Sylvie Lubamba

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Sylvie Lubamba
Sylvie Lubamba durante l'ultimo shooting con Johnny Garcea.jpg
Altezza175 cm
Misure100-70-100
Taglia42 (UE)
Peso60 kg
Scarpe39 (UE)
Occhicastani
Capellicastani

Sylvie Lubamba, all'anagrafe Renée Sylvie Lubamba (Firenze, 29 febbraio 1972), è una showgirl, modella e attrice italiana originaria della Repubblica Democratica del Congo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nata a Firenze da genitori congolesi originari di Kinshasa, a loro volta figli della medio borghesia francofona. Dopo la maturità all'ITC dei padri Scolopi - Scuole Pie Fiorentine, è stata indossatrice. Nel 1992 è stata eletta Miss Toscana, ed ha acquisito così il diritto di partecipare Miss Italia, diventando la prima concorrente di colore al concorso, venendo però poi squalificata per aver posato nuda in un servizio fotografico.[1]

Nel 1998, dopo alcune apparizioni in spot pubblicitari (Kimbo Caffè), ha iniziato la carriera televisiva nel programma Guida al campionato condotto da Alberto Brandi[1]. Nel 2004 ha avuto il suo momento di maggior successo come soubrette del programma Markette condotto da Piero Chiambretti su LA7[1]. Nel 2005 ha partecipato a un reality show, La Talpa[1], e al programma Lucignolo in veste di inviata[2].Dopo il suo rilascio dal carcere, nel 2018 ha iniziato ad apparire come opinionista nei programmi condotti da Barbara D'Urso e in onda su Canale 5 (trai cui Pomeriggio Cinque e Domenica Live) e ha condotto sull'emittente piemontese GRP il talk show Noi Donne. Nel 2020 ha poi esordito come conduttrice radiofonica su Radio For Music nei programmi La Poliziotta e la Galeotta (accanto a Viviana Bazzani, divenuto anche una rubrica sul settimanale Adesso) e Lockdown Confinamento Aperto. Nel 2021, inoltre, ha pubblicato la sua autobiografia, scritta con Pee Gee Daniel ed edita da Pathos Edizioni[3]

Altro motivo di ribalta negli anni recenti sono state le sue cattive condizioni economiche, tali da spingerla a richiedere il reddito di cittadinanza e a fare domanda per un alloggio popolare a Milano. [4]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2006 è stata condannata dal tribunale di Grosseto a cinque mesi e venti giorni per uso indebito di carte di credito[5]. Nel marzo del 2008 ha patteggiato una pena di 6 mesi e 10 giorni davanti al gup del tribunale di Tempio Pausania per aver pagato una vacanza in Costa Smeralda con carte di credito rubate. Il 7 agosto 2014 è stata arrestata per i medesimi reati[6]. Il 2 aprile 2015 è fra i detenuti ai quali papa Francesco lava i piedi durante la Messa in Coena Domini celebrata nel carcere di Rebibbia[7]. Il 25 dicembre 2017 torna in libertà dopo aver scontato 3 anni e 4 mesi di carcere[8].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Carlo Sala, Biografia di Sylvie Lubamba, in cinquantamila.corriere.it, 11 aprile 2014. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  2. ^ In spiaggia con «Lucignolo» La gazzetta di Modena, 27 giugno 2005
  3. ^ lubamba: nonostante io sia sempre stata considerata una donna libidinosa, voglio dire che..., su www.dagospia.com, 2021-02- 7T10:25:00. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  4. ^ Sylvie Lubamba, dopo il carcere la crisi: ho chiesto il reddito di cittadinanza, su www.ilmessaggero.it. URL consultato l'8 febbraio 2021.
  5. ^ Nuova condanna per Sylvie Lubamba la soubrette ora è a quota cinque - Firenze - Repubblica.it, in La Repubblica, 23 aprile 2010. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  6. ^ Redazione Online, Arrestata la showgirl Silvie Lubamba, svuotava i conti degli amici, in Corriere della Sera, 7 agosto 2014. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  7. ^ Sylvie Lubamba, da Chiambretti alla lavanda del Papa, in TGcom24, 3 aprile 2015. URL consultato il 29 dicembre 2017.
  8. ^ Anna Rossi, Sylvie Lubamba parla per la prima volta dopo la libertà: "In carcere ho riscoperto la fede", in ilGiornale.it, 28 dicembre 2017. URL consultato il 29 dicembre 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]