Silvio Golzio

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Silvio Golzio

Direttore e Presidente della STET
Durata mandato1961 –
1964
PredecessoreGuglielmo Reiss Romoli
Silvio Golzio

Direttore Generale dell'IRI
Durata mandato1964 –
1968
PredecessoreSalvino Sernesi
SuccessoreLeopoldo Medugno
Silvio Golzio

Presidente del Credito Italiano
Durata mandato1968 –
1978
PredecessoreFrancesco Vito
SuccessoreAlberto Boyer
Silvio Golzio

Presidente dell'ABI
Durata mandato1979 –
1983
PredecessoreGiuseppe Arcaini
SuccessoreGiannino Parravicini

Silvio Golzio (Torino, 7 febbraio 1909Torino, 21 giugno 1994) è stato uno statistico, dirigente d'azienda e banchiere italiano, direttore generale dell'IRI nel quadriennio 1964-1968 e Presidente dell'ABI dal 1979 al 1983.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la maturità ottenuta a Torino presso l'Istituto Sociale, conseguì due Lauree, entrambe con Lode, nel 1930 in Giurrisprudenza e poi in Scienze Politiche all'Università di Torino[1], la seconda delle quali con relatore Luigi Einaudi.

Negli anni trenta iniziò la carriera accademica, mai più interrotta nonostante i diversi incarichi, insegnando Statistica Economica all'Università di Firenze e poi nuovamente a Torino alla Facoltà di Economia.

Durante la guerra fu tra gli internati militari italiani nella Germania nazista nel periodo 1943-1945.[2] Di orientamento cattolico, Golzio fu membro attivo dei gruppi FUCI e dell'Azione Cattolica: in quest'ultima nel Dopoguerra ricoprì diverse cariche sociali.[3]

Dal 1947 al 1959 fu a capo del centro studi del Comitato Interministeriale per la Ricostruzione (CIR).[1] Dal 1945, nel contesto della ricostruzione postbellica caratterizzata da forte inflazione Golzio osservò l'erosione del potere d'acquisto dei bassi redditi rispetto al resto della popolazione e studiò le modalità per introdurre la cosiddetta "scala mobile" (sia sull'indennizzo di contingenza che sui salari pubblici), di cui è considerato l'inventore.[4]

Nel 1952 entrò nel Consiglio di Amministrazione della SIP. Nel 1961 divenne Presidente e Amministratore Delegato della STET, carica che mantenne fino al 1964: in questa veste ebbe un ruolo decisivo nella pianificazione dell'ammodernamento della rete telefonica nazionale (fino a quel momento la rete era divisa in cinque diverse aziende territoriali, sin dal 1925, il cosiddetto "spezzatino telefonico"), che necessitava un urgente rilancio industriale e di ricerca tecnologica, e nella contestuale creazione dell'importante centro di ricerca CSELT.[3]

L'anno successivo Golzio divenne Direttore Generale dell'IRI, per il quadriennio 1964-1968.[1]

Nel 1968 divenne Presidente del Credito Italiano, carica che mantenne per un decennio. In seguito, fu presidente dell'Associazione bancaria italiana nel quadriennio 1979-1983.[1]

Morì a Torino nel 1994.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 27 dicembre 1963[5]
Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 2 giugno 1965[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Franco Amatori (a cura di), Il «miracolo» economico e il ruolo dell'IRI: 1949-1972, in Storia dell'IRI, vol. 2.
  2. ^ "Silvio Golzio, lezioni di economia e democrazia nei lager nazisti", tratto da: Marco Palmieri, Mario Avagliano, "Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti, 1943-1945" (PDF), su storiaxxisecolo.it.
  3. ^ a b Silvio Golzio, su treccani.it.
  4. ^ Vito Vita, Chiesa e mondo operaio: Torino 1943-1948, Effata Editrice, 2003, p. 295.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato., su quirinale.it.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio Golzio, Il valore aggiunto come dato statistico, Torino, Giappichelli, 1970.
  • Silvio Golzio, Alcune considerazioni circa il problema demografico italiano, in Rivista Internazionale di Scienze Sociali, 33 (Anno 70), n. 2, 1962, pp. 105–112. URL consultato il 12 settembre 2022.
  • Silvio Golzio, La popolazione, Roma, Edizioni Studium, 1953.
  • Silvio Golzio, Sulla misura delle variazioni del reddito nazionale italiano, Torino, Giappichelli, 1951.
  • Silvio Golzio, Considerazioni sugli indici della produzione industriale, in Cronache Economiche, Camera di commercio di Torino, dicembre 1950, p. 79.
  • Silvio Golzio, Considerazioni sulla misura delle variazioni dei salari reali, in Cronache Economiche, Camera di commercio di Torino, dicembre 1950, p. 81.
  • (EN) Silvio Golzio, Review of Economics for the exasperated, in Giornale degli Economisti e Annali di Economia, vol. 7, n. 5/6, 1948, pp. 344–345. URL consultato il 12 settembre 2022.
  • Silvio Golzio, Sulla misura delle variazioni dei salari reali, in Rivista Italiana di Demografia e Statistica, n. 1-2, giugno 1948.
  • Silvio Golzio, L'industria dei metalli in Italia, Torino, G. Einaudi, 1942.
  • Silvio Golzio, Considerazioni sui profitti e sulle dimensioni delle imprese industriali, in Rivista Internazionale di Scienze Sociali, 7 (ANNO 44), n. 4, 1936, pp. 366–378. URL consultato il 12 settembre 2022.
  • Silvio Golzio, Lezioni di Statistica economica e demografica, Torino, Giappichelli, 1936.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Palmieri, Silvio Golzio, lezioni di economia e democrazia nei lager nazisti, in Bancaria, vol. 65, 2009.
  • Claudio Bermond, Dal mondo cattolico alle Partecipazioni statali. Intervista a Silvio Golzio, in Cattolici e società a Torino nel secondo dopoguerra, Quaderni del Centro Studi Carlo Trabucco, vol. 14, 1989.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN61155563969513000610 · CONOR.SI (SL167661667 · WorldCat Identities (ENviaf-208933371