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Old Boy (film 2003)

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Old Boy
Old boy.jpg
L'incontro tra Oh Dae-su (Choi Min-sik) e Mi-do (Kang Hye-jeong)
Titolo originale 올드보이, Oldeuboi
Paese di produzione Corea del Sud
Anno 2003
Durata 120 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere thriller, drammatico
Regia Park Chan-wook
Soggetto Tsujiya Garon, Minegishi Nobuaki
Sceneggiatura Hwang Jo-yoon, Im Joon-hyung, Park Chan-wook
Fotografia Chung-hoon Chung
Montaggio Kim Sang-bum
Musiche Cho Young-wook
Scenografia Yoo Seong-hee
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Old Boy (올드보이) è un film del 2003 diretto da Park Chan-wook, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2004.[1]

Tratto dal manga omonimo di Nobuaki Minegishi e Garon Tsuchiya, fa parte della cosiddetta "trilogia della vendetta" del regista, iniziata nel 2002 da Mr. Vendetta e conclusa nel 2005 da Lady Vendetta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1988. Oh Dae-su è un uomo comune che il giorno del quarto compleanno di sua figlia, dopo essere stato rilasciato dalla polizia, che lo aveva arrestato per ubriachezza molesta, viene rapito. L'uomo si risveglia e scopre di essere rinchiuso in una piccola e squallida cella-appartamento: la sua cella, dalla quale è impossibile fuggire,è dotata di un letto, un bagno ed una vecchia TV con pochi canali.

Ed è proprio guardando essa che Dae-su, poco tempo dopo, apprende dell'omicidio della moglie, che viene attribuito a lui. Distrutto dalla notizia e logorato dalla prigionia, l'uomo, che non comprende chi possa averlo rinchiuso lì ed il perché di questa tortura psicologica, tenta il suicidio più volte, ma viene sempre salvato dai suoi misteriosi carcerieri, che provvedono a curarlo. Dae-su un giorno riesce ad aprire una breccia in una parete, ma diventa quasi folle quando scopre di trovarsi in un grattacielo; successivamente, viene narcotizzato da un gas e la sua stanza viene riparata. Gli anni passano: per non impazzire, Dae-su passa il tempo scrivendo, allenandosi nella shadowboxing prendendo a pugni il muro e cercando, invano, di capire chi possa odiarlo a tal punto da fargli questo.

Passano 15 anni: un giorno, di punto in bianco, Dae-su viene viene narcotizzato e si risveglia in una valigia: fuoriuscendone, scopre di esser stato liberato e di trovarsi sul tetto di un palazzo. Vagando per la città, un barbone gli si avvicina e gli consegna un portafoglio pieno di banconote di grosso taglio e un cellulare che lo mette in contatto con il suo misterioso rapitore. L'uomo lo sfida: se vuole sapere chi è e perché lo ha imprigionato, deve trovarlo; ha cinque giorni di tempo, trascorsi i quali sparirà per sempre. Dopo la telefonata, Dae-su, che per tutta la sua prigionia si è nutrito esclusivamente di ravioli al vapore, entra in un ristorante e, poco dopo aver fatto la conoscenza della cuoca Mi-do ed aver mangiato un polpo vivo, sviene.

La giovane donna lo porta quindi a casa sua e, resistendo al tentativo dell'uomo di averla subito, gli confessa di sentirsi anche lei attratta e che gli si concederà quando sarà pronta. Dae-su le racconta la propria storia ed i due cominciano ad investigare su chi possa essere il rapitore. Basandosi sul tipo di ravioli serviti a Dae-su dai propri carcerieri, la coppia riesce a risalire all'edificio che li ordina e a ritrovare quindi il grattacielo/carcere dove Dae-su ha vissuto per quindici anni: dopo essersi infiltrato nell'edificio ed aver massacrato a colpi di martello molti carcerieri, Dae-su cattura il loro capo, Park Cheol-woong, un individuo viscido che, dopo esser stato brutalmente torturato da Dae-su, gli rivela che il palazzo è una struttura di detenzione segreta in cui si possono rinchiudere a pagamento le persone e che il motivo per cui Dae-su è stato portato lì è che parlava troppo.

Dae-su riesce anche ad avere il nome della persona che lo ha fatto rinchiudere lì: si tratta del ricco uomo d'affari Lee Woo-jin. Dae-su si reca nel grattacielo in cui vive e ha la peggio contro la guardia del corpo dell'uomo; Lee Woo-jin rivela a Dae-su di aver subito un intervento al cuore e che se venisse malmenato potrebbe morire, così Dae-su non saprebbe mai perché lo ha fatto imprigionare. Contemporaneamente, il misterioso magnate lancia una nuova sfida: Dae-su ha cinque giorni di tempo per svelare il mistero del proprio rapimento oppure Mi-do sarà trovata e uccisa. La ragazza, poco dopo, si concede a Dae-su e questi, grazie all'amico No Joo-hwan, scopre che lui e Lee Woo-jin hanno frequentato la stessa scuola superiore e così ricorda: il suo ultimo giorno nell'istituto, Dae-su aveva scoperto che Lee Woo-jin e la propria sorella si amavano e li aveva sorpresi appartati: trovando la cosa divertente, aveva sparso la voce per l'istituto. Successivamente, la ragazza, per la vergogna, si era suicidata gettandosi in una diga. Scoperto il motivo della vendetta, Dae-su chiede a Park Cheol-woong (a cui Lee Woo-jin ha fatto mozzare una mano) di vegliare su Mi-do fintanto che lui non avrà eliminato il suo avversario.

Arrivato nell'attico di Lee Woo-jin, Dae-su parla con Lee Woo-jin e riconosce la sua colpa chiedendo perdono, ma l'uomo gli rivela una serie di notizie sconvolgenti: sia lui che Mi-do sono stati condizionati mentalmente perché si innamorassero, mediante l'ipnosi e l'agopuntura; Mi-do, in realtà, è sua figlia (di cui Dae-su non aveva più notizie da 15 anni) ed è stata data in adozione quando suo padre è sparito e sua madre è stata assassinata. Dae-su ha una colluttazione con la guardia del corpo dell'uomo, avendo nuovamente la peggio; poiché l'individuo si accanisce su Dae-su, Lee Woo-jin lo uccide sparandogli. Come se non bastasse, Lee Woo-jin rivela che l'infame Park Cheol-woong lavora ancora per lui e che quindi Mi-do è nelle sue mani: la ragazza non verrà uccisa, come nei patti, ma, per vendicarsi, l'uomo dirà a Park Cheol-woong di svelarle che suo padre è Dae-su. Dae-su, pur di far sì che la ragazza non venga mai a sapere la sconvolgente verità, supplica l'uomo in ginocchio, poi gli giura eterna fedeltà promettendo di essere il suo cane a vita e si mette ad abbaiare a quattro zampe (suscitandone l'ilarità) e infine si taglia un pezzo di lingua. Lee Woo-jin decide di interrompere la propria vendetta ai danni di Dae-su, dicendo Park Cheol-woong di lasciare andare Mi-do e congedando Dae-su. Poco dopo, Lee Woo-jin si suicida sparandosi in testa.

Dae-su, di nuovo solo e con un peso insostenibile sulla coscienza, decide di ricorrere di nuovo all'ipnosi per dimenticare la verità. Subito dopo, visibilmente provato ed invecchiato, viene ritrovato da Mi-do, che gli confessa il suo amore e lo abbraccia; Dae-su sorride, ma subito prorompe in una smorfia di dolore, lasciando il dubbio se l'ipnosi abbia effettivamente cancellato la consapevolezza dell'atroce rivelazione.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato fra Corea del Sud (nelle città di Seul e Busan) e Nuova Zelanda.

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Old Boy è uscito in Corea del Sud il 21 novembre 2003, ed è arrivato in Italia il 6 maggio 2005.[2]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il regista Quentin Tarantino, presidente della giuria del Festival di Cannes del 2004, ha definito Old Boy «il film che avrei voluto fare».[3]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oldboy (film 2013).

Nel 2013 esce un remake del film, diretto da Spike Lee.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2004, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 maggio 2014.
  2. ^ Film uscita 6 Maggio 2005, su mymovies.it. URL consultato il 29 novembre 2015.
  3. ^ Oldboy, la recensione, badtaste.it, 28 novembre 2013. URL consultato il 18 maggio 2014.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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