Operazione sottoveste

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Operazione sottoveste
Operation Petticoat poster.jpg
Locandina realizzata da Reynold Brown
Titolo originaleOperation Petticoat
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1959
Durata115 min
Rapporto1,85 : 1
Generecommedia, guerra
RegiaBlake Edwards
SoggettoPaul King e Joseph Stone
SceneggiaturaStanley Shapiro e Maurice Richlin
ProduttoreRobert Arthur
Casa di produzioneUniversal
Distribuzione in italianoUniversal (1959)
FotografiaRussell Harlan
MontaggioTed J. Kent e Frank Gross
MusicheDavid Rose
ScenografiaAlexander Golitzen e Robert E. Smith
CostumiBill Thomas
TruccoBud Westmore
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Operazione sottoveste (Operation Petticoat) è un film commedia del 1959 diretto da Blake Edwards, interpretato da Cary Grant e Tony Curtis.

Altri membri del cast includono diversi attori che sono diventati attori televisivi negli anni '60 e '70: Gavin MacLeod di Love Boat e Un equipaggio tutto matto, Marion Ross di Happy Days e Dick Sargent di Vita da strega.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dina Merrill, Cary Grant e Robert Gist in una scena del film

Anno 1959: Matt T. Sherman, ammiraglio della Marina Militare USA, ripercorre in flashback le avventure del sommergibile di cui era comandante durante la Seconda Guerra Mondiale, sfogliando il giornale di bordo, prima che il sommergibile stesso venga destinato alla demolizione.

All'epoca dei fatti Matt T. Sherman (col grado di tenente comandante) è deciso a svolgere un ruolo attivo sul fronte del Pacifico e riesce, contro ogni previsione, a rimettere in sesto il proprio sommergibile USS Sea Tiger (rimasto danneggiato in rada durante un attacco aereo il 10 dicembre 1941) soprattutto grazie all'aiuto dell'appena trasferito tenente Nicholas Holden, che ha poca esperienza della vita militare e un'indole poco propensa all'eroismo, ma è decisamente molto abile nel risolvere situazioni ingarbugliate in modo poco ortodosso e spesso oltre i limiti della legge. Forse solo per disperazione, Sherman accetta le idee del giovane ufficiale, grazie a cui il Sea Tiger riesce finalmente a partire verso la base a Cebu per terminare le riparazioni.

Gli inconvenienti però sono in agguato: prima il sommergibile è costretto a imbarcare un gruppo di ufficiali ausiliarie dell'Army Nurse Corps che crea scompiglio a bordo. La sbadataggine di una di loro, il tenente Dolores Crandall, impedisce l'affondamento di una petroliera giapponese. Giunti a Cebu, l'esercito informa l'equipaggio che non è possibile fornirli dei ricambi quindi, di nuovo, solo l'ingegno del tenente Holden permette al Sea Tiger di ottenere i pezzi necessari. Eclatante è la riverniciatura del sommergibile con vernice antiruggine: Holden non trova la quantità sufficiente per tutto lo scafo né dell'antiruggine arancione (minio) né di quello bianco (biacca), e il comandante Sherman da l'ordine di mescolare le due pitture: cosicché il sommergibile assume un improbabile colore rosa. In attesa di essere ridipinto di grigio come ulteriore protezione, il Sea Tiger è però costretto - causa un nuovo attacco aereo giapponese - a prendere il mare in fretta e furia così come si trova, non senza aver prima imbarcato alcuni civili, tra cui delle donne in avanzato stato di gravidanza, che poco dopo partoriscono a bordo.

Ormai, entrambe le Marine avversarie (Giapponese e Statunitense) hanno rilevato la presenza nel settore di questo strano sommergibile dipinto di rosa e - contro le speranze dello stesso equipaggio del Sea Tiger - entrambe lo ritengono un battello-spia del nemico. Alla fine il sommergibile sarà intercettato proprio da un cacciatorpediniere della US Navy, determinato ad affondarlo. Solo grazie a un abile stratagemma (verranno inseriti nei tubi lancia siluri, e mandati in superficie, indumenti femminili: il reggiseno del tenente Crandal, ripescato, convincerà il comandante del cacciatorpediniere americano a dare il cessate il fuoco) l'equipaggio riuscirà a farsi riconoscere e ad evitare il peggio, riuscendo così finalmente a fare ritorno negli Stati Uniti.

Il sottomarino entra in porto danneggiato, ed il suo colore rosa suscita l'ilarità dei marinai che lo vedono arrivare. Ilarità che cesserà non appena verrà issata, per ordine del comandante Sherman, la bandiera statunitense ("Possiamo esser rosa ed essere vivi grazie a un reggiseno, però siamo vivi")

Il film si conclude con Sherman che, terminato di leggere il diario di bordo, lo consegna assieme alle carte necessarie all'ufficiale incaricato di scortarlo alla demolizione, che non è altri che il vecchio sottoposto Nicholas Holden, ora Comandante e sposato col tenente Duran. Nel frattempo il tenente Crandall, oggi moglie dell'ammiraglio, continua a provocare guai con la sua sbadataggine, ma ormai Sherman è abituato a prendere con filosofia i disastri fatti dalla moglie. Mentre si dirige verso la demolizione, il motore nº1 del Sea Tiger continua ad avere problemi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il sommergibile[modifica | modifica wikitesto]

Per girare le scene in cui appare il Sea Tiger, sottomarino al centro della vicenda, furono utilizzati tre diversi sommergibili statunitensi, tutti di Classe Balao:

  • USS Queenfish, per le scene di apertura e di chiusura (circa 1959), nelle quali è visibile il numero 393 sulla torretta;
  • USS Archerfish, in tutte le scene dove il battello appare dipinto in grigio e nero;
  • USS Balao, in tutte le scene nelle quali il Sea Tiger appare dipinto in rosa.
lo USS Balao utilizzato per le scene in cui il Sea Tiger è dipinto di rosa

Durante il carenamento del Torricelli, l'ex USS Lizardfish acquisito dalla Marina Militare italiana nel 1960, sullo scafo affiorò una pittura rosa simile a quella che si vede nel film Operazione sottoveste e, poiché gli statunitensi comunicarono che proprio il Lizardfish fu il battello protagonista del film, così si è creduto a lungo. Ma in tempi successivi si è saputo da fonte attendibile che non è così: il battello utilizzato è stato il Balao, della medesima classe appunto, e quel colore rosa è probabilmente riconducibile al viraggio della pittura protettiva al minio, dovuto allo scorrere del tempo.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

- Tony Curtis si era unito alla Marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale con l'intento di entrare nel servizio sottomarino in parte perché il suo eroe, Cary Grant, era apparso nel film Destinazione Tokyo (1943). Dopo essere diventato una star, Curtis suggerì di creare un film in cui Grant potesse fissare un periscopio come faceva in quel film e così iniziò a svilupparsi l'idea per Operazione sottoveste. Curtis dichiarò in seguito che gli era piaciuto molto lavorare con Grant.

- Il film venne realizzato con ampio supporto del Dipartimento della Difesa e della Marina USA. La maggior parte delle riprese ebbe luogo all'interno e nei pressi della Naval Air Station Key West, in Florida, Le riprese ambientate nel 1959 furono eseguite presso la Naval Station di San Diego, in California.

- Alcuni elementi della sceneggiatura sono stati tratti da incidenti reali accaduti con alcuni sottomarini della flotta del Pacifico durante la guerra. In particolare:

  • L'evacuazione di un'infermiera della Marina e di diverse infermiere dell'esercito da Corregidor in Australia dal sottomarino USS Spearfish (l'operazione ebbe luogo il 3 maggio 1942).
  • Il camion "che affonda" dopo essere stato silurato si ispira a un fatto che ebbe luogo durante un attacco a Minami Daito il 16 luglio 1944, quando il sottomarino USS Bowfin colpì un molo e fece saltare l'autobus nel porto.
  • La lettera del capitano Sherman al dipartimento di approvvigionamento sull'inspiegabile mancanza di carta igienica è basata su una lettera realmente inviata al dipartimento di approvvigionamento del Cantiere navale di Mare Island dal tenente comandante James Wiggins Coe, del sottomarino USS Skipjack.

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 è stata prodotta una serie tv in 34 episodi con John Astin nella parte del Comandante Sherman e Jamie Lee Curtis nella parte del tenente Duran.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]