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Mikoyan-Gurevich MiG-25

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Mikoyan-Gurevich MiG-25
Russian Air Force MiG-25.jpg
Un MiG-25PU, appartenente all'aeronautica russa, in volo; 23 agosto 2003.
Descrizione
Tipo caccia intercettore
Equipaggio 1 pilota
Progettista URSS OKB 155 Mikoyan-Gurevich
Costruttore URSS Mikoyan-Gurevich
Data primo volo 6 marzo 1964
Data entrata in servizio 1970
Utilizzatore principale Russia VVS
Altri utilizzatori Algeria QJJ
Siria SAF
altri
Esemplari 1 190[1]
Dimensioni e pesi
MiG-25.svg
Tavole prospettiche
Lunghezza 19,75 m
Apertura alare 14,01 m
Altezza 6,10 m
Superficie alare 61,40
Peso a vuoto 20 000 kg
Peso max al decollo 36 720 kg
Propulsione
Motore 2 turbogetto
Tumanskij
R-15B-300
con postbruciatore
Spinta da 73 a 100 kN
Prestazioni
Velocità max 2,83 Ma
(3 200 km/h in quota)
Velocità di salita 208 m/s
Autonomia 1 730 km
Raggio di azione 860 km
Tangenza 20 700 m
Armamento
Missili aria aria:
4 AA-6 Acrid
Piloni 4 sub-alari
Note dati relativi alla versione:
MiG-25P Foxbat-A

i dati sono tratti da:
The Great Book of Fighters[2]

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Il Mikoyan-Gurevich MiG-25 (in cirillico Микояна и Гуревича МиГ-25, nome in codice NATO Foxbat[3]) è un caccia intercettore bimotore a getto ad ala a freccia progettato dall'OKB 155 diretto da Artëm Ivanovič Mikojan in collaborazione con Michail Iosifovič Gurevič e sviluppato in Unione Sovietica negli anni sessanta.

Il prototipo volò per la prima volta nel 1964 ed il caccia entrò in servizio nei reparti della Sovetskie Voenno-vozdušnye sily (VVS), l'aeronautica militare sovietica, nel 1970. Con una velocità massima di oltre Mach 2,83, un potente radar e quattro missili aria-aria, il MiG-25 risulta essere ad oggi il caccia intercettore operativo più veloce al mondo, portando allo sviluppo della sua controparte occidentale, il McDonnell Douglas F-15 Eagle, verso la fine dello stesso decennio. Le capacità effettive del MiG-25 vennero valutate meglio solo con la defezione in Giappone del tenente della VVS Viktor Belenko, nel 1976. Attualmente l'aereo rimane in servizio limitato in Russia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Un Mikoyan MiG-25PD Foxbat-E

Nei primi anni sessanta gli Stati Uniti d'America iniziarono ad avviare la produzione in serie di bombardieri supersonici quali il B-58 Hustler, lo XB-70 Valkyrie, ideato quest'ultimo per penetrare lo spazio aereo sovietico ad alta quota a Mach 3 e che però non entrò mai in servizio, o ricognitori supersonici quali lo SR-71 Blackbird. Questi nuovi apparecchi rappresentavano una minaccia per l'Unione Sovietica che sentì perciò il bisogno di sistemi di intercettazione adeguati.

L'ufficio tecnico di Mikojan e Gurevič aveva già una buona esperienza nella progettazione di aviogetti ad alte prestazioni grazie agli esemplari costruiti con il sistema di intercettazione Uragan, quali Ye-75 e Ye-150, che impiegavano sia radar che missili aria-aria guidati. In particolare lo Ye-152M, derivato dallo Ye-150, era capace di volare ad una velocità di 3 030 km/h a 15 400 m di quota. Sia la serie Ye-150 che il La-250 di Lavočkin, battezzato Anaconda dai piloti, vennero cancellati dalla politica di Chruščëv più favorevole a sistemi missilistici terrestri (quali l'S-75).[4] Il Sukhoi T-37 subì un fato ancora peggiore, venendo rottamato senza neppure essersi mai staccato da terra.

Nella metà degli anni '60 divenne pienamente operativo il Tupolev Tu-28 armato con missili R-4 (AA-5 Ash). Il suo punto di forza era unicamente la sua grande autonomia e la capacità da parte del missile R-4 di colpire bersagli al di sopra della quota di tangenza dell'aereo ospite. Anche il radar installato, lo RP-S (RadioPricel-Smerč, radiocollimatore Tornado) aveva buone potenzialità, ma le prestazioni dell'apparecchio, con una velocità di punta di Mach 1,65, non erano adeguate a fronteggiare la minaccia dei bombardieri supersonici.

Accanto allo sviluppo dello Ye-150 e 152 cominciarono, nel 1959, i lavori attorno ad un intercettore bimotore. Venne incaricato uno dei progettisti di Mikojan, Jakov Ilič Seleckij, e sembra che lo stesso Mikojan gli consigliò di ispirarisi al North American A-5 Vigilante.[4]

Il progetto di massima prevedeva l'uso dei potenti turbogetti Tumanskij R-15-300 e suscitò l'interesse sia della Difesa antiaerea sovietica, come intercettore, che dell'Aeronautica come ricognitore. Venne anche proposta una versione da attacco armata con missili balistici, che però non suscitò interesse. Il nuovo aereo venne formalmente commissionato nel febbraio del 1961 all'ufficio tecnico di Mikojan nelle due versioni: l'OKB chiamò Ye-155P la versione da intercettazione (al solito perechvatčik, intercettore) e Ye-155R quella da ricognizione (razvedčik, ricognitore appunto).

Vennero assemblati due prototipi della versione da ricognizione, chiamati Ye-155R/1 e Ye-155R/2, il primo dei quali decollò per la prima volta il 6 marzo del 1964 ai comandi del pilota collaudatore Aleksandr Fedotov. Analogamente vennero costruiti due prototipi dello Ye-155P, tutti assemblati nello stabilimento dell'OKB, il primo dei quali si staccò da terra il 9 settembre del 1964, ai comandi del pilota collaudatore Pëtr Ostapenko.

I quattro prototipi vennero seguiti da quattro esemplari di preserie (incluso un apparecchio per le prove a terra) da ricognizione costruiti nella fabbrica di Gorkij e nove da intercettazione, sempre assemblati nella fabbrica dell'ufficio tecnico.

Gli Ye-155R/1, Ye-155R/3 e Ye-155P/1 furono usati, oltre che per i collaudi, anche per battere e siglare vari primati mondiali tra il 1965 ed il 1977.[5]

Entrambe le varianti entrarono in produzione come MiG-25R e MiG-25P nel 1969 nella fabbrica di Gorkij. Il MiG-25R entrò in servizio nello stesso anno con l'Aeronauitica sovietica, mentre la versione da intercettazione entrò in prima linea con la Difesa aerea solo nel 1972.

Il primo avvistamento del velivolo avvenne da parte di piloti israeliani di F-4 che videro 4 MiG-25 volare a velocità ritenute superiori a Mach 3 (Mach 3,2)[6].

Nel 1976 il tenente Viktor Belenko disertò con il suo MiG-25P Foxbat A e questo fatto permise agli USA di studiare il velivolo prima di restituirlo, ponendo fine ad un mistero che preoccupava l'Occidente. Il MiG atterrò sull'aeroporto giapponese di Hakodate nell'isola di Hokkaidō. Il pilota si allontanò durante una missione di addestramento dalla base aerea di Sakharovka, a nordest di Vladivostok. Dopo un volo di 800 km, atterrò alle 13:57 del 15 agosto 1976, avendo ancora a disposizione solo il 5% del combustibile, quasi superando la fine della pista. Nonostante le proteste sovietiche, le autorità giapponesi permisero una prima analisi tecnica, quindi l'aereo fu smontato e trasportato per via aerea da un C-5 dell'USAF (scortato da 14 caccia giapponesi) alla base aerea di Hyakuri. I motori Tumanskij, i sistemi avionici, le caratteristiche dei metalli impiegati per la produzione di un aereo capace di operare ad alta velocità e ad alta quota furono esaminati in dettaglio da oltre 50 esperti delle forze armate giapponesi e del System Command degli Stati Uniti. Di grande interesse si dimostrarono i sistemi di contromisure elettroniche ed il radar per il controllo del tiro. Dato che l'aereo era disarmato non fu possibile controllare l'armamento impiegato in missione. Il tenente dichiarò che la velocità di un MiG-25 con il carico massimo arrivava a Mach 2,8, mentre in ricognizione disarmato poteva arrivare fino a Mach 3, ma comunque non era facile superare Mach 2,6; disse che i piloti di MiG-25 non dovevano oltrepassare Mach 2,5 senza essere autorizzati. Comunque la velocità massima del MiG-25 viene considerata Mach 2,83 in quanto velocità superiori lo rendono difficile da manovrare e compromettono i propulsori in modo grave. Il fatto portò ad un sostanziale miglioramento delle capacità difensive del Giappone, con l'aggiornamento dei radar di difesa aerea e l'acquisto degli aerei radar E-2 Hawkeye e degli F-15J Eagle.

Comparato con l'SR-71 e altri velivoli occidentali pensati per volare a Mach 3, il MiG-25 è molto maneggevole, considerando l'alta velocità, con virate che possono raggiungere punte di 4,5 g (3 g se il combustibile è più di metà serbatoio). L'aereo è costruito in nichel con poco titanio (non viene usato l'alluminio perché l'attrito dell'aria a circa Mach 3 scalderebbe il metallo fino a 300 °C, ma nemmeno l'acciaio come si pensava in Occidente).

In URSS, durante la Guerra Fredda, l'impiego operativo del comando di difesa aerea prevedeva che 2 MiG-25 fossero sempre pronti a partire rapidamente per sventare attacchi strategici e attaccare i bersagli da lungo raggio.

Il sorvolo negli anni settanta da parte di MiG-25 sovietici dello spazio aereo dell'Iran dello scià portò all'acquisto da parte dell'Iran degli F-14 Tomcat.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il velivolo impiega due propulsori e dispone di due derive verticali e di un'ala alta a pianta larga. L'8% della struttura del Foxbat è costruita in titanio. Impiegava come radar un Smerch A-1 (Foxfire nella nomenclatura NATO).[7]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzo in Iraq[modifica | modifica wikitesto]

Nella Guerra del Golfo un MiG-25PD fu l'unico aereo iracheno ad abbattere un aereo alleato (si ritiene che distrusse un F/A-18C con un missile R-40T nella prima notte, benché vi siano prove di una probabile collisione in volo tra i due velivoli. Lanciò un missile contro un A-6 Intruder, questa volta mancando il bersaglio e sfiorò un A-7 prima di tornare illeso alla base).

Il 19 gennaio del 1991 due F-15C Eagle dell'USAF abbatterono altrettanti MiG-25P iracheni, con i missili AIM-7M Sparrow. Nei giorni successivi il MiG-25 diede pessimi risultati: solo in un'altra occasione un MiG-25, eludendo 8 F-15 in missione di superiorità aerea, riuscì a sparare 3 missili (tutti schivati) contro 2 EF-111 in supporto ad un bombardamento di F-15E e quindi a costringerli alla fuga e a tornare illeso alla base; per la mancanza del disturbo elettronico che doveva essere fornito dagli EF-111, un F-15E fu abbattuto da un SAM; ancora in un'altra occasione, verso la fine della guerra, 2 MiG-25 in volo ad est di Baghdad (dove si concentravano gli intercettori e le missioni di caccia alleate per abbattere gli aerei iracheni in fuga verso l'Iran) avvicinarono 2 F-15 sparandogli missili (tutti schivati), prima che i McDonnell Douglas F-15 Eagle potessero attaccare e quindi fuggirono schivando 2 AIM-9 e 4 AIM-7, poi nel tentativo di impedirgli il ritorno alla base, prima altri 2 poi altri 4 F-15 tentarono di abbatterli, ma i MiG-25 sfuggirono ai 4 AIM-7 e atterrarono illesi.

Nel 1992, un F-16C dell'USAF distrusse un MiG-25 iracheno con un missile AMRAAM.

All'inizio della guerra l'Iraq aveva 12 MiG-25 e 6 erano sempre operativi.

Dopo quasi 12 anni dall'Operazione Desert Storm e tre mesi prima dell'intervento che avrebbe posto fine al regime di Saddam Hussein e portato alla sua cattura, i MiG-25 iracheni segnarono ancora una volta una vittoria aria-aria su un velivolo americano: il 23 dicembre 2002, un MiG-25PD iracheno distrusse con R-60 o R-40 un ricognitore senza pilota RQ-1A Predator dell'USAF in volo nella no fly zone meridionale. Nonostante l'impresa non sia certo notevole vista la facilità del bersaglio, (l'RQ-1, che vola a 250 km/h, contro l'intercettore più veloce del mondo, che in configurazione armata raggiunge i 2,83 Mach, equivalenti a 24 000 metri di quota a circa 3 076 km/h in aria tipo) è considerata importante perché costituisce l'unico abbattimento di un velivolo occidentale, in Iraq, dopo "Desert Storm" e prima di "Iraqi Freedom", nonostante i numerosi tentativi da parte dei vari modelli di caccia iracheni (MiG-25 compresi) e della contraerea missilistica e convenzionale (AAA).

Mikoyan-Gureviĉ MiG-25RB 'Foxbat'
Mikoyan-Gurevich MiG-25RB @ Central Air Force Museum 01.jpg
MiG-25RB al Museo centrale delle aeronautiche militari di Monino, Mosca.
Descrizione
Tipo Bombardiere e ricognitore
Equipaggio 1
Progettista URSS OKB 155 Mikoyan-Gurevich
Data primo volo 6 settembre 1964
Data entrata in servizio 1970
Dimensioni e pesi
Lunghezza 21,55 m
Apertura alare 13,42 m
Altezza 5,5 m - 6,5 m
Superficie alare 61,88 m²
Peso a vuoto 20 750 kg
Peso max al decollo 41 200 kg
Propulsione
Motore 2 turbogetti Tumanskij R-15B-300
Spinta 10 210 kg l'uno
Prestazioni
Velocità max 2,83 Mach (più di 3 000 km/h) a 13 000 m
Autonomia 2 900 km
Tangenza 23 000 m
Armamento
Mitragliatrici nessuna armamento fisso
Bombe fino a 4 000 kg di armi

Samolety «MiG» 1939-1995

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Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ye-155-P
  • Ye-155-R
  • MiG-25P Foxbat A (Perekhvatchik - intercettore) - modello base.
  • MiG-25R Foxbat B (Razvedchik - ricognitore) - ricognizione con radar Doppler.
  • MiG-25RB Foxbat B (Radioelectronnaja Borba - ECM) - ricognizione e bombardamento.
  • MiG-25RBV Foxbat B (Radioelectronnaja Borba Viraž) - ricognizione e bombardamento.
  • MiG-25BBT Foxbat B -
  • MiG-25U Foxbat C (Uchebnij - addestratore) - addestramento.
  • MiG-25PU Foxbat C -
  • MiG-25RU Foxbat C -
  • MiG-25BR Foxbat D - nuovo modello da ricognizione
  • MiG-25RBK Foxbat D -
  • MiG-25RBS Foxbat D -
  • MiG-25RBSh Foxbat D -
  • MiG-25RBF Foxbat D -
  • MiG-25RBT Foxbat D -
  • MiG-25RBN Foxbat D -
  • MiG-25PD Foxbat E - modello base rinnovato con strumentazione per l'intercettazione a breve raggio.
  • MiG-25PDS Foxbat E -
  • MiG-25PSL Foxbat E -
  • MiG-25BM Foxbat F (Bombardirovschik Modifikatsirovannij - bombardiere modificato) - ultima versione in servizio dal 1988 con missili aria-terra AS-11.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Algeria Algeria
L'Algeria, potenziale alleato-ombra del Patto di Varsavia, ha avuto in servizio almeno diciotto MiG-25 "Foxbat-A" con compiti di intercettazione e difesa dello spazio aereo nazionale. Risulta anche la presenza di almeno quattro MiG-25 "Foxbat-B" da ricognizione, a lungo sospettati di avere piloti sovietici.
India India
8 MiG-25RB da ricognizione e 2 MiG-25U da addestramento importati nel 1981 dall'Unione Sovietica. I modelli intercettori non sono mai stati importati in India. Sono stati tutti messi in servizio nel 106° Squadron (trisonic squadron) che li impiegava per compiti di ricognizione insieme ai Canberra PR Mk57. Il 1º maggio 2006, sono stati ritirati gli ultimi 4 MiG-25 che rimanevano in servizio in India.
Iraq Iraq
Dodici MiG-25 "Foxbat-A" costituivano, dopo la guerra con l'Iran, il nerbo della forza aerea irachena, affiancando un grande numero di MiG-21 e MiG-23. Nessuno dovrebbe essere in condizioni operative: molti sono stati trovati dalle forze di occupazione americane, nascosti sotto dune di sabbia intorno agli aeroporti dello stato vicino-orientale.
Libia Libia
La Libia fu il maggior utilizzatore di MiG-25 al di fuori del territorio dell'ex URSS e possedeva ben sessanta "Foxbat-A" con compiti di intercettazione. Insieme ai MiG-23, questi hanno avuto vari incontri con i caccia dell'US Navy sui cieli del golfo della Sirte. In organico, poi, erano presenti cinque velivoli in versione da ricognizione: pare che uno fosse un "Foxbat-D".
Siria Siria
Anche la Siria possiede un notevole numero di MiG-25: prima della guerra del Libano l'arsenale ammontava a trenta "Foxbat-A" (alcuni dei quali sono stati abbattuti dai caccia israeliani nei combattimenti sulla valle della Beqāʿ) e a un numero imprecisato di "Foxbat-B", autori di sorvoli ad alta velocità e a bassa quota su varie località libanesi.
URSS URSS
Oggi Russia, Ucraina e altre ex repubbliche sovietiche. Circa 300 MiG-25 nelle versioni da intercettazione hanno prestato servizio nei reparti della difesa antiaerea sovietica nei momenti di maggiore espansione dell'arma. Numerosi erano anche i "Foxbat" da ricognizione e addestramento. Al giorno d'oggi gli apparecchi sono dispersi nelle varie repubbliche post-sovietiche, ma concentrati maggiormente presso l'aviazione della Federazione Russa.

Il MiG-25 nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.aerospaceweb.org.
  2. ^ Green and Swanborough 2001.
  3. ^ (EN) Andreas Parsch e Aleksey V. Martynov, Designations of Soviet and Russian Military Aircraft and Missiles, in Designation-Systems.net, http://www.designation-systems.net, 2 luglio 2008. URL consultato il 28 marzo 2011.
  4. ^ a b Yefim Gordon, Mikoyan MiG-25 Foxbat - Guardian of the soviet Borders. Midland Publishing, 2008. ISBN 978-1-85780-259-7.
  5. ^ records.fai.org, il sito web della FAI.
  6. ^ http://www.goldenmoments.it/volo-sul-mig-25.html/facts Golden Moments.it: Volo sul MIG 25.
  7. ^ Mikoyan Gurevich MiG-25 Foxbat, aereimilitari.org. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  8. ^ [INFO] La LISTA AEREI di Tom Clancy's HAWX! | Forums.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (RU) Rostislav Apollosovič Beljakov, Marmen, Samolety «MiG» 1939-1995, Aviko Press, Mosca, 1996.
  • (EN) Pjotr Butovskij, Jay Miller, OKB MiG - A History of the Design Bureau and its Aircraft, Aerofax Inc. for Midland Counties Publications.
  • (EN) Yefim Gordon, Mikoyan MiG-25 Foxbat - Guardian of the soviet Borders. Midland Publishing, 2008. ISBN 978-1-85780-259-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]