Centro studi e laboratori telecomunicazioni

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CSELT S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1961 (con nome CSL e ridenominato CSELT nel dicembre 1964) a Torino
Chiusura 6 marzo 2001
Sede principale Torino
Persone chiave
Settore telecomunicazioni
Prodotti telefonia fissa, telefonia cellulare, telefonia pubblica, telefonia ISDN, Internet e televisione via cavo
Fatturato Green Arrow Up.svg = 260 miliardi di lire (2000)
Dipendenti 1.200 (di cui 65% laureati) (2000)

Il Centro Studi e Laboratori Telecomunicazioni, in acronimo CSELT, è stato un istituto di ricerca torinese nel campo delle telecomunicazioni[1], il principale nel ramo in Italia e uno dei più importanti d'Europa e a livello internazionale[2][3][4].

Nato come centro di ricerca per l'intero conglomerato IRI-STET[5], l'autorevolezza del centro era riconosciuta in tutto il mondo nella ricerca applicata, innovativa e spesso anche pionieristica, in molti settori delle telecomunicazioni, con particolare riguardo all'attività della standardizzazione internazionale di protocolli e tecnologie (ad esempio, la nascita dell'mp3, promossa e coordinata dal centro, è forse il caso più noto al grande pubblico).

Oggi la maggior parte delle strutture, dopo il drastico ridimensionamento a cavallo degli anni Duemila, sono confluite in Telecom Italia Lab (società del gruppo Telecom Italia), oltre che in altre società nate come spin-off quali ad es. Loquendo (nel 2001), attiva nell'ambito del riconoscimento e la sintesi vocale.

Storia: gli inizi negli anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La nascita nel 1961[modifica | modifica wikitesto]

CSELT è nato a Torino nel 1961 inizialmente con il nome di CSEL - Centro studi e laboratori - come centro studi di attività e sperimentazione di Stipel. Dopo la nascita di SIP nel 1963, esso è confluito nel gruppo IRI-STET ed ha assunto infine il nome definitivo "CSELT" il 5 dicembre 1964. CSELT studia fin dall'inizio l'affidabilità degli apparati di commutazione telefonica della rete nazionale italiana, che proprio a partire dal 1963 stava nascendo come organizzazione unificata a livello nazionale.

Da questa esigenza di standardizzazione e di controllo delle aziende telefoniche acquisite da STET, nel centro nacquero numerosi filoni di ricerca avanzata, quali lo studio della trasmissione dei segnali e la commutazione numerica del segnale vocale, oltre allo studio del traffico della rete negli aspetti della sua gestione. Lo CSELT è nato sul modello di riferimento dei Bell Labs, all'interno di un contesto in cui la capogruppo IRI si ispirava a modelli statunitensi nel settore della ricerca e sviluppo[6].

Le prime ricerche internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la prima fase di espansione, Luigi Bonavoglia fu nominato primo Direttore Generale di CSELT nel dicembre 1967, quando CSELT contava già circa 130 addetti. In quella data fu inaugurata la sede torinese principale in Via Reiss Romoli, con la caratteristica torre alta 75 metri opera dell'architetto Nino Rossani[7][8][9]. Il centro faceva parte del gruppo STET, ma accettava anche committenze esterne, anche a livello internazionale e su progetti di grandi dimensioni, come accadde in particolare, nel 1968, per un progetto sperimentale di comunicazione numerica via satellite con tecnica TDMA da parte della compagnia statunitense COMSAT[10].

Questa commessa contribuì all'inizio della fama internazionale del centro di ricerca sperimentale, che in questo periodo (1967-1968) comincia a partecipare attivamente anche alle specifiche di standardizzazione del PCM europeo. Tale tipo di partecipazione tecnica nella definizione di standard di comunicazione sarà una caratteristica costante per tutta la vita futura di CSELT. Tra le prime competenze di CSELT riconosciute a livello internazionale figurano così anche i ponti radio e la progettazione di antenne, anche nel campo delle trasmissioni satellitari come nella commessa citata.

L'attività sulla trasmissione su rete fissa[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso anno della nascita ufficiale di Internet nel 1969, CSELT iniziò anche lo studio delle reti a commutazione di pacchetto, approccio usato appunto nei protocolli alla base della rete Internet. Tuttavia, l'interesse maggiore è stato comunque rivolto ai servizi propriamente telefonici di SIP e non quelli di "trasmissione dati" in senso lato (che all'epoca erano assimilati ai servizi postali e di competenza diretta del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni), per cui l'argomento più promettente da studiare è stato considerato non ciò che stava nascendo intorno al progetto originario di Internet ARPANET, ma piuttosto il protocollo X.25 in quanto ritenuto più adatto all'architettura tipicamente telefonica (molta intelligenza nella rete e poca intelligenza nei terminali). Inoltre, la standardizzazione dell'X.25 da parte del CCITT era ad uno stadio ormai avanzato e con diverse caratteristiche tecniche vantaggiose già assodate, ad esempio nel controllo degli errori di trasmissione.

L'approccio dell'X.25 (detto "core and edge", ovvero con la ripartizione di funzionalità nettamente distinte tra l'insieme dei nodi di transito e l'insieme dei nodi agli estremi della rete) sarà una costante per diversi protocolli per la rete fissa futura (ad esempio, nel caso di ATM, come si vedrà più avanti). A partire da questi studi, CSELT diede poi in seguito il suo contributo, soprattutto in termini di progettazione, anche nella nascita della rete X.25 Italiana, chiamata Itapac.

Gli anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

La ricerca sulle fibre ottiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 CSELT inizia la sperimentazione di trasmissione su fibra ottica, comprese le fibre monomodali, subito dopo che l'azienda statunitense Corning Glass Works nel 1970 annunciò la realizzazione di fibre aventi un'attenuazione inferiore ai 20 dB/Km (un limite, questo, ben calcolato in precedenza a proposito del possibile sfruttamento pratico di queste tecnologie). È proprio un accordo con la Corning nell'ottobre 1973 che permise a CSELT di avviarne la sperimentazione congiunta. Le sperimentazioni sulla fibra ottica coordinate dallo CSELT, in collaborazione di altre società del gruppo IRI-STET, tra cui anche Sirti, Pirelli e SIP hanno fatto sì che Torino sia stata la prima città al mondo dotata di fibra ottica[11][12][13][14] nel 1977, tramite una linea sperimentale della lunghezza di 9 km (la più lunga fino a quel momento sperimentata nel mondo).

Un risultato di quella ricerca fu anche l'ideazione in CSELT di un nuovo processo per creare delle giunzioni tra i vari tronconi di fibra ottica in maniera rapida e semplice, alla portata di un operaio formato a tale processo, in luogo del complesso processo allora in uso e richiedente numerose accurate misurazioni anche a distanza tramite strumenti costosi: tale metodo è stato chiamato Springroove® ed è documentato nel brevetto di Giuseppe Cocito[15][16][13]. L'obiettivo delle reti in fibra ottica era quello di creare una tecnologia di trasmissione efficace in sostituzione a quella tradizionale del rame, in particolare meno soggetta a disturbi rispetto a questa ultima.

Le linee in fibra ottica infatti erano estremamente sottili rispetto ai cavi di trasmissione tradizionali (11 millimetri di diametro), inoltre esse non avevano necessità di amplificazione e ritrasmissione: queste caratteristiche rendevano potenzialmente utile questa tecnologia per trasmissioni a lunga distanza, come nel caso delle trasmissioni telefoniche. Le ricerche sulle fibre ottiche hanno anche portato alla pubblicazione della prima monografia al mondo sull'argomento[17], e a numerose altre ricerche nel campo che ottennero molti riconoscimenti in ambito internazionale. Nel 1976 il nuovo Direttore generale è proprio un esperto di fibre ottiche, Basilio Catania, mentre Luigi Bonavoglia, cui CSELT deve gran parte dei suoi primati tecnici, assume il titolo di Presidente. Più tardi allo stesso Catania, come riconoscimento internazionale del Centro, fu consegnato il primo "Eurotelecom Prize" da Juan Carlos di Spagna.

Le attività nella commutazione elettronica e nell'informatica: i "Gruppi Speciali" di Mestre e la sintesi vocale[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla ricerca sui mezzi trasmissivi, si pose quello della commutazione numerica delle centrali telefoniche grazie anche agli sviluppi dell'informatica, seguendo gli sviluppi delle centrali elettroniche statunitensi del decennio precedente, da sostituire al parco di diverse tipologie di centrali elettromeccaniche presenti in Italia. Questo sviluppo si è concretizzato con la messa in opera dei "Gruppi Speciali" di Mestre, la prima centrale numerica italiana (anche se a titolo sperimentale, una sorta di prototipo avanzato) e una delle prime in Europa (nel Vecchio Continente è seconda solo al prodotto francese Platon, questa di solo un anno precedente[18]), sotto la guida di Alberto Loffreda. È dunque in questo periodo che anche l'Informatica entra pienamente nelle attività di ricerca CSELT.

Questa centrale è un vero e proprio calcolatore elettronico evoluto e specializzato nella commutazione del traffico telefonico: esso fu dotato di numerosi accorgimenti avanzati di autodiagnosi e sincronizzazione. L'elettronica necessaria venne realizzata all'interno di CSELT con una tecnica modulare di derivazione COMSAT, salvo la memoria dei campioni PCM (rete di connessione) che venne commissionata all'americana AMS (Advanced Memory Systems) a causa dei requisiti di velocità. Anche il software, a partire dal sistema operativo fino al software applicativo fu sviluppato in CSELT. Dopo la progettazione dei Gruppi Speciali, e una conseguente maggiore collaborazione con Italtel, CSELT cominciò a progettare anche diversi processori (M16, M20, e altri successivi), proprio dedicati al controllo delle centrali telefoniche, adottati poi dalla stessa Italtel e da altri costruttori in tutto il mondo. I Gruppi continueranno il loro funzionamento fino al 1986.

Le realizzazioni di quel periodo furono possibili grazie agli sviluppi di una tecnica hardware modulare introdotta inizialmente da Giovanni Perucca (serie 10,100 ,250, 500) a frequenze di clock crescenti fino a 500Mhz messe a punto nel laboratorio di alta velocità della divisione commutazione[19][20]. Questo laboratorio, sotto la guida di Piero Belforte[21], raggiunse in breve tempo un livello di eccellenza in campo mondiale grazie anche allo sviluppo di algoritmi di modellamento e simulazione basati su innovative tecniche ad onda che permisero la realizzazione di sistemi numerici avanzati negli anni 70' e '80[22][23]. Tra questi si può ricordare la base tempi triplicata a 31,768 Mhz dei Gruppi Speciali[24][25] [26] del 1971-72 ed il commutatore numerico monostadio da 8192 canali TDM a 64Kbps (1973). Quest'ultimo, completamente modulare e ridondato (1 su N)[27][28], funzionante ad una frequenza di clock di 81,920 Mhz, stabilì un record mondiale di complessità e velocità per quei tempi[29][30]. Questo commutatore (EC 8000) venne concepito come il nucleo di una centrale di transito compatibile con la tecnologia dei Gruppi Speciali. Gli innovativi algoritmi di simulazione di quegli anni, successivamente generalizzati, costituiscono tuttora lo stato dell'arte per la progettazione di hardware multi-gigabit[31] come quello impiegato nei router per internet.

Una innovazione di fine anni '70 inizio anni '80 che conobbe un grande successo industriale fu il circuito integrato della rete di connessione TDM, chiamato ECI (Elemento di Commutazione Integrato)[32]. Esso fu progettato internamente in CSELT e brevettato da Piero Belforte, Bruno Bostica, Luciano Pilati[33][34] e fu prodotto da SGS (oggi, STMicroelectronics) a partire dal 1981, anche quando questa azienda non appartenne più allo stesso gruppo STET. La famiglia di 6 componenti integrati ASIC per la commutazione TDM concepita in CSELT[35] fu adottata da numerose aziende. In particolare, Italtel adottò sia questo componente che le strutture autoinstradanti brevettate da CSELT [36][37]per la realizzazione delle nuove centrali TDM della linea UT (in particolare, nella centrale Linea UT100) che costituirono più del 60% delle centrali operative in Italia[38]. Le unità di commutazione basate sul componente principale ECI (M088), il circuito integrato oggi denominato M3488 e su altri 5 circuiti di supporto, pure prodotti da SGS, utilizzavano una logica d'instradamento distribuita con l'uso di controller a microprocessore (Z80) atti a rendere il commutatore auto-instradante. L' ECI si compone di 35.000 transistor (n-MOS nella prima realizzazione e poi CMOS) per una matrice non bloccante di 256 x 256 canali PCM. Circa 27 Milioni di linee telefoniche di molti paesi sono tuttora servite dalle centrali della Linea UT dell'Italtel che utilizzano i componenti e le strutture di commutazione dello CSELT. A queste si aggiungono quelle della rete mobile.

Un altro esempio di innovazione negli sviluppi dei Gruppi Speciali è il brevetto di Alberto Ciaramella applicato nel 1975 riguardante una procedura di bootstrap automatico del calcolatore[39] che, anziché avviarsi tramite una serie di comandi impartiti manualmente dall'operatore in una serie di memorie volatili con conseguente rischio di errori, caricava automaticamente i comandi di avvio da una memoria fissa (ROM, dispositivi di memorizzazione a semiconduttori in luogo delle schede perforate o delle memorie di altro tipo, ad esempio a ferrite) e separata da quella di esecuzione o di massa dedicata allo storage dei programmi applicativi (oggi la norma per la larga maggioranza di computer): il risultato era una affidabilità nell'avvio molto maggiore rispetto allo standard dei computer dell'epoca e una procedura di avvio più semplice, perché ottenuta dalla pressione di un singolo tasto.

Infine, nel 1974 CSELT presenta il primo sintetizzatore vocale in tempo reale Italiano (e uno dei primi nel mondo), MUSA, prodotto dal gruppo guidato da Giulio Modena. Una seconda versione del sintetizzatore MUSA, rilasciata nel 1978, era capace di cantare: in particolare, la registrazione del motivo "Fra Martino Campanaro" fu distribuita in alcune riviste per il grande pubblico. Nel 1978 il gruppo di CSELT era la sola realtà industriale al mondo oltre all'americana AT&T a disporre di una tecnologia di sintesi vocale di interesse commerciale[40].

Le immagini in 3D della Sindone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 lo CSELT, su iniziativa del Prof. Giovanni Tamburelli dell'Università di Torino, realizza presso i propri laboratori alcune immagini tridimensionali della Sindone di Torino[41][42][43][44], di ancora maggiore nitidezza delle prime immagini tridimensionali della Sindone in assoluto, realizzate appena pochi mesi prima (sempre nel 1978) da due tecnici della NASA: Jackson e Jumper[45]. Responsabile per CSELT è l'ingegner Giovanni Garibotto.[46][47]

Un secondo risultato di Tamburelli fu nell'elaborazione di tali immagini che, oltre a evidenziare la reale tridimensionalità dell'Uomo della Sindone, mostrarono la rimozione visuale del "sangue" presente su tutta la figura. Anche le immagini di CSELT ebbero diffusione su giornali e riviste in tutto il mondo, cosa che ha reso il nome del centro conosciuto anche dal grande pubblico internazionale. Tali studi sull'elaborazione di immagini sono state applicate da CSELT anche nello studio della Sismologia.[48]

In questi anni il personale aumenta di circa 45 unità ogni anno, per circa 7 anni, assumendo e formando ingegneri, periti, ma anche matematici e fisici, da tutta Italia e perfino qualcuno dall'estero. La possibilità di scelta di profili eccellenti o particolarmente promettenti da assumere in CSELT è resa possibile dal mercato del lavoro particolarmente favorevole di quegli anni.

Gli anni Ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriori sviluppi della tecnologia della fibra ottica[modifica | modifica wikitesto]

(sezione da migliorare e integrare)

Gli anni Ottanta hanno visto ulteriori progressi della sperimentazione sulle fibre ottiche dove in CSELT (ad esempio, con Bruno Costa), si ottenne di trasmettere per la prima volta alti flussi informativi per centinaia di km senza l'utilizzo di ripetitori intermedi. Tra le applicazioni ci fu anche, sempre ad opera di ricercatori di CSELT (in particolare, Leonardo Michetti), il cavo transoceanico TAT-8[49][50], il primo collegamento transatlantico in fibra ottica.

CSELT ha anche partecipato alla sperimentazione dell'ISDN fin dalle sue prime versioni[51][52], in collaborazione con costruttori europei quali Italtel e Siemens: in particolare esso ha presentato nel 1984 i primi risultati italiani di queste tecnologie all'International Switching Symposium di Firenze. Altre applicazioni della tecnologia ottica hanno riguardato l'applicazione ai laser e circuiti ottici (come, ad esempio, gli amplificatori di segnali ottici, ecc.).

SIRIO[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 febbraio 1983 avvenne la prima dimostrazione pubblica della prima trasmissione satellitare televisiva al mondo ad essere a norma internazionale (data l'epoca, in bianco e nero). Per la sperimentazione fu utilizzato SIRIO-1, il primo satellite italiano, e il sistema fu realizzato a partire dal 1977 da un gruppo formato anche da personale CSELT e altre aziende del gruppo: Telespazio, Italtel, oltre al CNR e a personale di ricerca del Politecnico di Torino[53].

Lo sviluppo delle tecnologie vocali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Loquendo.

Di pari passo alle sperimentazioni sui mezzi fisici di trasmissione, è proceduta la ricerca sulla codifica del segnale vocale orientata ad aumentare la capacità trasmissiva anche con l'utilizzo di tecniche di compressione del segnale (ad esempio, gli studi di Giancarlo Pirani e Renato Dogliotti[54]). Lo studio delle tecniche di compressione ha coinvolto tanto l'utilizzo di tecniche statistiche per la compressione del segnale, quanto lo studio dei fenomeni psico-acustici del segnale sorgente stesso (come ad esempio fu applicato, pochi anni più tardi, nello standard MP3).

Già dal 1980, accanto alle sperimentazioni di sintesi vocale, sono iniziati gli studi CSELT sulle tecnologie di riconoscimento vocale[55][56] (ad esempio, nel caso del riconoscimento del parlatore[57]), in Italiano e in diverse altre lingue[58][59]. Tra i risultati, vi è stata anche la progettazione di RIPAC (Riconoscitore di Parlato Connesso), il primo circuito integrato al mondo di riconoscimento vocale per il parlato "continuo" (cioè, non per sole parole isolate)[60][61][62][63].

Nel 1989 a Catania succede il nuovo direttore generale Cesare Mossotto.

Gli anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'orientamento alle applicazioni per l'industria telefonica[modifica | modifica wikitesto]

Questo periodo vede CSELT orientare la ricerca sempre più verso l'applicazione ai servizi forniti dalla sola Telecom Italia (diminuendo quindi le attività con il resto del Gruppo IRI-STET, in questi anni in fase di ristrutturazione con cessione di diverse attività), sia in ambito telefonico che internet, da cui dipende in maniera via via più stretta. L'attività di ricerca in questi anni viene limitata ormai al 25% dell'attività complessiva del centro, e la parte rimanente consiste nelle applicazioni. Un esempio di queste è l'utilizzo della tecnologia di riconoscimento e sintesi vocale al servizio di rubrica automatizzato che rispondeva al numero telefonico "12", entrato in servizio nel 1993.

L'orientamento a Internet e lo studio dei nuovi media[modifica | modifica wikitesto]

(paragrafo da migliorare)

Oltre ai servizi associati direttamente alla telefonia, con la diffusione di Internet e della banda larga (con la nascita dell'ADSL) l'attività si orientò anche verso lo studio di vari media digitali quali la Tv interattiva e le tecnologie applicabili di preferenza ai servizi telefonici e internet di SIP (confluita nel 1994 in Telecom Italia), lavorando sempre in collaborazione con enti di standardizzazione internazionali quali, ad esempio, W3C (fin dalla sua costituzione, cioè dal 1995, con la nascita degli standard di comunicazione dell'Internet moderna proprio grazie all'attività di standardizzazione del W3C), l'ECTF (un altro gruppo che lavorava proprio sugli standard propri della comunicazione via internet dal 1998, anche in questo caso fin dalla sua costituzione - ad esempio sullo standard di trasmissione su Internet Ipv6), ed altri. In particolare, lo CSELT collaborò nella specifica dell'Ip6 [64], implementando un IPv6 Tunnel Broker[65].

Nell'ambito dello studio sulla trasmissione audio/video ricordiamo in particolare il gruppo internazionale MPEG fondato e guidato da Leonardo Chiariglione di CSELT che portò alla nascita, tra i numerosi altri, dello standard di compressione audio MP3 (che dunque ha origine proprio dal settore delle telecomunicazioni, con l'esigenza di trasmettere informazioni anche senza rivoluzionare la rete esistente), e di diversi altri anche nell'ambito della trasmissione video (ad esempio MPEG-1, MPEG-2, MPEG-4 - quest'ultimo appunto sulla Tv Interattiva[66]). Dunque, anche il campo di studio della compressione dei media audio/video è stato avviato con grande tempismo rispetto a quanto avveniva nel resto del mondo[67]. Il lavoro di standardizzazione dell'mp3, particolarmente noto anche al grande pubblico, è anche citato come un esempio virtuoso di collaborazione europea.

La ricerca sulla telefonia mobile[modifica | modifica wikitesto]

Non fu tuttavia abbandonato del tutto il filone di ricerca nell'ambito più strettamente telefonico, che vide tra l'altro le prime sperimentazioni italiane dello standard UMTS nell'ambito della sperimentazione della sempre più diffusa telefonia mobile. È proprio in CSELT infatti, in collaborazione con TIM ed Ericsson, che è stata effettuata la prima telefonata urbana UMTS in Europa (in altri termini, la prima videochiamata urbana in Europa), il 16 novembre 1999[68][69]. Inoltre, per conto di TIM, in CSELT è stata sperimentata la tecnologia per la TIM Card, la prima scheda telefonica prepagata e ricaricabile per GSM al mondo[70], lanciata sul mercato il 7 ottobre 1996: l'Italia è dunque il primo paese ad introdurre tale sistema di pagamento nell'ambito telefonico.

L'attività nella telefonia fissa[modifica | modifica wikitesto]

Parallelamente allo sviluppo dei mezzi trasmissivi della generazione futura per la linea fissa (as es. nelle citate fibre ottiche, dove in questo periodo si svolgono in CSELT anche ricerche sui solitoni[71]) e la relative tecniche di trasmissione numerica, rimane attivo un grosso gruppo sulla codifica tipica delle linee di trasmissione di uso corrente (in particolare sul protocollo ATM[72], nato in questo periodo su forte spinta delle compagnie telefoniche), pubblicando una intera collana di volumi sul tema tramite l'editore aziendale di CSELT. In particolare, per gli operatori telefonici si poneva la questione del bilanciamento di questo standard di comunicazione e i servizi telefonici tradizionali rispetto ai nascenti servizi tramite Internet, e il relativo paradigma TCP/IP.

Le tecnologie vocali vengono utilizzate nei sistemi di dialogo via telefono e vengono riconosciute con il Premio Eurospeech '97 quale migliore sistema di dialogo tra l'uomo e computer tra i principali sistemi al mondo[73].

La ristrutturazione del 2001[modifica | modifica wikitesto]

La situazione nel 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 CSELT impiega oltre 1200 addetti, tre quarti dei quali lavorano in area tecnica e sono in possesso di laurea[74], distribuiti su cinque sedi, tutte nel Torinese.

CSELT nel 2000 è un centro di ricerca di affermata rilevanza internazionale. Il suo portafoglio di brevetti è di "qualità estremamente elevata" e la sua posizione è "indiscutibilmente ottima" nel panorama della ricerca italiana, tanto pubblica che privata[75].

La creazione di spin-off e la nascita di TILab[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della profonda ristrutturazione nel corso degli anni Novanta, nel contesto della profonda riorganizzazione delle aziende dell'intero gruppo IRI-STET, dal 2001 CSELT non opera più sotto il nome che ha avuto dalla sua nascita, e quindi per quasi quarant'anni. In particolare, nel 1999 viene creato da CSELT un primo spin off, OTC S.r.l. (Optical Technologies Center), sull'attività di sviluppo di fibre ottiche, che viene acquistata da Agilent Technologies dopo pochi mesi, nel 2000; nel gennaio 2001 il gruppo di ricerca sulle tecnologie vocali, i cui primi elementi sono attivi dagli anni Settanta, diviene la newco commerciale Loquendo S.p.A. La maggior parte, infine, delle altre attività di CSELT confluisce nel Telecom Italia Lab S.p.A (abbreviato anche "TILab") di proprietà di Telecom Italia per il 100% delle quote, accompagnata già dagli anni Novanta da un brusco ridimensionamento per quello che è stato per decenni uno dei più importanti centri di ricerca italiani e uno dei protagonisti a livello mondiale nella ricerca tecnologica e applicativa nel campo delle Telecomunicazioni.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia su CSELT[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Bonavoglia, CSELT trent'anni, Ed. CSELT, 1994 CSELT trent'anni (per una storia dettagliata ed estesa della filosofia di CSELT e delle sue numerose attività nei diversi settori - fino al 1995).
  • Cristiano Antonelli, Bruno Lamborghini, Impresa pubblica e tecnologie avanzate: il caso della STET nell'elettronica, Il Mulino,Bologna 1978.
  • Bottiglieri, Bruno, STET. Strategie e struttura delle telecomunicazioni, Franco Angeli, Milano 1987.
  • Bottiglieri, Bruno, SIP. Impresa, tecnologia e Stato nelle telecomunicazioni italiane, Franco Angeli, Milano 1990.
  • Virginio Cantoni, Gabriele Falciasecca, Giuseppe Pelosi, Storia delle Telecomunicazioni, vol.1, Firenze : Firenze university press, 2011. (un capitolo intero è dedicato a CSELT: esso riassume sia le attività - divise per settori - e le vicende societarie, comprese quelle conclusive).
  • Andrea Piccaluga, La valorizzazione della ricerca scientifica. Come cambia la ricerca pubblica e quella industriale, Ed. Franco Angeli, 2002. ISBN 978-88-464-3153-0
  • Massimo Bozzo, La grande storia del computer: dall'abaco all'intelligenza artificiale. Vol. 37. Edizioni Dedalo, 1996.

Bibliografia di CSELT[modifica | modifica wikitesto]

  • Melindo, Flavio (a cura di), Tecnologie di elaborazione e intelligenza artificiale nelle telecomunicazioni, Ed. CSELT, 1991. ISBN 88-85404-01-4
  • Dogliotti, Renato (a cura di), Ingegneria dei servizi per le telecomunicazioni, Ed. CSELT, 1991. ISBN 88-85404-02-2
  • Saracco, Roberto (a cura di), La gestione delle reti di telecomunicazioni, Ed. CSELT, 1993. ISBN 88-85404-04-9
  • Luvison Angelo, Tosco Federico (a cura di), La rete di accesso per telecomunicazioni. Architetture, sistemi, componenti, Ed. CSELT, 1996. ISBN 88-85404-05-7
  • Manzalini, Antonio (a cura di), La sincronizzazione nelle reti di telecomunicazioni, ISBN 88-85404-10-3
  • Roveri, Aldo (a cura di), Progetto finalizzato telecomunicazioni. Sperimentazione di servizi ed applicazioni, Ed. CSELT, 1997. ISBN 88-85404-12-X
  • Ferrero, Flavio (a cura di), Prodotti per reti ATM, Ed. CSELT, 1996. ISBN 88-85404-13-8
  • Licciardi, Luigi (a cura di), Aspetti tecnologici per ATM, Ed. CSELT, 1996. ISBN 88-85404-15-4
  • Renon Federico (a cura di), Servizi e soluzioni di networking ATM, Ed. CSELT, 2000. ISBN 88-85404-20-0
  • Muratore M. (a cura di), Le comunicazioni mobili del futuro. UMTS: il nuovo sistema del 2001, Ed. CSELT, 2000. ISBN 88-85404-25-1
  • Brosio, Federico (a cura di), ATM sul livello fisico, Ed. CSELT, 1997. ISBN 88-85404-17-0.
  • Giuseppe Catalano, Davide Sorbara, Elena Spreafico (a cura di), GPRS. Accesso Radio. Architettura di Rete. Protocolli e servizi, Ed. CSELT, 2002. ISBN 88-85404-32-4
  • Billi, Roberto (a cura di), Tecnologie vocali per l'interazione uomo-macchina. Nuovi servizi a portata di voce, Ed. CSELT, 1995, ISBN 88-85404-09-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità ISNI: (EN0000 0001 2109 0955

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ MuseoTorino - Scheda: CSELT ora TILab
  2. ^ Virginio Cantoni, Gabriele Falciasecca, Giuseppe Pelosi, Storia delle Telecomunicazioni, vol.1, Firenze : Firenze university press, 2011, pag. 353: "[...]sotto la guida del prof. Luigi Bonavoglia che nel 1967 sostituì Guglielmo Ginocchio (già direttore dello CSEL)[...] In pochi anni lo CSELT diventò uno dei centri di avanguardia nella ricerca in Italia".
  3. ^ http://www.litaliachiamo.it/310/cronologia-1960-2011#1 Archivio Storico Fondazione Telecom: "Il 24 ottobre 1961 la Stet istituisce a Torino, presso la società telefonica Stipel, il Centro Studi e Laboratori (Csel). È questo il nucleo della futura società Cselt (oggi TiLab), istituita nel 1964, uno dei principali centri internazionali di ricerca sulle tecnologie di telecomunicazione."
  4. ^ "La scomparsa delle Telecomunicazioni" (A.A.V.V., pref. Piero Bianucci), 1998, CSELT, ISBN 88-85404-21-9: "Lo CSELT, fondato a Torino nel 1964, ha un ruolo di primo piano nel contesto nazionale e internazionale. Con i suoi laboratori il Centro fornisce importanti contributi all'innovazione in varie aree delle telecomunicazioni: dalla tecnologia di base, alle reti, ai servizi come la Richiamata su Occupato con il numero "5" ed il televoto. Dalle ricerche sulla sintesi e il riconoscimento vocale, applicate anche nel campo delle telecomunicazioni per il sociale agli studi sulle architetture di rete e messa in campo di servizi multimediali, dalla ricerca sulla propagazione delle onde elettromagnetiche, alla pianificazione della rete cellulare radiomobile, dalla codifica del segnale video, alla televisione digitale interattiva."
  5. ^ Russolillo, Franco. Storia dell'IRI. 5. Un Gruppo singolare. Settori, bilanci, presenza nell'economia italiana. Gius. Laterza & Figli Spa, 2015.
  6. ^ Antonelli, Cristiano, Federico Barbiellini Amidei, and Claudio Fassio. "The mechanisms of knowledge governance: State owned enterprises and Italian economic growth, 1950–1994." Structural Change and Economic Dynamics 31 (2014): 43-63. - Argomento citato a pag. 10
  7. ^ "Zanocchi, Andrea Lo CSELT di Torino : progetti e cantieri di Nino e Paolo Rosani : un modello per l'architettura delle telecomunicazio. Rel. Roggero, Costanza and Gianasso, Elena. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura per il progetto sostenibile , 2015"
  8. ^ Chiara Ottaviano: Cselt, proiezione al futuro, Archivio Telecom
  9. ^ Bertocci, In S., and M. A. R. C. O. Bini. "Le Ragioni del Disegno/The Reasons of Drowing." Atti del 38 Convegno.
  10. ^ Luigi Bonavoglia - Torino 1967-1970 CSELT gli inizi
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