STET

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STET - Società Finanziaria Telefonica S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo azienda pubblica
Fondazione 1933 a Torino
Chiusura 1997, confluita in Telecom Italia
Sede principale Torino
Filiali
Settore telecomunicazioni
Prodotti gestione della rete telefonica
Fatturato 33 miliardi di lire (1994)
Dipendenti 133.000 (1994)

STET - Società Finanziaria Telefonica S.p.A. era una azienda italiana che operava nel settore delle telecomunicazioni. Era la società finanziaria IRI per questo settore. Era un'impresa ad integrazione verticale, cioè ricopriva al suo interno tutte le attività, dalla produzione dell'apparato alla comunicazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stet è stata fondata il 21 ottobre 1933 dall' IRI con il nome di STET - Società Torinese per l'Esercizio Telefonico, sede a Torino e Direzione Generale a Roma, con lo scopo di provvedere all'indirizzamento sia dal punto di vista tecnico, sia da quello amministrativo-contabile, di tutte le concessionarie di Stato per il servizio telefonico in Italia e per servizi pubblici di telecomunicazioni.

Inoltre aveva facoltà di assumere interessenze in altre aziende che erano attive nel settore della produzione di apparecchiature telefoniche e in quello dell' impiantistica per la telecomunicazione.

Infatti nel 1933 SIP - Società idroelettrica piemontese, che controllava Stipel, Telve e Timo, fu coinvolta nel crollo di Italgas e di Banca Commerciale Italiana e quindi dovette essere salvata da IRI, tramite STET[1]

Nel 1964 tutte le società furono incorporate in SIP - Società Italiana per l'Esercizio Telefonico.

Raggiunse il suo apice negli anni ottanta dove arriva a impiegare 136000 dipendenti e a fatturare 14400 miliardi di lire, di cui 11000 dalle concessionarie, 3500 da impiantistica e attività manifatturiere e il restante da editoria e telematica. Inoltre è un gigante che controlla azienda come Selenia, Sistel, Italtel e Stet International, tramite cui è attiva in Grecia (Stet Hellas)[2], Brasile (Brasil Telecom)[3], Spagna (Retevision)[4].

Nel 1992, durante la politica delle privatizzazioni portata avanti dal primo governo Amato, viene trasformata in "STET -Società finanziaria telefonica S.p.A." e vede ampliare il suo business all'editoria, alla pubblicità e all'informatica. Nel 1993 fonda Stream, una delle più importanti pay TV digitali e satellitari italiane[5], alla cui guida pone l'ex direttore generale Miro Allione.

Nel 1997 STET e Telecom Italia vengono fuse: la nuova società prenderà il nome di Telecom Italia S.p.A.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Come detto, STET era una società finanziaria dell'IRI per il settore delle telecomunicazioni che come caposettore, controllava parecchie società impegnate in vari campi:

Partecipazioni prima della liquidazione[modifica | modifica wikitesto]

Dati economici e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, la STET aveva fatturato oltre 33 miliardi di lire.

Il capitale sociale della STET era detenuto per il 64% dall'IRI.

Il gruppo STET impiegava 133'000 persone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [books.google.it/books?isbn=8864532439 Storia delle telecomunicazioni, V.. Cantoni, G. Falciasecca, G. Pelosi - 2011 - Firenze University Press]
  2. ^ [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/08/25/piu-capitale-per-la-stet-international.html repubblica.it
  3. ^ corriere.it
  4. ^ adnkronos.com
  5. ^ Rivoluzione alla Stet Allione va a Stream in La Repubblica, 23 dicembre 1993. URL consultato il 4 marzo 2012.

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