Laghetto di Lavarone, appoggiava il "Barbara" nel bombardamento del Forte Verena. Nel 1916, per ovviare alla bassa mobilità del pezzo, venne messa in produzione una nuova versione di affusto, che rendeva il pezzo trasportabile previa scomposizione in sei sezioni trainate da autocarri; questa versione fu chiamata 42 cm Autohaubitze M 16, venne ulteriormente alleggerita, ottenendo così la versione 42 cm Autohaubitze M 17, trasportabile in sole quattro sezioni. In totale furono prodotti 8 obici: un Küstenhaubitze M 14 in torretta corazzata a Pola, due Haubitze M 14, quattro Autohaubitze M 16 ed un Autohaubitze M 17. Quest'ultimo, pur non essendo stato usato durante la Grande Guerra, venne catturato dai tedeschi quando occuparono la Cecoslovacchia nel 1938 e, ribattezzatolo 42 cm Haubitze (t), lo impiegarono prima nel 1940 contro l'Opera Schoenenbourg della Linea Maginot[1], poi nel 1942 in Crimea, nell'assedio di Sebastopoli.

Nel 1918, alla fine della guerra, 7 obici furono consegnati come risarcimento di guerra al Regno d'Italia, dove il pezzo era denominato Obice da 420/12. Quattro pezzi furono assegnati a quattro diverse batterie dell'artiglieria della Guardia alla Frontiera. In particolare l'obice equipaggiava la 260ª Batteria a Tenda, la 263ª Batteria[2] del LXXV Gruppo/23º Raggruppamento artiglieria GAF a Bar Cenisio, nel settore del Moncenisio, la 261ª e 262ª Batteria del LXXXV Gruppo/8º Raggruppamento artiglieria GAF a Cesana Torinese e Claviere, in Val di Susa. Altri due pezzi erano presso l'Arsenale Regio Esercito di Piacenza ed un settimo era fuori uso. Le batterie non entrarono in funzione durante la battaglia delle Alpi per mancanza di munizionamento, che arrivarono a scontri terminati, mentre i pezzi della 261ª e 262ª Batteria, catturati dalla Wehrmacht dopo l'armistizio di Cassibile, aprirono il fuoco su Briançon nell'inverno 1944-1945[3].

Un M 16 è conservato nel Museo Nazionale Militare di Bucarest.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Munizionamento del 420/12 nel Regio Esercito

M 14 da costa e M 14 d'assedio[modifica | modifica sorgente]

La canna, lunga 6,29 m e pesante 26.000 kg ha rigatura destrorsa ad 84 risalti, con otturatore a cuneo orizzontale. Essa è inserita nella culla a manicotto, con il freno di sparo idropneumatico applicato alla parte inferiore. Nel Küstenhaubitze M 14 la culla è inserita nella torretta corazzata, con lo scudo della cannoniera fissato alla canna. Nella versione mobile, d'assedio, dell'obice M. 14, la culla viene incavalcata su un affusto applicato ad una piattaforma rotante, con protezione laterale blindata. La piattaforma necessita di una base di calcestruzzo o di un paiolo di travi di legno sul quale brandeggia a 360°. Il caricamento avviene tramite una cucchiaia con calcatoio meccanico azionato a manovelle per l'inserimento del colpo nella culatta.

M 16[modifica | modifica sorgente]

Un 42 cm Autohaubitze M 16.

Viste le grandi difficoltà di trasporto di un complesso originariamente destinato alla posa statica, nel 1916 il pezzo fu profondamente modificato per il traino. Mantenendo inalterata la canna, la culla ed il sistema di caricamento, fu introdotto un affusto simile a quello dell'obice Škoda 38 cm Vz. 1916, a cassa, inchiavardato ad un tambur, rotante su una corona circolare posta sul fondo del cassone di lamiera, che viene completamente interrato al momento della messa in batteria. Le munizioni, pesanti fino a 1.000 kg, vengono strasportate dall'apposita vettura e caricate tramite paranchi su un vagoncino, che trasporta il colpo fino alla culatta tramite una decauville. Il traino avviene su sei vetture:

  • vettura obice: per il trasporto della canna, pesante 41.600 kg;
  • vettura affusto: per il trasoprto dell'affusto, pesante 39.200 kg;
  • due vetture mezzo cassone: ognuna per una metà del cassone di lamiera, ognuna pesante 35.600 kg;
  • due vetture mezza piattaforma: ognuna per una metà della piattaforma di tiro, ognuna pesante 15.000 kg.

Le prime quattro vetture sono montate su due carrelli, ognuno dei quali è munito di due coppie di ruote ferroviarie da 720 mm di diametro, sul mozzo delle quali si possono montare delle ruote da strada da 1030 mm di diametro. Su ciascuna delle quattro sale di ogni vettura sono montati due motori elettrici, uno per ruota. Il treno di traino, formato dalle quattro vetture, viene trainato dal Generatorzugwagen M.16, un trattore d'artiglieria progettato da Ferdinand Porsche e prodotto dalla Daimler; questo, come le vetture, può montare sia ruote ferroviarie che ruote stradali ed ha la particolarità di essere motorizzato con un generatore a benzina che alimenta i due motori elettrici posti sulle ruote posteriori e, tramite cablature, i motori elettrici posti sulle otto ruote di ciascuna vettura. Le due vetture per la piattaforma sono trainate da normali trattrici a benzina.

M 17[modifica | modifica sorgente]

Vettura obice trainata da un Generatorzugwagen M.16.

Un'ulteriore riduzione del peso del complesso ed altre modifiche di dettaglio portarono al modello M 17, in modo da ridurre a quattro i carichi dell'obice scomposto. potrebbe ridursi alla fine a quattro. Da questo modello anche quattro ordini, con però, c'era solo una cosa da usare. Il traino avviene su quattro vetture:

  • vettura obice: per il trasporto della canna, pesante 41.600 kg;
  • vettura affusto: per il trasoprto dell'affusto, pesante 39.200 kg;
  • due vetture mezzo cassone con mezza piattaforma: ognuna pesante 40.600 kg;

Le quattro vetture, montate sugli stessi carrelli a servomotori elettrici del M 16 (e dell'Škoda 38 cm Vz. 1916), sono tutte trainate da un carro-generatore Generatorzugwagen M.16.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maginot Line 1940: Battles on the French Frontier., Marc Romanych e Martin Rupp, 2010.
  2. ^ Ordine di battaglia dell'artiglieria GAF.
  3. ^ Tank Zone, n. 8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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