Organizzazione penitenziaria militare

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Organizzazione penitenziaria militare
Opm scud.jpg
stemma dell'OMP
Descrizione generale
Attiva16 ottobre 1822[1] - oggi
NazioneRegno di Sardegna Regno di Sardegna
Italia Italia
Italia Italia
Servizioforze armate italiane
TipoOrganizzazione penitenziaria militare
RuoloOrgano di vertice
DimensioneReggimento
Caserma "Andolfato"Santa Maria Capua Vetere
SoprannomeO.P.M.
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Parte di
istituti di pena
Carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
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L'Organizzazione penitenziaria militare (O.P.M.) è la componente responsabile della gestione del trattamento penitenziario dei detenuti ristretti presso gli istituti di pena militari a capo degli istituti di pena militare. Unità a livello reggimentale, è direttamente dipendente dallo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano.

Il Comando dell'Organizzazione Penitenziaria Militare è ubicato nella Caserma “Ezio Andolfato” di Santa Maria Capua Vetere.[3]. È competente per detenuti appartenenti ai corpi armati dello Stato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La reclusione militare affonda le proprie radici in epoca pre-unitaria giacché può essere fatta risalire al 16 ottobre 1822 la data in cui nella città di Genova veniva costituita la "Catena Militare" in ottemperanza ad uno specifico "regio viglietto".

Il Comando Organizzazione Penitenziaria Militare, nella denominazione originaria di Comando degli Stabilimenti Militari di Pena, fu istituito con specifico Decreto Ministeriale n. 242 in data 12 dicembre 1873 per riorganizzare l’intero settore della reclusione militare con particolare riferimento alla necessità di sviluppare l’attività di direzione su tutti le carceri militari esistenti – che all’inizio del secolo scorso erano nel numero complessivo di 13 istituti detentivi – e su un rilevante numero di compagnie di disciplina, variabile di anno in anno, attive in quasi tutte le unità della Forza Armata.

Il predetto Comando, ricostruito nella sede storica di Gaeta nel 1949 dopo la sospensione delle attività a causa degli eventi bellici del 2° conflitto mondiale, è stato successivamente trasferito in quella di Sulmona ed infine nell’attuale di Santa Maria Capua Vetere.

Dal 1873 ad oggi oltre 200.000 detenuti sono transitati per le carceri militari attive su tutto il territorio nazionale. La storia di questo Ente, in sintesi, si è intrecciata in maniera serrata con quella della nostra Nazione in un continuo processo evolutivo organico proceduto di pari passo con le mutate esigenze detentive.

L’Organizzazione Penitenziaria Militare, oggi inquadrata nell’Organizzazione di Vertice della Forza Armata, rappresenta l’unica realtà del genere in tutto il territorio nazionale ed europeo, con competenze interforze e molteplici relazioni interministeriali, che assolve il delicatissimo compito di assicurare le detenzione del personale militare e di quello appartenente ai Corpi Armati dello Stato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Militare e di quella Ordinaria. La ragione di tale particolare collocazione organica è da individuare nell’eccezionalità ed assoluta unicità delle funzioni svolte dall’Organizzazione che può essere definito l’Organo di vertice nella gestione del trattamento penitenziario e dei detenuti ristretti presso gli Istituti penitenziari militari.

Il 5 giugno 2008 lo Stato Maggiore dell'Esercito ha istituito il distintivo di appartenenza per il personale effettivo all’Organizzazione Penitenziaria Militare. A forma di scudo sannitico ha il bordo dorato su fondo bianco e una banda rossa nel mezzo quali colori tradizionali della Regione Campania. In cuore alla banda rossa è inserita l’Aquila color oro quale simbolo di appartenenza allo Stato Maggiore dell'Esercito.

Le strutture[modifica | modifica wikitesto]

Gli istituti erano presenti nelle città di:[4][5]

A partire dal 2005, l'unico carcere attivo si trova in Santa Maria Capua Vetere (CE).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ come catena militare presso Genova.
  2. ^ ambito sicurezza, III Reparto "Impiego del personale".
  3. ^ Difesa.it
  4. ^ ecn.org.
  5. ^ poliziadistato.it.

Gianfranco Gambarelli - Forche Galere Evasioni - storia delle carceri di Pizzighettone - 1525-1977- Edito 2012 - Gruppo Volontari Mura